Ci si lamenta del livello del gioco in serie A, ma i tifosi quanto sono peggiorati?
Vivendo a Roma, l’analisi ricade sui tifosi capitolini. Anche perchè parliamoci chiaro, ma nelle altre città si tifa in questa maniera? A Napoli forse ma senza controparte. A Genova? Non saprei.
Qui lo sfottò è h24, il pensiero di come non vestirsi e dei colori da non abbinare mai è il primo pensiero al mattino.
Qui i romanisti non sanno veramente di che colore mettere il fiocco quando nasce un bambino perchè di base sarebbe bianco e celeste.
Per cui, l’argomento principe delle nostre giornate sono la Lazio e la Roma. Sì, entrambe. E non date retta ai vostri cugini, mentono. Pochi giorni fa è stato l’anniversario dell’autogol di Negro e si sono sbizzarriti sui social come fosse la ricorrenza di uno Scudetto.
Idem qualche giorno fa, sono usciti più post tipo “ZONA CAICEDO” che celebrativi della vittoria col Cagliari. Per cui poche bugie: Lazio e Roma camminano di pari passo e spesso una “disgrazia” sportiva dei cugini è sufficiente per salvare qualche scivolone in casa propria.
Beh, forse era così fino a qualche tempo fa. Perchè i tifosi sono peggiorati. Tanto.
Il romanista è diventato se stesso all’ennesima potenza. Forse perchè nel social 2.0 e con mille trasmissioni che parlano solo di calcio si è data voce al prototipo di chi si costruisce un mondo parallelo e accusa gli altri di vivere nella fantasia.
Sì, perché grazie ai giallorossi sono più importanti le partecipazioni che le vittorie, la plusvalenza vale più di una Coppa Italia e mediamente si è pronti alla depressione davanti a una sconfitta e praticamente campioni del mondo dopo 3 vittorie di fila.
In sostanza, si è data voce a tutto ciò che per fortuna noi non siamo. Ma tranquilli, siamo peggiorati anche noi. Tantissimo.
L’arrivo di Lotito alla Lazio ha creato un movimento d’opposizione (giustificato? Non lo so) che ha praticamente influenzato le nuove leve e in parte corrotto i file razionali nei cervelli dei tifosi più vecchi.
E’ stato praticamente inserito un mircochip auto-distruttivo – tipo Terminator – per cui se la Lazio dovesse avere un risultato negativo si innesca la polemica.
Ma non la cara vecchia polemica interna ma guai a chi tocca la Lazio: qui si parla di un attacco a 360 gradi che nemmeno un romanista incallito riuscirebbe a tanto.
Post pubblici, piagnistei di piazza, sottogruppi. Perchè il laziale del 2020 ha le sue convinzioni e deve convalidarle.
Quindi, se è stato deciso che il mercato è insufficiente, dobbiamo sperare che Acerbi si faccia male così che la magagna esca.
Ora sì che si puà fare un bel post stile “ve lo avevo detto” ed essere felice.
Ma dai, è un peccato che Immobile faccia ancora gol, così come potremo dire al seguito della stampa di tutta la penisola “segna solo su rigore”?
In sostanza, buona fetta del popolo laziale la si sente solo quando si perde.
Silenti nelle vittorie – perché contraddicono le polemiche ben fatte fino a poco prima -, rumorosi nelle sconfitte.
Diciamo, romanisti ma della Lazio. Ecco, è come se un laziale si comportasse da romanista però è laziale. Pensa che affare.
Praticamente non basta che la stampa ci massacri (tamponi docet), non basta che il rapporto laziali\romanisti sia almeno di 1 a 3.
Non è sufficiente che proprio per attitudine, in nostro modo di essere è molto più sobrio e quindi meno rumoroso ed eclatante.
Abbiamo bisogno anche del laziale anti-Lazio per essere affondati del tutto.
Qui si scherza, si esagera. Ma quanti amici laziali vi scrivono per festeggiare dopo una vittoria e quanti vi riempono la chat di depressione dopo una sconfitta?
