Milinković-Savić: un nome su cui ci siamo interrogati molte volte, su cui abbiamo ironizzato spesso e ci siamo domandati se fosse la composizione di nome e cognome, doppio nome, doppio cognome, nome e soprannome, o poesia in rima baciata. Siamo arrivati anche a pensare che la Milinkocrazia fosse talmente straripante da non poter essere descritta con una sola parola, ma poi siamo finalmente giunti a una conclusione: Milinković-Savić indica una dinastia che racchiude due (?) fratelli pronti a cambiare le leggi del calcio e che già sono sulla bocca di tutti.
La dinastia Milinković, o Savić, vabbè, Milinkocratica, inizia ufficialmente nel 1995, anno di nascita di Sergej seguito successivamente dal piccolo omone di due metri, Vanja. Entrambi nascono in Spagna (Nazione della quale detengono anche la cittadinanza), ma decidono di giocare per la nazionale serba che non perde tempo ad assicurarseli sin dalle rappresentative under 18. La loro vita è dunque caratterizzata da questo binomio continuo: due fratelli, due Paesi, due anni di differenza, due ruoli, due cognomi e due squadre, ma sono entrati a gamba tesa in un unico campionato mostrando a tutti, e soprattutto a una squadra in particolare, che vogliono comandare anche qui in Italia. Il fratello maggiore è approdato alla Lazio nel 2015 dopo una particolare trattativa che lo ha quasi portato a vestire di viola; quello minore invece è stato acquistato due anni dopo dal Torino, ma ci ha messo solo un mese a conquistare i nostri cuori, proprio come il fratello.
Se Sergej ci ha già abituati a giocate incredibili come tunnel, doppi passi, stop di petto, colpi di testa, poi ancora tunnel, e un altro tunnel e poi suola e conclusione in porta dalla distanza, il fratello invece si è fatto notare solo quest’anno con due incredibili prestazioni in Coppa Italia, facendoci addirittura ricredere sul fatto che siano veramente fratelli e non siano uno il clone dell’altro. Forse è lo stesso Sergej a scendere in campo con due squadre diverse. O forse sono quattro fratelli diversi: uno che gioca nella Lazio, uno che difende la porta nel Torino, un terzo che tira le punizioni sempre per i granata e un ultimo che tifa Lazio ma non scende in campo.
Ma insomma, quanti sono i Milinković-Savić?
La vicenda non è ancora chiara, l’unica cosa certa è che la Milinkocrazia sta salendo al potere in Italia, e mentre Sergej fa un po’ come gli pare in mezzo al campo. Tipo così:
Vanja, invece, si annoia talmente tanto in porta che a un certo punto esce e va a battere una punizione, e tira talmente forte da spettinare Patric che guardava la partita in TV:

Vi ricorda qualcuno?
E ancora: i due serbi hanno questa particolare caratteristica di essere decisivi nei momenti importanti, come un derby di Coppa Italia…
… O un ottavo di finale, in cui il portiere granata assume le vesti di supereroe e para un calcio di rigore che avrebbe messo a rischio la qualificazione al turno successivo, il tutto davanti agli occhi e alla reazione pacata di suo fratello:
Accomunati da un destino che li vede decisivi proprio contro i rivali di Sergej; dotati di grande classe e strapotere fisico; prossimi governatori del Mondo; cosa succederebbe, dunque, se giocassero entrambi nella stessa squadra? Cosa succederebbe se la Milinkocrazia fosse racchiusa in un unico campo, in un’unica squadra? Una a caso: la Lazio.
Probabilmente ci sarebbe un’implosione. E vederla sarebbe un piacere.
