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I bad boys della Lazio: da Morrison a Gascoigne

Ah, i ragazzacci. Li puoi amare oppure odiare, non esistono mezze misure. E probabilmente farai o l’una o l’altra cosa a seconda che siano dalla tua parte o meno. A noi è capitato spesso di ritrovarci nella stessa squadra dei bad boys.

È una questione fisiologica. Come tutte le ragazze belle e dannate infatti, la Lazio ha un debole per i bad boys. Si fa corteggiare, sedurre, stuzzicare, fino ad innamorarsene perdutamente. E noi con lei. Anche se non sempre poi il cattivo ragazzo di turno si rivelerà essere quello giusto.

Ciao Ravel, insegna agli svedesi come si ruba un milione di euro all’anno.

Quindi anche Morrison ha qualcosa in comune con Gascoigne. Non ci riferiamo alla nazionalità né tantomeno al talento (gli piacerebbe). Ma tutti e due sono delle grandissime teste di. Con le dovute differenze, ovviamente. Gazza è rimasto nel cuore di ogni tifoso laziale, Morrison invece più sui..va be, lasciamo stare che non ci piace essere volgari (non è vero).

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In fondo è più bello così. Ogni squadra che si rispetti deve avere almeno un ribelle, qualcuno di folle e fuori dagli schemi. Certo, se poi in campo si rivelasse essere nient’altro che un bidone allora potrebbe solo farci irritare profondamente. Ma quando il ragazzaccio diventa il trascinatore della squadra, è fomento puro.

In passato ne abbiamo avuti diversi, geni (e non) del calcio e pazzi fuori dal campo. Eccovi qualche esempio di veri bad boys che hanno fatto infatuare la Lazio:

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Paul Gascoigne

Visto che l’abbiamo nominato, come non partire da lui. A mani basse il calciatore più folle mai passato dalle nostre parti. Gazza è stato un campione in grado di far impazzire i tifosi la domenica e i compagni durante la settimana.

Un professionista a tutto tondo.

Una vita di eccessi ma anche di giocate fantastiche, ancora oggi Gascoigne è un idolo per ogni laziale che l’ha visto scendere in campo con la maglia biancoceleste.

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Sinisa Mihajlovic

Insieme a Gascoigne fa parte di questa (da 2:27) speciale lista di “migliori 11” bad boys del calcio. Qualcosa vorrà pur dire. Sinisa ha fin da subito mostrato un carattere forte e controverso, finendo spesso al centro di polemiche per questioni anche extra-calcistiche. Mai banale nelle dichiarazioni, è il suocero che nessuno vorrebbe avere.

Però con quel piede sinistro ci saremmo andati anche in guerra.

(Bonus: Stefan Radu)

Prima di tornare al passato va per forza di cose fatto un riferimento anche a Stefan Radu. Parlando di terzini sinistri un po’ matti è infatti difficilissimo non pensare al romeno.

Non avrà il piede di Sinisa, ma in quanto a temperamento gli assomiglia molto.

Giunto alla dodicesima stagione alla Lazio, Radu è diventato una bandiera tanto da trasformare la propria cittadinanza da “rumena” a “romana”. Volete che il buon Stefan vi ripeta a brutto muso ciò che ha detto ad Abisso in Inter-Lazio? Allora siete pregati di ridere alla nostra battuta, grazie.

Jaap Stam – Fernando Couto

Non solo la Francia, anche l’Italia ha vissuto il Regime del terrore. Dal 2001/2002 al 2003/2004 questa coppia di centrali avrebbe potuto rovesciare ogni forma di democrazia mondiale instaurando la propria personalissima dittatura. Perchè non l’hanno fatto? Perchè sono buoni dentro.

Ma non fuori.

Stam Parente Lazio Romamerda GIF - Find & Share on GIPHY

Parente qui ha perso all’incirca 15 anni di vita.

La Gestapo dei due bad boys più cattivi di sempre non si limitava ai soli avversari, chiedete per conferma al povero Delgado: “Dopo una partita persa Jaap si arrabbiò e alzò la voce dentro lo spogliatoio, da quel momento non volò più una mosca” .

E poi su Couto “Lo saltai in dribbling in allenamento, gli altri compagni lo presero in giro, così lui mi si avvicino e mi disse all’orecchio. Se lo rifai un’altra volta ti spacco tutto e ti faccio finire fuori dal campo. Giuro, non toccai più una palla fino alla fine…”.

Anche se credere che Delgado abbia saltato Couto in un dribbling è un tantino complicato.

Balde Diao Keita

Sì, è vero. Ora sta su quel posto un po’ a tutti. Ma Keita nonostante una reputazione non proprio limpidissima ci ha fatto sognare.

Anche se per poco.

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Vittoria e doppietta! 🙏🏾⚪️🔵 #derby

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La Lazio del ’74

Menzione d’onore più che meritata per la “Banda Maestrelli”. Una squadra folle, spaccata a metà da rivalità interne (per usare un eufemismo) durante la settimana, ma straordinariamente fusa in una cosa sola alla domenica.

Una squadra di ribelli con la pistola. Di pazzi, veri bad boys. Un gruppo che solo di questi colori si sarebbe potuto vestire.

Quando pensiamo alla Lazio la prima che ci verrà in mente sarà sempre quella del ’74.

A volte sono Morrison, altre Gascoigne, in ogni caso saremo continuamente circondati da bad boys. Non ci andrà sempre bene, ma è il destino che ci spetta per aver scelto la più bella di tutte quante.

Di che ci lamentiamo, spesso ci hanno fatto divertire.

Articolo a cura di Francesco Mattogno

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