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I 5 acquisti flop della Lazio a gennaio

Ci siamo, il 2019 è appena iniziato ed il primo grande appuntamento – legato al calcio – è alle porte: la sessione invernale di calciomercato. Ora, Lazio e calciomercato invernale non sono spesso accostate insieme: la società capitolina è nota per fare poco (o nulla) nella finestra di riparazione. D’altronde quando sei competitivo, una Ferrari, non è che abbia molto senso intervenire per migliorare la rosa. Oggi però, vogliamo farvi capire come questo “non mercato” della Lazio a gennaio sia solamente un luogo comune. Qualche volta si è intervenuti sul mercato. Male, ma si è intervenuti. Ed allora, al cospetto di chi dimentica: ecco la top 5 horror acquisti della Lazio sul mercato di gennaio.

Raccomandazioni: si sconsiglia la visione ad un pubblico di minori e/o a soggetti particolarmente sensibili.

  1. Emiliano Alfaro

Stiamo parlando del piccolo funambolo uruguayano: attaccante dalle dubbie doti agonistiche arrivato alla Lazio nel gennaio del 2012. In patria viene chiamato El Picaro, il ladro. Soprannome dovuto a qualche particolare dote calcistica? Non ci è dato saperlo, perché nella sua parentesi romana il giocatore si è visto poco e nulla: 8 presenze e zero gol prima dell’addio. C’è un’immagine però, legata al suo nome, che nessun tifoso della Lazio dimenticherà mai. Eccola:

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2. Gael Kakuta

Al Chelsea si parlava un gran bene di questo ragazzo (anche a Fifa non era male eh), addirittura c’era chi lo vedeva come l’erede di Florent Malouda. Passato il periodo – di prassi per ogni giovane emergente – del “questo è il nuovo…”, è tornato nell’anonimato senza mai esplodere. La parentesi alla Lazio è emblematica: arrivato il 31 gennaio, colleziona una sola misera presenza in Serie A. La sua carriera è poi proseguita tra Spagna e campionato cinese, ma sempre senza rispettare le attese iniziali. Scrivi meteora, leggi Kakuta.

 

 

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3. Saha-Postiga

La scarsa propensione al metter mani al portafoglio, ha spinto la società ad una nuova fallimentare politica: prendere giocatori – forse ex giocatori – per dargli un’ultima chance nel calcio che conta prima del ritiro. In tal senso, nel gennaio 2013 arrivò Louis Saha: famoso per i 4 anni al Manchester United (alle spalle di Tevez, Rooney, Ronaldo) e per il secondo posto – con la Francia – al Mondiale del 2006. Invece, nel gennaio 2014 è la volta di Helder Postiga: a lungo attaccante di riferimento della Nazionale portoghese. Per entrambi, l’esperienza alla Lazio è stata breve e avara di soddisfazioni. Nota di merito però per Saha: 26 maggio 2013, pure lui Je l’ha alzata in faccia.

 

 

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Super happy for Titi @thierryhenry. Great news!!!! Gonna watch more French football.

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4. Rolando Bianchi

La trattativa più lunga e travagliata, per quel che riguarda gennaio, fu quella di Rolando Bianchi. L’ex Manchester City approdò alla Lazio nel gennaio 2008 dopo un lungo testa a testa della società con il Torino. Proprio a Torino, la sua prima con la Lazio si rivelò un disastro: si fa espellere per somma di ammonizioni dopo solamente 4 minuti. 4 sarà anche il numero di gol segnati con la Lazio da lì alla fine del campionato: troppo pochi per un giocatore sul quale pendeva un diritto di riscatto di 12 milioni e sul quale si erano riposte grandi speranze. A fine stagione va al Torino dove diventerà uno dei giocatori rappresentativi del club granata.

5. Mauricio-Bisevac

Per la categoria: “Difensori spacca gambe” ecco una bella accoppiata da brividi. Doveva essere un elenco da incubo e quale incubo peggiore che ritrovarsi uno di questi due giocatori a tenere la linea difensiva? Mauricio è un vero e proprio marchio di fabbrica per noi, già abbiamo parlato della sua propensione naturale e far saltare le gambe avversarie. Bisevac invece, arrivato nell’inverno del 2016, fu un tentativo disperato per sopperire alla lunga assenza di Stefan de Vrij. Tentativo, neanche a dirlo, andato malissimo. Unica gioia per lui, il gol contro il Carpi:

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