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I 10 acquisti più cari della storia della Lazio (ciao, Gaizka!)

La Lazio ha anche speso, so che per molti di voi questa è già una notizia: grazie al pratico Trasfermarkt abbiamo selezionato i 10 acquisti più cari della storia della Lazio, e ovviamente ce ne sono di bellissimi e molto interessanti e di cui ci siamo innamorati senza alcun motivo, vero Gaizka Mendieta?

I 10 acquisti più cari della storia della Lazio

  1. Hernan Crespo dal Parma – 56,81 milioni
  2. Gaizka Mendieta dal Valencia – 48 milioni
  3. Juan Sebastian Veron dal Parma – 30 milioni
  4. Cristian Vieri dall’Atletico Madrid – 28,41 milioni
  5. Jaap Stam dal Manchester United – 25,75 milioni
  6. Stefano Fiore dall’Udinese – 25 milioni
  7. Claudio Lopez dal Valencia – 23 milioni
  8. Mauro Zarate dall’Al Sadd – 20,20 milioni
  9. Sergej Milinkovic Savic dal Genk – 18 milioni
  10. Angelo Peruzzi dall’Inter – 17,90 milioni

+#1 Hernan Crespo

“Dammi 3 parole, Nesta Crespo Fiore”: è chiaro che “Valdanito” è stato uno dei migliori cannonieri dei suoi tempi. Hernan Crespo ha scritto un’epoca: l’attuale allenatore del “Defensa y Justicia” è arrivato alla Lazio per 110 miliardi delle vecchie lire, acquisto del caro vecchio Sergio Cragnotti. Per arrivare a lui il presidentissimo sacrificò Matias Almeyda (andato al Parma dopo avergli fatto uno dei più gol di sempre) e Sergio Conceicao, il mio amico Conceicao, una delle ali più eleganti e tra i crossatori più efficaci che abbiano mai calcato il prato dell’Olimpico. Per chi non lo sapesse, Crespo è stato il capocannoniere del 2000-2001, l’anno del suo acquisto. Peccato che, piccolo particolare, non se lo ricorda nessuno con affetto quell’anno: la Roma vinse lo Scudetto. Questo, per dire, era Crespo

#2 Gaizka Mendieta

Nella vulgata comune è “quello che ha rovinato la Lazio”. Il suo acquisto è stato un sacrificio inutile: Mendieta non si è mai adatto alle pressioni e ai ritmi del calcio italiano, e la sua esperienza alla Lazio è stata fallimentare. Attualmente dj di successo e influencer di spicco, il biondissimo Gaizka al Valencia era stato il miglior giocatore della Champions, artefice di una squadra schiacciasassi di cui era capitano. Una delle migliori ali d’Europa (al Valencia). Qualcuno sosteneva non fosse proprio un portafortuna. Malelingue, ora comunque ha raggiunto il successo che alla Lazio non ha avuto

#3 Juan Sebastian Veron

La “Streghetta”, semplicemente uno dei migliori registi di ogni tempo. Piedi prelibati, visione di gioco illuminante e onnisciente, Juan Sebastian Veron con il suo carisma e la sua abilità divinatoria in mezzo al campo ha scritto la storia del calcio, non solo capitolino. Non è un caso se, con lui alla Lazio, la squadra biancoceleste ha vissuto i migliori anni della nostra vitaaaaaaaaaa, e che bello vederlo giocati su una soffice nuvola di trofei.

#4 Cristian Vieri

Bobo è icona della prima Lazio di successo: la sua fascia insanguinata sul volto a Birmingham è una delle immagini più forti delle vittorie cragnottiane in Europa. Centravanti di razza, potente e prepotente, creatore del concetto filosofico di bomber + velina, Vieri era semplicemente un’ariete d’area di rigore straordinario, di sacrificio e potenza, di strappo muscoloso e bordata finale. Ora fa bellissime dirette su Instagram in cui parla dei cavoli suoi con Totti, perlopiù citando Ventola, altro filosofo contemporaneo. Con Salas ha formato una delle coppie d’attacco biancocelesti più forti e meglio assortite del mondo. Dell’universo. Di sempre. Brutta la sua cessione.

#5 Jaap Stam

Robotico, durissimo come l’adamante, l’attuale tecnico del Cincinnati – presentato in malo modo – Jaap Stam è stato il difensore più pagato della storia della Lazio. Celebre il suo piccolo diverbio con Parente, che dal quel momento credo abbia avuto qualche difficoltà relazionale. Poteva giocare al centro della difesa o come macistico terzino destro, tirava perfino bordate rasoterra su punizione. Ma non le poteva tirare mai, c’erano altri specialisti. Uno che Ferguson ancora rimpiange.

#6 Stefano Fiore

Estroso, fantasioso, duttile, Stefano Fiore con Giannichedda è entrato di diritto nei cuori di tifosi della Lazio. Stranamente fa benissimo con Zoff alla Lazio, ma male con Zaccheroni, forse uno tra i meno apprezzati allenatori che abbia mai albergato in panchina a Roma. Poi con Mancini ha vissuto gli anni migliori, in una Lazio frizzante e ariosa, capace di giocare un grandissimo calcio. Grazie a lui siamo arrivati ai preliminari di Champions. E l’anno dopo ci ha fatto vincere tra le altre cose una Coppa Italia.

#7 Claudio Lopez

La frase più celebre su di lui: “col destro non sale manco sul tram”. Ma col sinistro era fulminante: con Corradi forma un’altra tandem bello bello. Famoso anche per il suo balletto piuttosto indecoroso “Asereje”, con il succitato Bernardone, Claudio Lopez, il “Pijo“, è stato uno dei principali artefici di una delle sconfitte più brucianti della Lazio in Champions League. Ma che sinistro, ma che sinistro… E in contropiede era micidiale, come si può vedere:

#8 Mauro Zarate

Quanto costa tutto questo amore: l’acquisto più costo dell’intera era Lotito, Maurito è stato il primo vero segnale che forse la nuova proprietà non era solo calcoli finanziari e cinismo romanaccesco. Sul suo acquisto circolano leggende mai provate, come la partita di calcio-balilla grazie alla quale Lotito, battendo lo sceicco proprietario dell’Al-Sadd, avrebbe ottenuto un sostanzioso sconto. Zarate era un sogno di attaccante: dalle traiettorie balistiche pazzesche, freddo, rapidissimo e dribblomane, Mauro Zarate ha scavato un solco nel cuore di tutti per il modo brutto in cui ha lasciato la Lazio. Come tutte le faccende di Lazio: un colpo all’anima. Questo il suo ricordino alla Roma.

#9 Sergej Milinkovic Savic

Lotito dice sempre: “100 milioni? Pe gamba”. Il centrocampista serbo è un mix letale tra un fisico da granatiere e un piede da fantasista. Con Inzaghi ha raggiunto il top del rendimento, garantendo anche tantissima quantità oltre all’innata qualità della sua suola. Segna pure gol decisivi, con uno strapotere impressionante. Il “Sergente” ha creato un movimento politico autoritario, la Milinkocrazia, di cui siamo fedeli sostenitori. Ogni anno pare venduto. E invece no. Geniale questo account che ci ricorda sempre che no, non è stato venduto.

#10 Angelo Peruzzi

Carisma e poche parole, dal profondo viterbese al tetto del mondo con la Juve, Angelo Peruzzi viene chiamato a Roma “Cinghialone“. Portiere dal fisico atipico – oggi sicuramente – ha riflessi straordinari e sicurezza impressionante. Nello spogliatoio della Lazio tutti si ammutoliscono quando parla Peruzzi: uno dei migliori portieri italiani di sempre. Chi lo nega non vuole bene al calcio. Oggi è il club manager del club biancoceleste, uno degli artefici dei successi di Inzaghi. Qui ci perdonerà, giocava con la Juve. Ma il tacco del Mancio era troppo bello.

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