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Grujic: Alla Play era forte

“Oh ma con Grujic che ci facciamo?”

“Ma teniamolo dai, fa rima con Modric e gioca nello stesso ruolo, sarà un fenomeno”

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Questi sono i nostri primi ricordi legati a Marko Grujic, centrocampista che la Lazio sta seguendo da diversi giorni e che viene presentato come “il (possibile) nuovo capolavoro di Tare”. Perché l’albanese ci ha abituati a diversi colpi a sorpresa di giovani che poi raggiungono un valore di mercato abbastanza elevato, ma giusto un pochino, come Milinkovic.

Juve, lo sai che invece di spendere per acquistare Sergej potresti comprare più di un milione di videogiochi per la Play 4, utilizzando la stessa quantità di denaro?

Ma torniamo a noi: era uno dei nostri svariati campionati a Fifa iniziato, questa volta, con il Liverpool. In seguito a un discreto primo anno in cui abbiamo vinto la sola Coppa di Lega, ci ritroviamo dunque a fare bilanci e a decidere come comportarci con i rientranti dal prestito. Tra i vari giovani dai valori più bassi di quelli di Novaretti (ma poi si è capito perché fosse così scarso alla Play? A noi in campo non dispiaceva…) come Ejaria, Kent e Ojo spiccava tale Marko Grujic: classe ’96 e con un valore di 72, alto 191 cm e dotato di un discreto tiro. Serbo.

“Oh, ma questo è il terzo fratello Savic: MilinGrujic-Savic”

E così lo abbiamo tenuto. Un po’ per simpatia, un po’ perché i valori non ci dispiacevano e un po’ per istinto.  Abbiamo evitato di rigirarlo in prestito ancora una volta alla Stella Rossa (squadra in cui è cresciuto) o al Cardiff in cui ha collezionato nell’anno corrente 24 presenze e 2 goal. E lo abbiamo fatto pure giocare, perché impostava bene, dominava le palle alte e si faceva trovare sempre al limite dell’area in fase offensiva per provare a segnare calciando da fuori di destro. Una volta è riuscito addirittura a risolvere un ostico turno di Coppa nel derby contro l’Everton con un goal su calcio di punizione. Il risultato era sull’1 a 1 (primo goal di Firmino su lancio millimetrico di Grujic) e al ’78 si è inventato una punizione alla Veron. Così, dato che il paragone con Milinkovic non era ancora abbastanza. Insomma, si può dire che sia sbocciato un amore puro con questo ragazzo. Perché si sa, alla Play oltre a provare gli schemi per l’anno prossimo, studiamo e analizziamo i futuri talenti biancocelesti.

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La squadra cresce insieme al giovane serbo che nel giro di tre anni raggiunge un valore di 80, si guadagna la fascia da capitano e porta i reds a vincere il campionato, la Champions League e le due coppe nazionali. E se ve lo state chiedendo la risposta è sì, una cosa del genere la mettiamo anche nel curriculum.

[due mesi dopo]

Ormai lo abbiamo metabolizzato; la Lazio sta cercando di acquistare il giocatore a cui abbiamo dedicato i pomeriggi degli ultimi 6 mesi per cercare di portare lui e i suoi compagni alla vittoria. I biancocelesti sarebbero interessati a rilevare l’intero cartellino, mentre il Liverpool (che ci fa strano a dirlo ma non siamo più noi) è intenzionato piuttosto a lasciarlo partire solo in caso di prestito. E intanto Milinkovic, quello vero, lo sta provando a convincere. Ce lo immaginiamo chiamarlo e suggerirgli “Eddai, vieni a Roma che se magna bene e c’è bel tempo”.

E intanto, mentre mezza Roma si continua a chiedere se sia più o meno tecnico di Morrison, se sia più o meno tenace di Leitner, o se almeno esista veramente un Marko Grujic, noi abbiamo l’onore di sapere chi è, di averlo visto “giocare” e, a quelli che ci interrogano riguardo alle sue qualità, rispondiamo:

“Grujic? Alla Play era forte.”

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