Quando si pensa a Paul Gascoigne, si pensa subito alla frase ‘genio e sregolatezza‘. Perchè è quello che effettivamente è stato Gazza: un idolo per i suoi tifosi, non solo per le sue giocate di talento purissimo, ma soprattutto per i suoi comportamenti istrionici, come nessun altro al mondo. Tuttavia questi eccessi sono stati fin troppo presenti anche all’esterno del campo da gioco, come tutti noi ben sappiamo. Non vi parleremo quindi della storia di Gascoigne, con riflessioni personali. Perchè chi vi scrive non ha fatto in tempo ad ammirarlo con la maglia della Lazio, e qualsiasi parola possa dirvi sembrerebbe fuori luogo. La sua storia potreste trovarla qui, ad esempio.
Noi ricorderemo solo il Gascoigne istrione. Il personaggio unico nella storia del calcio. Unico per tutti quei gesti di genio folle, le celeberrime Gazzate, che elencheremo adesso. Meglio con questo sottofondo:
In Inghilterra
- 1988, partita Wimbledon-Newcastle. Gascoigne è ancora un giovane calciatore, molto promettente. In questa partita, però, Vinnie Jones, uno dei più folli membri della cosiddetta Crazy Gang, lo marca in maniera asfissiante. Molto asfissiante. Lo marca anche così:
Al termine della partita, una tifosa del Newcastle regala al suo beniamino un mazzo di rose rosse. Gazza decide di recapitare una di esse nello spogliatoio del Wimbledon, proprio per Vinnie Jones. Il quale ricambia questo gesto affettuoso. Con uno scopettino del cesso. - Piccola curiosità: Vinnie Jones ha intrapreso anche la carriera da attore. Di sicuro lo ricorderete in quel capolavoro di Eurotrip, in questa scena e in questa.
- Questa è la descrizione migliore del genio di Gascoigne: 1990. Campo d’allenamento del Tottenham. Tra i giocatori c‘è Paul Gascoigne. La palla viene rinviata con forza da un compagno, il campanile sorvola le reti di recinzione facendo finire il pallone nel bosco che cinge il centro sportivo degli Spurs. Per Gazza è un’occasione incredibile da sfruttare, per mettere in mostra il suo genio. Così alza le mani e ferma i compagni, urlando: “Continuate a giocare! Non preoccupatevi, vado a riprenderla io!”Paul parte di scatto, si avvicina alla recinzione e la scavalca, infilandosi fra cespugli ed alberi. Scompare per tutta la durata dell’allenamento. Non solo, nessuno sa dove sia: è irrintracciabile perfino la mattina successiva. Il Tottenham, come il giorno precedente, riprende gli allenamenti al centro sportivo e Gazza non c’è. Sono passate 24 ore e – oltre alla rabbia di mister Terry Venables – aleggia sui compagni una seria preoccupazione mista al terrore che qualcosa di orribile possa essere accaduto a Gascoigne.Al momento della consueta partitella di fine allenamento, mentre vengono distribuiti i fratini alle squadre, appare Paul. Come un lampo nel buio. Gazza sbuca dal bosco, scavalca nuovamente la recinzione e si presenta in campo col pallone sotto braccio. Si avvicina a coach Venables e ai compagni e, guardandoli come se nulla fosse, esclama: “Eccola! L’ho trovata!”.
- 1990, Mondiali in italia. Dopo la finale terzo e quarto posto con l’Italia a Bari, nello spogliatoio inglese entra un signore basso, circondato da quattro giganteschi bodyguard. Sembra essere uno importante.Il signore chiede di poter incontrare Paul Gascoigne e parlare con lui. Gazza era sotto la doccia e uscì nudo, con un piccolo asciugamano a coprirgli le parti intime. Stringe la mano al signore e, dopo qualche secondo, lo prese sottobraccio e gli schiaffeggiò ripetutamente la testa, come il personaggio di Benny Hill Show. I bodyguard lo bloccarono immediatamente.Quel signore basso schiaffeggiato in testa da Paul è Gianni Agnelli, il capo della Fiat. Presidente della Juventus. Che era interessata al giocatore. Da quel giorno non più, evidentemente.
- 1992, vigilia della partita di qualificazione mondiale tra Norvegia ed Inghilterra. Uno sventurato giornalista della televisione norvegese, nella sua sconcertante ingenuità, chiede a Paul Gascoigne se avesse un messaggio da mandare alla Norvegia. Il magnanimo Gazza non si fa pregare due volte: «Yes! Fuck off Norway! »
- Altre cose minori, in questo video:
Alla Lazio
- Paul Gascoigne è stato appena acquistato dalla Lazio. A Fiumicino lo attende una gran bolgia, e sono presenti diversi giornalisti. Ad un tratto, una di loro prova ad intervistarlo, chiedendogli se sa già qualche parola in italiano. Risposta secca: “Ciao bagascia“
- Il suo allenatore Dino Zoff non ha avuto vita facile con lui. Infatti Dino racconta: “Gascoigne, una volta, nonostante io avessi cercato di dissuaderlo, se ne andò dal ritiro la sera del sabato perché era arrivata la sua fidanzata. Il giorno dopo, il giorno della partita, ero a pranzo con una parte del mio staff e me lo vidi piombare completamente nudo al ristorante. Non nudo con gli slip e i calzini: proprio nudo. E Gazza mi disse: “Mister, mi hanno detto che mi voleva e non ho fatto in tempo a vestirmi”. Aveva cambiato idea. Ovviamente non l’ ho fatto giocare ma con uno così, a suo modo geniale, come ci si può arrabbiare?”
- Altro scherzo di Gascoigne a Zoff: trasferta, la Lazio si muove in pullman. Zoff sempre nelle prime file, Gazza sempre nelle ultime. All’improvviso, Gascoigne afferra un giornale e si va a sedere accanto a Zoff, che stava sonnecchiando. Poco dopo il bus imbocca un tunnel piuttosto lungo, un paio di chilometri, completamente al buio. Quando il pullman esce dal tunnel, Gazza è sempre lì, seduto accanto a Zoff, continua a leggere il giornale, solo che adesso è completamente nudo.
- Non servono parole per questo.
- Una volta Gascoigne chiede a Gigi Corino di passarlo a prendere, per andare all’allenamento. E Corino racconta:“Arrivo a casa, era come al solito mezzo nudo. Gli dico di sbrigarsi, perché Zoff era inflessibile e se arrivavi in ritardo le multe fioccavano. Lui mi offre una birra, mi accende la televisione e mi fa mettere seduto in salone. Dopo dieci minuti, niente. Lo chiamo, salgo a cercarlo, niente. Era sparito.Esco e mi rendo conto che mi aveva rubato la macchina ed era andato al campo di allenamento, lasciandomi a piedi. Chiamo di corsa un taxi e quando arrivo in ritardo clamoroso, a Tor di Quinto, lui si rivolge a Zoff e comincia a urlare: ‘Multa Mister! Multa, multa!’, con tutti i compagni in coro, piegati dalle risate perché sapevano dello scherzo.”
- Sempre Corino, il giorno in cui è diventato padre, porta a Formello la foto del figlio, e dopo un po’ sparisce. L’aveva presa Paul. Il giorno seguente Gascoigne va all’allenamento con un centinaio di magliette, con quella foto e la scritta: ‘Corino palle grosse’
- Partita contro la Juventus, Gascoigne è in tribuna causa infortunio. La Lazio è in silenzio stampa. Si dirigono verso di lui i giornalisti per ascoltare qualche parola in diretta. Gazza risponde in un modo tutto suo: con un rutto. Il giorno dopo le immagini erano su tutti i giornali, del rutto se ne discusse persino in Parlamento.
- Dopo l’ultima partita di campionato prima di Natale, i giocatori della Lazio vanno in vacanza e Gazza dà un pacco regalo a Manzini. Il team manager lo mette sotto l’albero. Dopo un po’, però, inizia a insospettirsi per via della puzza. Esatto. Era proprio quello che state immaginando.
- Quando arriva Zeman alla Lazio, la situazione non cambia. Una volta durante l’allenamento, Paul gli ruba il fischietto e lo mette al collo di un tacchino. Un’altra volta invece, una volta, in un bar di Roma, Zeman entra ignaro del fatto che nello stesso locale ci fosse anche Paul Gascoigne: e pare che il nostro eroe stesse serenamente sorseggiando un buon bicchiere di gin. Peccato fossero le 10 del mattino.
- La notte di Capodanno del 1993 la trascorre con la moglie in uno sfarzoso ristorante romano e ordina un’aragosta puntando il dito contro la grande vasca che la conteneva; il servizio del ristorante si stava rivelando un po’ lento, allora decide di tuffarsi dentro la vasca: «Avevo il mio miglior completo. L’acqua era gelida e molto salata. Mi ci volle un po’ per afferrare quella da cui ero attratto. Dopo averlo fatto, ho detto “Questo è lo stronzo che voglio”. Poi ho mangiato con il costume bagnato».
Inghilterra e Scozia
- Qualche settimana prima di Euro ’96, la Nazionale Inglese si rifugia in Estremo Oriente per preparare la competizione casalinga. Una sera, i giocatori escono a far baldoria nel China Jump Club di Hong Kong, teatro della famosa “dentist’s chair”, la sedia del dentista.Un gioco dove il paziente, immobile su una sedia inclinata, viene riempito da un miscuglio alcolico direttamente in bocca. Alcuni giocatori della Nazionale Inglese riempiono di tequila il corpo nudo del paziente. Che ovviamente è Gascoigne.Polemiche a non finire in Inghilterra. Squadra sotto accusa. Ma iniziano gli Europei, e si gioca contro la Scozia. Gazza replicò la scena in campo esultando dopo aver segnato, forse il gol più bello messo a segno in carriera.
- Quando gioca nei Rangers, Gascoigne segna nel sentitissimo derby di Glasgow, l’Old Firm, contro il Celtic. Ed esulta mimando di suonare un flauto sotto la curva. Mimando così la sfilata annuale dei protestanti orangisti nordirlandesi. E i cattolicissimi tifosi del Celtic non la prendono proprio benissimo. Minacce di morte e conseguente scorta personale per Gascoigne.
- Non servono parole per questo:</li>
<li>Gascoigne va a giocare in Scozia, nei <strong>Rangers</strong>. E fa infuriare i tifosi del <strong>Celtic</strong>, segnando nell'<strong><em>Old Firm</em></strong>, e andando ad esultare mimando di suonare un <strong>flauto</strong>. Mimando la sfilata annuale dei protestanti orangisti nordirlandesi, e i tifosi del Celtic <strong>non la prendono proprio benissimo.
</strong></li>
<li><strong>Rino Gattuso</strong> descrive così il suo impatto con il calcio scozzese: <em>«Vuole che le racconti il mio primo giorno in Scozia? Gazza mi ha cagato dentro i calzettoni di gioco»
</em></li>
<li>Ancora una volta, non c'è bisogno di parole:
https://www.youtube.com/watch?v=7iYeifVvAV0
- Rino Gattuso racconta così il suo impatto col calcio scozzese: “Vuole che le racconti il mio primo giorno in Scozia? Gascoigne mi ha cagato dentro i calzettoni di gioco.”
Gascoigne dal cuore d’oro
- Sempre Rino Gattuso racconta che i Rangers ti obbligavano ad andare sempre vestito elegante, in giacca e cravatta. Faceva tutto parte del regolamento societario. “Io ero un ragazzino e avevo solo un vestito. Lui un giorno mi disse: ‘Andiamo a fare shopping insieme. Ti compri 3-4 vestiti, poi quando devi prendere lo stipendio, lo dici alla società e loro ti rimborsano’. Io dopo un po’ gli dissi quando saremmo andati a fare questa richiesta e mi disse: ‘Tranquillo, te li ho pagati io’.”
- Un 17enne Marco Di Vaio, a spasso con Gazza, si incanta davanti ad una vetrina a guardare un telefono cellulare, all’epoca ancora merce costosa. Gascoigne, senza troppi giri di parole, disse al giovane Marco “Se lo vuoi, perchè non te lo compri?“. Di Vaio gli fece capire di non poterselo permettere. Al primo allenamento successivo, Gascoigne si presentò con il telefono e lo regalò a Di Vaio.
- In una partitella indoor a campo ridotto, da un contrasto con un giovanissimo Alessandro Nesta ne esce con tibia e perone fratturati. Qualche ultrà della Lazio invia delle minacce di morte al difensore e Gascoigne, dispiaciuto, gli regala cinque paia di scarpe e un kit da pesca.
- Al Tottenham è il beniamino dei tifosi: gli cantano uno dei cori più belli della storia del pallone: “He’s fat, he’s round, he bounces on the ground“. E’ grasso, è rotondo, rimbalza sul terreno di gioco. Stessi argomenti, ma usati dagli avversari, per insultarlo e lanciargli improperi: lo chiamano fatman, porky, gli lanciano Mars, Twix, Bounty e quant’altro dagli spalti. Lui guarda, sorride, scarta le confezioni e divora tutto con un gran sorriso. Poi, quando segna, i suoi tifosi gli fanno abbracciare in tutta serenità delle fantastiche bambole gonfiabili.
Questo è stato il genio di Paul Gascoigne fuori dal campo da calcio. Ed è un giocatore talmente folle da non poter evitare di innamorarsene follemente. Senza poterci fare niente. E vorremmo tantissimo offrirgli da bere, giusto per godercelo ancora di più. Ma è proprio perchè gli vogliamo bene, che non lo faremmo mai.
