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Garre stellari

Russia, anno stellare 2018.

Musica in sottofondo, maestro. Parole che scorrono sullo schermo: “Mentre l’impero, guidato dai grandi del calcio galattico, continua a regnare incontrastato e punta alla conquista della Coppa del Mondo, l’ultimo baluardo di speranza è rappresentato da una Nazione di solamente tre milioni e mezzo di abitanti. A capo della ribellione un uomo noto per la sua passione per il Mate, pozione magica che dona capelli lunghi a tutti quelli che la bevono, e la sua relazione indefinita con l’indisposta Luisa Alberto: il soldato semplice Martin Caceres”.

Arrivato all’appuntamento con la storia dopo una stagione di alti e bassi con l’Hellas Verona prima, e la Lazio poi, il nostro eroe è in Russia per guidare l’Uruguay nell’impresa di detronizzare i due dispotici sovrani del nostro secolo: Messi e Ronaldo. I due tiranni si spartiscono da tempo immemore le sorti della galassia, con la corsa al Pallone d’Oro che ormai è diventata più letale del guanto di Thanos. Gli avversari spariscono in tanti piccoli pezzetti e non sembra esserci niente che possa fermarli. A meno che un uomo, un soldato semplice, un protagonista inatteso, non si carichi le sorti dell’intero universo sulle spalle, provando l’impossibile.

Nemmeno un minuto saltato, un solo gol subito, una sola navicella che è riuscita a varcare gli scudi dei ribelli, ed era quella guidata da Darth Ronaldo. Proprio lui, che fino a quel momento aveva realizzato quattro gol in tre partite, che dopo la disfatta di Messi del pomeriggio aveva una motivazione in più per ottenere il totale monopolio della galassia. Non aveva fatto i conti però con la solidità, la fratellanza, il senso di missione e la garra, soprattutto la garra, di chi non ha nulla da perdere. Caceres ha caricato a testa bassa, lontano dai riflettori, sfoggiando una delle sue migliori partite in stagione, se non della carriera. Sì, perché c’è un motivo per cui il caro Cristiano non è mai riuscito a prendere lo specchio della porta. Marcatura asfissiante, costante presenza dei tacchetti sulle caviglie e un uragano Celeste ai quarti di finale.

Una Coppa del Mondo per rilanciare le proprie sorti in biancoceleste, per tornare alla Lazio da protagonista. Perché aver detronizzato Cristiano Ronaldo è un bel biglietto da visita, poco ma sicuro. Nessuno sa dove può arrivare, il soldato semplice Martin, nel suo viaggio intorno alla galassia, ma dalla sua parte avrà l’intero popolo biancoceleste a guidarlo verso l’impossibile.
“Mondiale: ultima frontiera. Questi sono i viaggi della nave stellare”… no, aspe’. L’Entreprise non c’entra niente, è la citazione sbagliata.

“Che la forza sia con te”, Martin. Ora sì.

Articolo a cura di Simone Cesarei

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