La pausa delle nazionali ha avuto una doppia utilità: far infortunare i giocatori (fortunatamente per i nostri non c’è stato pericolo, vero Immobile?) e dare la possibilità a chi è rimasto fuori dal giro delle convocazioni di fermarsi a respirare, magari tirando un bilancio provvisorio di ciò che si è fin’ora ottenuto.
Parma not run
Andrà in scena in quel di Parma la prossima trasferta dei biancocelesti, ore 15. Uscita pericolosa perché ci si ritroverà davanti un avversario che sta giocando al di sopra di quelle che erano le aspettative iniziali, proprio l’esatto contrario di ciò che sta facendo Milinkovic-Savic, per capirci. Ma di preciso, qual è la vera pericolosità dei gialloblù? La risposta è facile: il loro attacco. Formato dal tridente Di Gaudio-Inglese-Gervinho, con quest’ultimo considerato come l’arma più letale della squadra. Ritrovarsi tra le mani un ivoriano in grande spolvero è stato un toccasana per i parmensi, che lo stanno rivedendo proprio come quando militava tra le file giallorosse del francese Garcia, tra sgaloppate sulla fascia e primi piani televisivi talmente spaventosi da non far dormire i più piccoli per intere settimane. Però c’è un però, anche bello grosso a dirla tutta: Gervinho è infortunato e questo vorrà dire che per la nostra groviera… ehm… difesa, sarà molto più facile fermare un Parma che, abituato a basare il suo gioco sulla corsa, si ritroverà proprio senza il corridore più veloce.
Un nemico duro a morire
Avete presente quella sensazione di appagamento che si prova quando giocando ad un videogioco si sconfigge (con tanto sudore) un nemico e poi, quando meno ce lo si aspetta, riappare magicamente tra i piedi? Beh, più o meno è proprio quello che succederà giovedì sera, quando i ragazzi di Inzaghi si troveranno faccia a faccia con il Marsiglia di – udite, udite – Rudi Garcia tornato più cattivo che mai.
Lazio? No, grazie
Come se questo non bastasse a rendere la partita di Europa League un match speciale, da vincere a qualsiasi costo, ecco che ci si mette di mezzo anche la classifica: con ogni probabilità infatti, battere l’ex tecnico dei giallorossi vorrebbe quasi dire partecipazione ai sedicesimi della coppa, un pareggio manterrebbe per altre due settimane la situazione instabile come le sabbie mobili e una sconfitta sarebbe più o meno paragonabile ad una catastrofe. Noi di Laziocrazia.eu abbiamo nel frattempo fiutato la paura che Rudi ha fatto trapelare in una recente intervista, dichiarando che mai e poi mai accetterebbe di allenare i biancocelesti. “E chi te vole!” è la immediata risposta in coro.
(Riportare) La chiesa al centro del villaggio
La strafottenza è una di quelle (s)qualità che l’allenatore francese sembra non aver perso nonostante le sonore sconfitte collezionate in carriera. E così, nel preparare il piano bellico “anti-marsigliesi”, ci siamo rifatti proprio ad una sua vecchia citazione: “on remise l’èglise au milieu du village”. “Abbiamo rimesso la chiesa al centro del villaggio” fu la frase imbarazzante dichiarata dopo un derby vinto nel lontano 2013, ed è proprio quello che cercheremo di fare noi: battere il Parma per ritrovare fiducia, magari con una sontuosa partita di un rinato Milinkovic-Savic e un goal del di nuovo biondo Luis Alberto, sistemare la situazione europea eliminando il Marsiglia e condannando il loro allenatore all’esonero. Tutto ciò per, come si suol dire, rimettere la chiesa al centro del villaggio.


