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Francesco Acerbi, la sua razza si estingue

Francesco Acerbi lo può dire: la sua razza si estingue. Perché il difensore della Lazio è un difensore anni ’60, di quelli sempre sul pezzo, attenti, che non prendono le copertine. O meglio, non le prenderebbero: se non avesse lanciato i suoi Sundays for Future, spingendo allo sciopero bianco e alle Zero reti decine di attaccanti in Serie A: la sua razza si estingue

Lui si estinguerà come icona di un calcio diverso, alla mano, più da bravo ragazzo, prima che io estingua il mutuo. 
Ce la può fare, ce la può fare, partire per gli Europei, ma la sua razza si estingue: i difensori non scarpari ma efficaci, i difensori rudi col sorriso. Ai noi poveri addetti al calcio non cambierà poi tanto, ma ora gli attaccanti se ne stanno chiusi nel loro bunker, come ci dice Greta Thunberg. Ed il merito è di Francesco Acerbi.
Il suo post sul gol contro la Bosnia è talmente semplice da essere super efficace: la sua razza si estingue, talmente sereno da risultare profondo.

Non partirò con la retorica legata al suo passato, perché ci riempiamo sempre la bocca di Paroloni quando certi eventi ci sfiorano. Ma la sua razza di difensore, di uomo anni ’60 si estingue. Ok, boomer, mi direte voi, ma che ci vuoi raccontare con Marracash, Cosmo e Francesco Acerbi nelle stesse righe: do l’ultima festa nel nostro bunker, invito tutti pure Greta Thunberg. Ce la può fare, Acerbi ce la può fare. Meglio di Chiellini, il celebrato cocchetto degli Agnelli. Al povero Acerbi forse non cambierebbe più di tanto: il dramma è che, se andasse agli Europei, gli attaccanti, loro sì, scompariranno in tanti. La sua razza si estingue.

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