CHE FINE HA FATTO CIANI LAZIO?
Vi capita mai di domandarvi, chiacchierando con i vostri amici laziali, dove siano andati a finire certi personaggi più o meno gloriosi del nostro passato più o meno recente? A noi ultimamente succede fin troppo spesso. Ed anche stavolta non si tratta di un personaggio poi così importante per la storia della Lazio. O forse sì?
Che fine ha fatto Michaël Ciani?
Per risalire alle origini del Ciani Lazio biancoceleste bisogna tornare all’estate del 2012, precisamente al 27 agosto, data in cui Michaël firma un triennale con i biancocelesti. Il mastodontico difensore approdato alla corte di Petkovic vanta un curriculum abbastanza scarno avendo militato principalmente in squadre francesi di bassa classifica ad eccezione del Bordeaux, con cui ha avuto l’occasione di giocare anche la Champions League.
Triennale il contratto, triennale la permanenza: Ciani resta infatti in biancoceleste fino all’estate del 2015, collezionando 72 presenze tra campionato e coppe. Di Michaël il tifoso laziale ricorda probabilmente l’immagine di un difensore fisicamente impressionante ma mai del tutto affidabile tecnicamente, che non è mai stato un titolare vero e proprio. I tifosi stabiliscono che può essere un buon metro di paragone per infilarlo in qualche coro anti-Totti, ma per il resto non avrebbe lasciato grandi segni se…
Quello che forse non ricorda è che il roccioso centrale difensivo francese è stato determinante per la vittoria di quello che è il trofeo più importante della storia recente della Lazio: la Coppa Italia di quel fatidico 26 maggio 2013. Non ricordate? Vi rinfreschiamo noi la memoria.
È il 19 dicembre 2012, si giocano gli ottavi di finale della Coppa nazionale contro il Siena. Proprio quel Siena, quel maledetto Siena, cosa non darei per un campionato senza il Siena. Insomma, succede che all’undicesimo minuto del secondo tempo i toscani passano in vantaggio per un rinvio maldestro proprio di Ciani Lazio, con il pallone che sbatte su Cana e finisce in porta. Ciani Lazio, un’amore e una testata in porta.
Passano i minuti, non si riesce a creare l’occasione giusta per metterla dentro. Scocca il 90′, l’eliminazione è ormai quasi una certezza. Al 95′ minuto, però, succede una cosa da Sliding Doors: Larrondo si presenta da solo davanti a Carrizo (che fine avrà fatto Carrizo?) e riesce a centrare il portiere biancoceleste in uscita; ribaltamento di fronte, cross in mezzo all’area di rigore senese in cui si erge un improbabile eroe, là dove nulla hanno potuto i Floccari, i Kozak, gli Hernanes.
Michaël Ciani la butta dentro. Si va ai supplementari prima e ai rigori poi, Carrizo (seriamente, ndo sta Carrizo?) ne para ben due e la Lazio si ritrova qualificata. Il cammino biancoceleste proseguirà fino alla finale il cui esito conosciamo tutti, ma poteva interrompersi addirittura agli ottavi se non fosse stato per Ciani. Quindi diamo a Michaël quel che è di Michaël e ringraziamo anche Ciani95 per quel famoso trofeo. Come l’ultimo pallone lanciato in tribuna in quel 26 maggio, l’ultima ciabattata di un eroe. Una di quelle che di certo condiziona il ricordo di Ciani alla Lazio, una di quelle che difficilmente si dimenticano. Ciani Lazio, un amore, e una ciabattata.
https://youtu.be/pd9kunMVVw0
Un bel video riassuntivo in lingue miste, tra l’inglese maccheronico e lo slavo antico
Abbiamo divagato un po’, è ora di rispondere alla domanda che ha dato il la a quest’articolo. Dopo l’esperienza romana Ciani firma un biennale con lo Sporting Lisbona, includendo nel contratto una ragionevole clausola rescissoria di 45 ragionevoli milioni di euro.
Purtroppo la famiglia di Michaël non si ambienta bene in Portogallo così, dopo neanche un mese, il francese chiede la cessione e viene subito accontentato, finendo a Barcellona, sponda Espanyol. Dopo aver collezionato ben 4 presenze tra campionato e coppa in una stagione nel club catalano, ad inizio settembre 2016 Ciani rescinde il proprio contratto e si ritrova svincolato; una condizione che non dura a lungo, perché pochi giorni dopo torna in Francia al Lorient, squadra che lo lanciò nel panorama che conta facendolo poi approdare al Bordeaux.
Ciani è ora titolare e addirittura capitano degli arancio-neri, che si trovano però purtroppo all’ultimo posto in Ligue 1.
Va quindi rivolto un doveroso e caloroso in bocca al lupo a Michaël Ciani, inconsapevole eroe della nostra storia recente. Auguri, campione.
