L’arrivo delle feste, ormai da diversi anni (salvo rare eccezioni), coincide con i sorteggi per i sedicesimi di Europa League. Come ogni anno la Lazio ha fatto il suo, qualificandosi almeno alla fase ad eliminazione diretta. Rispetto alla passata stagione però c’è una differenza non da poco: non saremo teste di serie.
La banalità del “prima o poi tanto dovremo affrontarle tutte” è vera sino ad un certo punto. Il primo posto nel girone 2017/2018 ci ha permesso di incontrare un avversario morbido ai sedicesimi, dandoci fiducia. La cavalcata europea sarebbe poi potuta arrivare fino alle semifinali, suicidio austriaco permettendo, senza affrontare veri e propri big match. Certo, a noi piace raccontarci che il Salisburgo in fondo sarebbe stato un avversario tosto per chiunque. Ma diciamocelo sinceramente, siamo usciti contro Minamino e Caleta-Car. Non proprio a testa altissima.
Anche se si chiama Europa League, una competizione europea ha sempre il suo fascino, e a tutti piace arrivare fino in fondo. La Lazio ha nelle sue corde la possibilità di farlo. Sempre che prima o poi voglia tornare a vincere.
Il sorteggio di Nyon ci metterà contro le quattro migliori terze scese dalla Champions, e le prime dei gironi di Europa League. L’inaspettata eliminazione dell’Inter (ma quanto ci dispiace) e del Napoli, ci farà evitare all’urna due squadre pericolose come Tottenham e Liverpool. Prendiamolo come un regalo di Natale. Vediamo allora quali saranno le possibili avversarie, e il loro grado di difficoltà:
- Valencia 7/10
- Benfica 7/10
- Villareal 7/10
- Genk 6/10
- Siviglia 9/10
- Dinamo Kiev 6/10
- Chelsea 10/10
- Bayer Leverkusen 8/10
- Arsenal 10/10
- Salisburgo 7/10
- Zenit S. Pietroburgo 7/10
- Real Betis 7/10
- Dinamo Zagabria 6/10
Dopo aver letto questo elenco, anche i più spavaldi di voi avranno pensato che sarebbe stato meglio passare primi. Vi abbiamo beccati.
Il livello medio delle teste di serie tende verso l’alto. Tralasciando il Genk e le due Dinamo (Kiev, già affrontata e battuta, e Zagabria) nessun avversario può essere ritenuto veramente inferiore. Sono tutte gare potenzialmente molto insidiose.
Sarebbero suggestive per quanto rischiose le rivincite con Bayer Leverkusen e Salisburgo, ma Berisha è ormai dei nostri e almeno in Austria dovremmo farcela. Così come non sarebbe male affrontare una spagnola. Tranne il Siviglia con cui è partita da bollino rosso. Sia per i tre trionfi consecutivi in Europa League tra 2014 e 2016, sia per il momento molto favorevole che li vede lottare per il titolo nella Liga. Le rimanenti tre sono invece alla portata. E anche con il Valencia c’è un conto in sospeso da diverso tempo. Senza dimenticare il pacco Mendieta.
Da decifrare Benfica e Zenit, due squadre non al top ma comunque esperte in ambito internazionale. Poi in Russia a febbraio dicono faccia freschino. Assolutamente da evitare Arsenal e Chelsea. Partite al limite dell’impossibile. Non prendeteci per pessimisti, ma per passare il turno occorrerebbe un intervento divino insieme all’allineamento di tutti i pianeti del sistema solare. In stile Hercules.
Oltre probabilmente al cambio di modulo e all’acquisto di un esterno destro a gennaio. Se fino alle congiunzioni astrali ci avevate creduto, qui vi abbiamo smontato.
Non ci resta che aspettare il verdetto di oggi, alle ore 13:00. Incrociamo le dita.
Articolo a cura di Francesco Mattogno




