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Euroguida: curiosità sul Vitesse

Le squadre più pericolose spesso sono quelle non pericolose. o almeno per la Lazio è sempre stato cosi’. #ludogorets

Cominciamo la nostra rubrica sull’avventura europea della Lazio, andando a scavare nel profondo cuore degli olandesi del Vitesse, la prima squadra che affronteremo nel nostro cammino in Europa League.

Non è stato facile raccogliere informazioni sugli Stichting Betaald Voetbal Vitesse (il nome completo, qualora fregasse a qualcuno), squadra della città di Arnhem.

Abbiamo scomodato diversi esperti di calcio internazionale e alcuni tra i più importanti dirigenti olandesi per reperire news e curiosità (in realtà il dealer all’angolo, Mayub, è mezzo olandese e mezzo congolese e ci siamo affidati totalmente a lui).

1- Vitesse in francese vuol dire velocità, non a caso Kakutà ha giocato lì prima di vestire il biancoceleste. #coincidenze? #iononcredo

2- Il giocatore storicamente più rappresentativo è Nikos Machlas, uno dei nostri preferiti da bambini: a Fifa era fortissimo.

3- L’unico titolo nazionale della loro storia l’hanno vinto quest’anno (Coppa di Lega). E te pareva.

4- I gialloneri vantano dal 2010 una partnership con il Chelsea poiché il nuovo proprietario, Merab Jordania, era un caro amico di Roman Abramovich. Negli anni i Blues hanno spedito in prestito in Olanda alcuni giovani calciatori a farsi le ossa.
Per la verità, nel 2014 Jordania dopo essersi dimesso dalla presidenza dichiarò che il Chelsea non vedeva di buon occhio il Vitesse, aggiungendo che la società inglese sperava che gli Olandesi facessero flop in campionato e non si qualificassero per la Champions.

La partnership non è stata comunque interrotta nonostante i repentini cambi di proprietà, visto che ad oggi il Vitesse presenta nella rosa Mason Mount, Matt Miazga, Fankaty Dabo e Mukthar Ali, tutti e 4 in prestito dal Chelsea.

5- Alcuni buoni giocatori sono passati per Arnhem negli ultimi anni: Bony, Atsu, Kakuta (ahah), Van Aanholt, Lucas Piazon (che a Fifa 14 dopo 2 anni di carriera arrivava a 94 e scusate se è poco), Van Wolfswinkel, Van Ginkel, Barazite e Cocu.

Kakuta <3

LA ROSA ATTUALE

Giocatori che conosciamo senza l’aiuto di Wikipedia (o di Mayub).

TIM MATAVZ: Da giovane faceva un sacco di gol, ricordiamo anche un 74 di valutazione a Fifa 13 in cui se prendevi il PSV bastava buttare la palla davanti e di testa le prendeva tutte lui.
Giocatore fisico, classico ariete alla Djordjevic. Speriamo.
P.S.: Ha giocato nel Genoa ma probabilmente non se lo ricorda neanche lui.

LUC CASTAIGNOS: Tutti si ricordano della meteora che transitò a Milano, sponda Inter, senza lasciare traccia.
Dopo l’Inter qualche stagione positiva al Twente e poi il nulla cosmico. Classe 1992, ancora relativamente giovane, gli auguriamo il meglio, magari dall’anno prossimo però.

THULANI SERERO: Giocatore che ha collezionato diverse stagioni con l’Ajax, a tratti anche impressionando e accumulando svariate presenze con la nazionale sudafricana. Un mistero il suo approdo al Vitesse, un mistero vivente in una misteriosissima squadra. Ah, comunque è rotto, non sarà un problema. Per ora.

MILOT RASHICA
Senza dubbio un giocatore da tenere d’occhio perchè è albanese e come tutti gli albanesi forti non gioca nella Lazio.
Centrocampista e all’occorrenza seconda punta, Milot rappresenta il futuro del club e della nazionale (che dal 2016 è quella del Kosovo).
Noi gli auguriamo una splendida carriera, quella da direttore sportivo però. #ilfuturotare

ALEXANDER BUTTNER: La ciliegina sulla torta. Quando lo vedemmo giocare nel Manchester United, che lo acquistò per 5 milioni proprio dal Vitesse, lo incensammo come il terzino sinistro del futuro. Forse dovremmo rassegnarci e ammettere che di calcio non ci capiamo una mazza. Eppure Alexander aveva tutto quello che un terzino dovrebbe avere:

– Fisico da armadio (nonostante sia alto soltanto 174 cm, è davvero largo, tipo un trolley);
– Cattiveria
– Corsa
– Lama nei calzettoni
– Poster di Bonetto in cameretta.

Riuscì a collezionare 12 presenze con i Red Devils (buttandola inspiegabilmente dentro per ben due volte) prima di passare alla Dinamo Mosca e poi in prestito all’Anderlecht, salvo poi tornare a Vitesse, club nel quale era cresciuto. Tanto per smentire la sopracitata previsione.

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