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Euroguida: curiosità sul Nizza

Dopo aver festeggiato con sobrietà la meravigliosa vittoria a Torino, dopo aver sperperato i risparmi di una vita in champagne e birra, dopo aver adorato Strakosha per non farci odiare Patric e Caicedo, arriviamo velocemente e faticosamente a quella che fino ad ora si potrebbe presentare come la sfida più importante del girone di Europa League.

Come ci arriva la Lazio.

Inzaghi farà rifiatare parecchi giocatori rispetto alla line up dell’Allianz Stadium;
Luiz Felipe sarà chiamato a sostituire de Vrij e ad arginare un Balotelli col dente avvelenato.
Patric avrà il facile compito di non farsi odiare, mentre Di Gennaro quello di riuscire a conquistarsi il tifo laziale e la fiducia di mister Inzaghi.
Parolo sarà a riposo dopo il tour de force tra Nazionale e Lazio, lasciando ancora una volta spazio a Murgia.
Davanti l’inedito duo Nani (alla prima da titolare) e Caicedo, in cerca di riscatto dopo il gol mangiato che avrebbe segnato anche un qualsiasi Makinwa bendato.

Come ci arriva il Nizza.

Sarà una sfida interessante quella con i francesi: altalenanti in campionato, dove occupano attualmente la 14esima posizione con un magro bottino di 10 punti, solidi in Europa League, a punteggio pieno come la Lazio.

“Le Aquile” (hanno il nostro stesso stemma) non hanno mai vinto ad ottobre e non hanno mai perso a settembre; i loro risultati sono fondamentalmente più incerti delle verticalizzazioni di Mutarelli.
Sin dagli infelici preliminari di Champions con il Napoli, i francesi hanno messo in mostra un potenziale niente male portando sul piedistallo del calcio europeo Allan Saint-Maxim.
Ala polivalente e veloce dotata di grande progressione e tecnica, il 20enne francesce riesce a crearsi spesso situazioni pericolose.

Le star.

Sarebbe riduttivo parlare del solo Balotelli come uomo squadra, nonostante l’attaccante italiano non sia mai sembrato così vicino alla sua vera e propria consacrazione, soprattutto dal punto di vista realizzativo (20 gol in 28 partite giocate in Francia). Sarà comunque sicuramente da marcare stretto, Luiz Felipe permettendo.

Wesley Sneijder sarà ancora assente, i guai fisici del giocatore sembrano interminabili. Ci dispiacerebbe anche un po’ per lui, ma sinceramente sarà un pericolo in meno da temere.
Dopo aver cucito addosso all’olandese un 4-2-3-1 che gli calzava a pennello, il tecnico dei nizzardi Lucien Favre ha dovuto riadattare la propria rosa, rilanciando un Plea che mai come quest’anno sembra trovare con facilità la via del gol (sembra un Perea diventato quasi Cavani, dicono di lui).

Zero turnover.

Tuttavia, guai a dire che il tecnico svizzero sia monotematico; anzi, a seconda delle esigenze trasforma l’undici iniziale in un 4-3-3 o in 4-4-2.
Dante e Jallet tengono la difesa dall’alto della loro esperienza, Seri è padrone incontrastato del centrocampo, pronto ad innescare le ripartenze di Saint-Maxim, coadiuvato da Balotelli e Plea.

C’è una particolarità però nel modo di Favre di disporre in campo i propri giocatori: sul prato verde scendono più o meno sempre gli stessi.

Per Favre non esiste turnover e questo potrebbe essere un piccolo limite a livello fisico, mentre ne giova l’oliato meccanismo tattico messo in scena, indipendentemente dal modulo e dalle posizioni.
Il Nizza è sicuramente una squadra temibile, alla portata della Lazio, che nonostante le ottime qualità tecniche davanti fa delle ripartenze la sua arma micidiale.

Come ci arriva Mauricio. Non ci arriva perché (ahinoi) non è in lista Uefa.
Come ci arriva Patric. In diretta Instagram, come sempre.
Come ci arriva Luis Alberto. In panchina, la prima stagionale.
Come ci arrivano i laziali. Sempre affamati di vittorie e puntando al primo posto nel girone.

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