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Oops, Edy Reja did it again

Edy Reja l’ha fatto di nuovo. Il grande vecchio, il mostro sacro degli obiettivi raggiunti, dei risultati concreti, capace di scalare classifiche e imbastire solide e rocciose strategie difensive (ma lui risponderebbe “Ma se ho inventato il 4-3-3 del grande Vicenza di Pasquale Luiso”, azzittendoti come sempre), ma anche il Grande Normalizzatore, capace di riportare serenità, lo scopritore della “cornice marcia” e l’unico capace di tenere rapporti coi giornalisti, con la squadra, tutti uguali, tutti ottimi. Adorato da tutti, amato col suo ciabattare e le sue poderose pacche sulle spalle, l’ha fatto di nuovo.

Stavolta ha fatto un favorone a Tare: ha portato la sua Albania in Lega B di Nations League, grazie alla vittoria per 3-2 contro la Bielorussia. E a fine partita ha esultato come un ragazzino, come quando il doppio regista Ledesma Matuzalem (quanto non gli piaceva), Cissé esterno, Miro Klose al minuto 93, e Mauri esaltato e Gonzalez scelto in un ritiro lontano di Auronzo e mille altre storie, le grappe, i sorrisoni. Se c’è un allenatore che oggi vorrei qui con me, è Edy Reja. Edy Reja, che l’ha fatto di nuovo, Reja did it again.

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