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Ecco perché Joker tifa Lazio

La Lazio ha pareggiato a Bologna, mancando l’ennesima occasione utile per spiccare il volo. Il malumore è palpabile, la veste dei fantasmi del passato torna ad angosciare l’ambiente: siamo davvero una grande squadra? Possiamo lottare per il quarto posto? Ci meritiamo di avere in rosa un giocatore meraviglioso come Marusic?

Un nostro caro lettore e tifoso della Lazio, il cui nome è Joker, si è posto tutte queste domande. E quello che ne è uscito fuori ha dell’assurdo…

“Riguarda solo me o stanno impazzendo tutti?”

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Il nostro amico Joker ha ufficialmente dato di matto. Sì, Lazio, questa è tutta colpa tua. Una squadra che non è stata capace di assecondare i desideri dei suoi tifosi, che non è stata brava a mantenere le sue promesse. Ecco cosa succede quando nessuno ascolta l’urlo di dolore delle persone: s’impazzisce. A volte ci vorrebbe un abbraccio sincero. E invece c’è solo indifferenza.

Ma non giudicate Joker, perché siamo tutti Joker. Lui ci ha semplicemente messo la faccia, ha esternato il malumore di tutta quanta la tifoseria, lo ha fatto a sue spese. Dovreste seguire il suo esempio, anziché giudicarlo.

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Ed infatti, la Joker mania è divampata. Centinaia di tifosi della Lazio stanno seguendo l’esempio e si stanno accodando a questo malessere ed a questa sfiducia verso il futuro.

Ecco un tifoso laziale che si sbilancia – pregno di ottimismo – in vista della ripresa del campionato:

“Sono soltanto negativi, i miei pensieri“.

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In qualche modo la gente ha empatizzato molto con il personaggio, sarà forse per il fatto che tutti noi sappiamo cosa vuol dire non sentirsi parte di un qualcosa. Tutti, almeno una volta, abbiamo provato quella brutta sensazione di non essere né capiti, né accettati. Ma un riscatto c’è per tutti, prima o poi.

Per tutta la vita non ho mai saputo se esistevo veramente, ma esisto. E le persone iniziano a notarlo”.

Lo ha notato Simone Inzaghi, anche lui rimasto vittima della fascinazione del Joker. Alcune fonti – come sempre affidabilissime – ci dicono che l’allenatore della Lazio abbia assunto un atteggiamento di ostilità nei confronti della società: si sente abbandonato a sé stesso. Ha iniziato a scrivere Simone, un modo come un altro per esternare il suo dolore e metterlo nero su bianco. Una pagina del suo diario segretissimo – non a noi ovviamente – recita:

“La parte peggiore di non avere una squadra da quarto posto è che le persone si aspettano che ti comporti come se l’avessi”.

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Cosa ci riserva il futuro non è dato saperlo. Una cosa è certa, il popolo della Lazio non è più disposto a farsi soggiogare da nessuno. È finita la pacchia, ora siamo tutti consapevoli del nostro reale valore. Nulla potrà più scalfirci: sconfitte in rimonta, blackout di Salisburghiana memoria, amnesie, Patric titolare, spiace, parate di Strakosha, non parate di Strakosha, rigori sbagliati e tanto altro ancora… Stiamo arrivando! Sempre con il sorriso! Quello, non ce lo toglie più nessuno.

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