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E se Patric fosse il nuovo Gottardi?

Guerino Gottardi e Gabarron Patric. Esistono giocatori acclamati dalla stampa, dagli sponsor che se li litigano, presenti su tutte le copertine. Poi esistono giocatori che apparentemente saranno sempre gregari, sembrano quasi “fortunati” nel trovarsi lì dove si trovano, in Serie A, magari vincendo anche qualche trofeo.

Ma non è così. Per niente.

C’è l’uomo da copertina, spesso meteora destinata a diventare pop-star e poi c’è lui, il Guerino Gottardi di turno, al quale nessuno dava troppa fiducia. Ma dopo 20 anni siamo ancora qui, a parlare di lui.

Svizzero, con passato da professionista medio, arriva alla Lazio dei fortissimi e serve principalmente per integrare una rosa costruita, pezzo per pezzo, verso qualcosa di grande. Tutto iniziò nella finale di Coppa Italia, Lazio-Milan, ricordata per il gol di Nesta allo scadere per le nuove leve, ma per chi c’era la storia fu ben diversa. Al 50′, entra Gottardi, parziale 0 – 2 del Milan dopo il vantaggio di Albertini, supportato dall’1 – 0 dell’andata, con gol di Weah allo scadere. Sugli spalti, la gente non ha visto questa sostituzione come un colpo di genio ma hanno cambiato tutti rapidamente idea: gol di Guerino al ’55 e calcio di rigore procurato per il momentaneo 2-1 di Jugovic. Il resto è storia. 

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Finale coppa Italia 98…. che emozioni !!!! 🏆

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Ma non basta. Il buon Guerino Gottardi è anche uno degli artefici del 4×4 rifilato ai cugini nello stesso anno, nella stessa competizione. Curioso, tra derby e Coppa Italia c’è sempre stato qualcosa di speciale…

Fatto sta che, dopo il pareggio di Paulo Sergio e una qualificazione già in tasca, Guerino Gottardi (eeeh oooh) ha pensato bene di infilare Konsel e portare a casa un altro derby. Qualche tempo dopo, uscì uno striscione rassicurante, rivolto ai dirimpettai: “Tranquilli, state su scherzi a parte”.

Ok, ma perché tutto questo? Perché proprio oggi, dopo quasi un quarto di secolo?

Perché qualche vecchio laziale ha sentito qualcosa dentro lo stomaco, non sappiamo se causa farfalle, emozioni o semplicemente se durante il lunch match abbia mangiato troppo. Ma ieri qualcuno ha visto Guerino Gottardi in campo, reincarnato in Patric.

Corsa, lotta, umiltà e soprattutto il senso di rivincita che investe questo giocatore fanno ricordare le gesta semplici di un calciatore indimenticabile come Guerino Gottardi. Indimenticabile non per le statistiche o per Palloni d’oro (benché abbia vinto molto di più di tanti decantati fenomeni), ma per la sua gente.

Il ruolo, in campo e nella squadra

Entrambi giocatori di fascia, hanno un po’ il ruolo di factotum. Manca Fuser, entra Gottardi. Manca Jugovic, entra Gottardi. Manca mezza difesa, gioca Patric centrale. Perché loro sono pronti a tutto per la squadra e giocherebbero anche in porta. Nessun rimpianto, nessun lamento, parola d’ordine combattimento.

Pochi hanno creduto in loro

Non nascondiamoci. Pochi, in quella famosa finalissima, hanno visto in Gottardi il cambio più importante della storia della Lazio. Una sostituzione che ha innescato un effetto domino che si è concluso con la vittoria della Supercoppa Europea, passando per la Coppa delle Coppe e per due coppe Nazionali. Ed è così anche per Patricio, nel suo piccolo. Era il nome estivo – insieme a quello di Caicedo – a causa del quale il mercato della Lazio non stava ingranando. Era il giocatore simbolo di un mercato poco convincente, come se il problema della Lazio fosse la sua limitata affidabilità. Il tutto condito con esclusione dalla lista UEFA. Urca. Patric fa la differenza vera contro il Parma e sfodera tanto cuore nel pantano di Lazio – SPAL. Ora è di nuovo lanciatissimo come vice Marusic e il pubblico lo ama più che mai. Averne 11 di calciatori così…

Manca ancora un coro per Patric

“Gioca bene, gioca male.. lo vogliamo in Nazionale!”  Lo abbiamo cantato tutti. E sappiamo tutti di chi stiamo parlando (no, Corino è troppo tempo fa).  E a Gabarron cosa gli cantiamo? Questo è un appello bello e buono. Uno come Patric merita assolutamente un coro, magari sulle note di Ricky Martin o qualcosa del genere. O magari anche no.

Perché se scrivi Gottardi su Google…

Provate a scrivere “Guerino Gottardi” su Google. Noterete che tra i suggerimenti di testa ci sarà “Guerino Gottardi ha vinto più di…”. Il nome che viene dopo ve lo lasciamo scoprire. Bene. L’obiettivo della Lazio di Inzaghi dovrà essere quello di far cercare a un giovane del 2040: “Patricio Gabarron” sul Google del futuro e sperare di leggere “Ha vinto più di…”. E fidatevi, non ci vuole molto.

Hanno un profilo Instagram da mille e una notte

Patric è il Re dei social. Non si discute. Ma Gottardi è tutto quello che può definirsi un bomber anni ’90. Sole, mare, neve e Lazio. Quando sei triste, e magari piove come in questi giorni, vai su guerinogottardi_official e ti torna il sorriso. Basta vedere la foto del profilo: maglia del centenario con Scudetto e coccarda, fascia da capitano al braccio e un ricciolo sbarazzino da campione. Pensate che emozione un Guerino con il caschetto alla Patric…

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#relax

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