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E se Bastos in realtà fosse un attaccante?

Nei momenti finali, quando pensi che siano da giocarsi tutte le cartucce a disposizione, è qualcosa che si vede spesso. In situazioni di calci da fermo, è l’unico momento per stare vicino alla porta avversaria.

Il difensore centrale si nutre di questo: tibie altrui e qualche rara occasione per pungere ed esultare come se ogni gol fosse quello della finale mondiale. Nello scorso anno, noi laziali lo abbiamo saputo bene, dato che una grossa fetta della torta dei gol biancocelesti è arrivata proprio dal pacchetto difensivo.

De Vrij è stato il quarto bomber della squadra, fuori dal podio solo dopo Immobile, Milinkovic e Luis Alberto ma quello che ha fatto gol a raffica, anche consecutivamente, e oggi ci sta deliziando con punizioni alla Zico è il granitico Bartolomeu Jacinto Quissanga, per gli amici Bastos.

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Mais um ⚽️

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Ha dimostrato ottime doti da marcatore a uomo, forza fisica e velocità, ma se non commette almeno un suicidio calcistico a partita non riesce a essere sé stesso. Tanti, troppi, gli interventi scellerati e i mezzi passaggi che diventano assist per gli attaccanti. Ma quando vede la porta avversaria o si affaccia in area di rigore, gli si accende l’occhio alla Terminator e non pensa ad altro che a gonfiare la rete.

Ma se giocasse nel ruolo sbagliato? Se Bastos, invece che un roccioso e spaccaossa difensore, fosse l’ideale come vice Immobile? Forse esageriamo.

Però sapete da bambini come funziona: quelli forti giocano davanti, quelli intelligenti giocano in mezzo, quelli grossi e poco raffinati in difesa e quelli più scarsi in porta. Forse una mattina, in quel di Luanda in Angola, Bastos e i suoi amici fecero male i conti.

Lasciandosi condizionare dal fatto che Bart sia veramente enorme e porti con sè una corazza di addominali che Gerard Butler nel film 300 a confronto è una bambina, non si sono accorti del suo piedino fatato (quando è concentrato) e della sua letalità in area di rigore.

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Mais um dia de treino ✅

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Forse, se il Presidente Lotito lo proponesse come vice Immobile scoppierebbe la terza guerra mondiale ma possiamo star certi che, nella sua sbadatezza difensiva, può rimanere comunque una risorsa nella rosa di Inzaghi per fisicità e fiuto del gol.

È un fatto che la Juventus dei record, anche se come esempio è ovviamente esagerato, nei momenti duri si sia affidata ai gol del reparto difensivo, sbrogliando situazioni difficili con la coppia Bonucci – Chiellini. Luis Alberto è tra i piedi più educati della Serie A e non sappiamo quanto sia disposto a lasciar calciare qualche punizione dal limite a Bastos. Ma noi siamo pronti alla petizione: ogni tre tiri sulla barriera, la quarta la tira Bastos. Tanto… quando la colpisce tre volte la barriera Luis Alberto?

Dal divino Mihajlovic, passando per Couto e Stam, il gol del difensore centrale è sempre qualcosa di estremamente romantico. Speriamo che nella prossima Lazio, orfana del bomber dei difensori De Vrij, Bastos trovi il suo spazio e si prenda lo scettro dei famosi “gol in più”, quelli che ti fanno vincere le partite.

Anzi, ti fanno vincere le Coppe, come fece quello di un giovanissimo Alessandro Nesta 20 anni fa, nella finale contro il Milan.

Articolo a cura di Daniele Ercolani

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