Ci sono partite destinate a entrare nella storia. Altre no. Ecco, Lazio-Apollon è la classica sfida che può solo essere una fregatura e per entrare nella storia dovrebbe finire come non ci auguriamo. Tranne in un eventuale risultato esageratamente largo, la Lazio da buona favorita ha tutto da rimetterci. La modesta Apollon Limassol non verrà certo a Roma a regalare tre punti ai biancocelesti, ma non ci sono attenuanti, bisogna vincere.
L’appuntamento della gara è anomalo per un tifoso old style: ore 18,55 di giovedì. Quanto era bello e semplice giocare di mercoledì contro il Boavista, prendendone spesso 3 o 4, ma sapendo che staccando dall’ufficio si sarebbe fatto in tempo a raggiungere lo stadio. Meno partite, meno Ranking, meno cose strane. Però, nonostante l’allarmismo dei giorni precedenti, stasera all’Olimpico se ne attendono 20.000.
Molte polemiche si stavano sollevando, al grido “10.000 sono pochi per una gara europea”, vedendo solo come marginali attenuanti tipo orario e altre componenti.
Bene. Fermiamoci un attimo. Sorvoliamo che i laziali saranno il doppio della quota shock dei 10.000. Ma se fossero stati la metà, appunto, non ci saremmo chiesti innanzitutto perché? Ma statisticamente, negli altri stadi, quanti spettatori vanno a vedere il primo turno, alle 19:00, contro una squadra sconosciuta (il che non significa scarsa, attenzione).
Ma entriamo ancora più nello specifico, perché il laziale è così, sempre attento alle cose negative e troppo poco a quelle positive. Analizziamo il torneo europeo a cui partecipiamo: 48 squadre in 12 gironi, perimetro geografico dal Portogallo al Tibet (praticamente) e orari di gara che possono variare dalle 18.55 alle 21.05 (perché le diciotto e cinquantacinque? Perché?!). Tra le teste di serie ci sono squadre importanti, seconda fascia pure, poi si va scemando non tanto sulla qualità, quanto sul blasone degli avversari. Ecco, nella città più trafficata del continente, il calendario vuole che si giochino tutte e tre le gare previste di pomeriggio. Tutte e tre le partite saranno visibili in televisione (privata o free), al calduccio, a casa, senza fretta. E già questo e un grosso incentivo per non andare allo stadio, triste ma vero. Inoltre, lo sappiamo tutti, non è un periodo di ridente economia per i paesi europei. La Lazio giocherà oggi, domenica col Genoa e sabato prossimo contro la Roma. Per un non abbonato che vorrebbe acquistare il biglietto in curva, la spesa sarebbe di 64 euro. Eventualmente, a quale sfida rinuncereste? E perché proprio Lazio-Apollon?
Guardiamo in faccia la realtà: orari assurdi, file per i biglietti, numero spropositato di partite in giorni scomodi, pay tv che tentano soprattutto i più grandi… il problema non è il laziale. Il problema è un sistema pro incassi (sponsor e tv) che va contro il tifoso medio stadio & panino.
Sta di fatto che 20.000 in una gara d’apertura alle 18.55 è un numero importante, per una squadra importante e una tifoseria leggendaria. Basterebbe avere uno stadio più piccolo (magari di proprietà) per un colpo d’occhio totalmente diverso.
La Red Bull Arena di Salisburgo porta 30.000 posti, eppure sembravano 100.000. E il risultato, purtroppo, lo ricordiamo bene.
