Molti non lo conoscono. Terzino fluidificante col look alla Cavanda, ultima stagione ben trascorsa al Bari e un passato nelle giovanili dell’Ajax come promessa. Anzi, quasi come giuramento.
Djavan Anderson. Predestinato del glorioso settore giovanile dei lancieri, è stato uno degli acquisti silenziosi dell’ultima campagna biancoceleste, ma quel poco visto contro il Borussia lascia pensare che forse potremo parlare di lui in futuro.
Terzino di spinta, comunitario con origini caraibiche, ha fatto una gran bella figura in serie cadetta alle dipendenze di Grosso, uno che quel ruolo lo conosce molto bene.
Dopo il battesimo calcistico ad Amsterdam, Djavaa passa prima all’AZ Alkmaar e dopo in Belgio, nella Jupiler League, tra file del Cambuur. Ed è proprio qui che viene segnalato dagli osservatori dei galletti, vestendo la maglia barese solo per un anno, vista la triste dipartita della società pugliese.
E qui arriva la Lazio. Qui arriva Tare, col suo fiuto di scopritore di talenti.
Tante volte Igli ci ha stupiti con nomi usciti dal nulla e prendere un profilo del genere (22 anni, settore Ajax e campione d’Europa U17) profuma – almeno – di plusvalenza assicurata.
Per ora, Anderson ci ha deliziato da seduto ma non in panchina, bensì davanti a un pianoforte.
Visto distrattamente, il video che circola virale su Instagram sembrava immortalare un John Legend mesciato. Invece no, è Djavan Anderson, nuovo terzino della Lazio e nuovo Anderson (omonimo di Felipe) che già in pochi istanti sembra avere un atteggiamento più sereno e disteso.
Chissà se riuscirà a ripetere quelle che a sprazzi furono le cose più belle viste nelle partite della Lazio moderna, alternate alle più brutte mai immaginabili, proposte dal brasiliano, ora in forza al West Ham. In forza… l’esordio ha detto tutt’altro ma questo non è più un nostro problema.
Torniamo al nostro Anderson.
In carriera ha giocato anche centrale difensivo ed esterno di centrocampo, ma nello schieramento tipo di Inzaghi sembrerebbe poter rivestire il ruolo che vede come titolare Marusic.
Quinto uomo di destra, doppia fase, benzina nelle gambe e un po’ di freschezza giovanile che il buon vecchio Basta sta perdendo.
Ma da quella parte c’è anche Patric, come la mettiamo? Indubbiamente, è un bene che per la prima volta, dopo anni di coperta corta, la Lazio sembri avere la rosa completa, almeno per alcune zone del campo.
Patric, Basta, Marusic e Anderson a destra; Lulic, Durmisi, Lukaku e Caceres (almeno contro il BVB ma potrebbe giocare anche meglio dall’altra parte) a sinistra. Al centro sembriamo coperti (togliendo il passaporto per sicurezza a Milinkovic) e davanti sembra confermata la coppia Immobile e Caicedo.
Vediamo come si evolveranno le ultime ore di mercato ma il fatto che Inzaghi abbia dato spazio al giovane olandese nella amichevole tedesca può significare che o la Lazio ha intenzione di valorizzare l’acquisto ed è pronta a schierarlo in campo oppure la presenza di domenica è stata solo una vetrina per mettere in mostra il giovane.
Staremo a vedere, ma certo, se gioca come suona abbiamo un Beethoven in squadra.
Articolo a cura di Daniele Ercolani
