Ad aprile si va al mare.
Non ci sono più le mezze stagioni, signora mia, ad aprile c’è un caldo piacevole accompagnato da un vento più fresco che ti fa dire “come se sta bene ad aprile, meno male che il campionato non dobbiamo vederlo“. E che bello, fatemelo dire, potersi organizzare il week-end al mare, il pranzo di pesce, la gita fuori porta (quella che non piace a Strakosha), la camminata sulla spiaggia a piedi nudi, il mare freddo ma non troppo che quasi quasi mi ci tuffo, la spensieratezza di poter essere fuori casa alle 15 di domenica perché tanto la stagione è finita, la Lazio giusto una sgambata si fa ma per mantenere il fiato. Il fiato, quello che non perderemo rimanendo a seguire minuto per minuto la corsa Champions, perché noi a marzo magari siamo già tranquilli, a noi a marzo già non interessa più. A 12 partite dalla fine, 12. 12, 12 come il prezzo di lettino e sdraio al mare, che è quello che ci interessa. A leggere il giornale, NO SEZIONE SPORT, NON QUELLA, comodi sotto all’ombrellone che in realtà non abbiamo perché costava troppo e quei soldi li avevamo spesi per il biglietto dei sedicesimi di Europa League in casa. Sarà un’estate lunghissima, piena di emozioni e di mare.
Ad aprile si va al mare. Oppure anche in campagna se preferite eh.
Vorrei poter dire che la partita con il Parma sarà un crocevia, una finale. (Incredibile come a un certo punto diventino tutte finali per qualsiasi squadra. “Ora non si può più sbagliare”, prima sì, ve?”)
Ma li mort…
“Stavolta tocca vincere, non ci sono più scuse”
Ripetere a ogni partita fino a quando non ne manca solo una. Tanto è sempre così, ci abbiamo messo una settimana a spegnere l’entusiasmo post derby. LA PARTITA CHE VALE UNA STAGIONE E TI DA’ UNA CARICA PAZZESCA PER ARRIVARE ALLA FINE.
Bah.
Anzi:
Al mare tocca ridere. Mostrare i denti e rilassarsi con un bel sorriso sulla bocca.
Ad aprile si va al mare. Oppure anche in campagna se preferite eh. O a fare una passeggiata in centro.
E no, non farò il solito errore di tutti gli anni che a un certo punto mi imparo a memoria il calendario della Lazio e di tutte le concorrenti per la Champions, vita morte e miracoli di ogni singolo calciatore e faccio qualsiasi calcolo delle probabilità per ottenere una qualificazione. Anche perché le mie conoscenze matematiche si fermano a un mero “mah, mi sa che non ce la famo”. Non faccio più l’errore di cercare corsi e ricorsi storici di squadre che hanno fatto miracoli per raggiungere una qualificazione insperata.
Non andrò allo stadio tutto convinto pensando che se battiamo il Parma siamo ancora lì a sperare. Lì a non mollare mai. SIAMO ANCORA VIVI.
No.
Quest’anno voglio andare al mare. Voglio andare al mare ad aprile. A me di vincere con il Parma non me ne frega un cazz*.
Ad aprile si va al mare. Oppure anche in campagna se preferite eh. O a fare una passeggiata in centro. Ad aprile si possono fare tante cose. Non seguire la Lazio. Non quest’anno.
