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Peruzzi jr e altri figli d’arte laziali

Di padre in figlio. Uno dei motti che rappresenta meglio quello che significa essere laziali. In questi anni, è stato simbolo di quello che accade sugli spalti. Oggi, potrebbe rappresentare quello che avviene in campo.

Mattia Peruzzi (figlio del portierone e attuale dirigente Angelo) è stato acquistato dai biancocelesti dal Blera, per vestire la casacca dell’under 17 nella prossima stagione. Quanta bellezza. Di nuovo un Peruzzi tra i pali, di nuovo quel nome a iniziare nel migliore dei modi la lettura della formazione.

Nella sua esperienza da giocatore della Lazio, Peruzzi ha vinto meno di quanto la sua bravura e la sua forza meritavano, in un periodo comunque ad altissimi livelli ma costellato da infortuni.

La Coppa Italia alzata nel 2004 e il mondiale da laziale nel 2006 sono i ricordi più forti per un portiere che è stato il massimo della sua generazione (tra l’altro di portieri fenomeni che oggi rimpiangiamo). Comunque, la notizia del giorno è l’arrivo di Peruzzi Jr. Novità che fa saltare in mente quali siano stati gli altri figli d’arte della Lazio, negli anni che furono.

Andiamo a scavare nei ricordi e nel presente, per trovare padri e figli che hanno in comune la maglia della Lazio oppure, aimè, quelli che non hanno seguito le orme dei genitori…

Gabriele Marchegiani

Partiamo dal più amaro. Luca è stato il difensore della porta laziale negli anni migliori. Lo si intende sia riguardo la sua carriera, sia riguardo il periodo storico della Lazio, la più forte di sempre. Titoli in Italia e in Europa sempre con Marchegiani tra i pali. Simbolo di eleganza e professionalità, tutto speravamo tranne che suo figlio Gabriele andasse a finire proprio alla Roma.

No, Luca. No.

Portiere di discrete speranze, dopo la trafila nelle giovanili giallorosse, oggi è pronto a iniziare una nuova esperienza con la maglia del Gubbio. Gli auguriamo il meglio, anche solo per riconoscenza al papà.

Giovanni Simeone

È sicuramente, tra i figli d’arte, il più promettente. In forza alla Fiorentina, è prodotto del settore giovanile del River, dove lo ricordano per un look altamente discutibile.

Cholo Simeone per noi è stato un trascinatore, l’uomo scudetto che ha riaperto il campionato contro la Juve capolista. Speriamo che col tempo e l’affetto dimostrato da Diego per la Lazio e la sua gente, anche Giovanni faccia un pensierino di venire alla Lazio.

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Rocco Giordano

Papà Bruno è stato, a detta di molti, il giocatore più tecnico della storia della Lazio. Un campione assoluto che ha fatto dei compagni il suo miglior biglietto da visita. Impossibile non esaltare la sua classe, tanto che anche Maradona lo ha definito “L’italiano più forte con cui ho giocato”.

Per il figlio Rocco la carriera con la Lazio è stata meno gloriosa ma è comunque servita come ponte per arrivare prima alla Fiorentina Primavera, poi al Latina e infine in Ungheria, passando prima dal Fondi.

I fratelli Mihajlovic

Miroslav e Dusan Mihajlovic sono i figli di Sinisa, specialista nei calci piazzati della Lazio tricolore e non solo. Il padre è una leggenda: Coppa dei Campioni e Intercontinentale con la Stella Rossa, filotto d’oro con la Lazio di Cragnotti e ancora Scudetto con l’Inter. Difficile da eguagliare.

Comunque, i due giovanotti ci hanno provato e hanno militato entrambi, fino alla soglia del professionismo o quasi, con la casacca che fu del padre. Miroslav (ala destra) è stato ben sei stagioni mentre Dusan (terzino classe 2002) fu protagonista di un bel siparietto con Sinisa durante un Lazio – Milan del 2015.

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Come ben sappiamo, essere laziali è qualcosa che si tramanda. In campo o fuori, tra i dilettanti o tra i professionisti, poco importa. La testimonianza di George Chinaglia ne è la propria vivente, anche perché il padre era stato chiaro:

“Di Lazio ci si ammala, inguaribilmente.”

Articolo a cura di Daniele Ercolani

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