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Derby: tutti i bidoni schierati dalla Lazio

Vi abbiamo mentito ma senza averne colpa. Purtroppo abbiamo un limite di caratteri a nostra disposizione, quindi non possiamo fisicamente elencare tutti i calciatori più scarsi mai visti in un derby con la maglia della Lazio. Andrebbe scritto un trattato di qualche migliaio di pagine – ma potrebbe valerne la pena – dunque se conoscete un editore contattateci alla nostra pagina Facebook.

E proprio su Facebook vi abbiamo chiesto quali fossero per voi i “migliori bidoni” con cui ci siamo sfacciatamente presentati al derby:

Come potete vedere dal numero di commenti i nomi di certo non mancano.

Bonanni con la 10

Eh. Delle dieci (guarda un po’ il caso) presenze di Bonanni con la maglia numero dieci della Lazio, una risale proprio ad un derby, quello di ritorno della stagione 2005/2006. Uno dei rarissimi casi al mondo di calciatori subentrati e poi nuovamente sostituiti. Che diez di qualità. Comunque quella partita la perdiamo 2-0 e a fine gara parte la solita goliardata in cui tutti i romanisti indossano la maglia numero dieci di Totti, assente per infortunio.

Meglio dimenticare.

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Scaloni – Garrido e andiamo a comandare

Derby più recente, quello successivo al gol di Klose al 93′. I presupposti non sono dei migliori perchè la Lazio è in piena emergenza difensiva. Ci presentiamo sulle fasce con Scaloni a destra e Garrido a sinistra, ammettiamo di aver passato una notte pre-derby particolarmente burrascosa. Le cose però si mettono subito bene grazie a Stekelenburg che si fa cacciare dopo sette minuti e vinciamo 2-1 in scioltezza.

Anche se Scaloni non delude le nostre aspettative e si fa espellere a quattro minuti dalla fine. Noi tranquilli mai eh?

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#lionelscaloni @hernanesoj ⚪️🔵

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Wallace e Bastos

In realtà non hanno fatto solo brutti derby, anzi. Però sia il brasiliano che l’angolano ne hanno sulla coscienza almeno uno a testa. Due stagioni fa Wallace regala a Strootman il gol del vantaggio con un dribbling suicida, la partita finirà 2-0 per loro.

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Ma li mort@#!§&$@!!$

L’anno scorso invece Bastos “stende” Kolarov in area, concedendo così a Rocchi l’opportunità più succulenta per fischiare il rigore del vantaggio giallorosso. Le immagini del fallo si sono successivamente smarrite nell’essenza ma il risultato è quello che conta: sconfitta per 2-1. Quissanga non fare cazzate domani, grazie. (Per) Fortuna Wallace invece è infortunato, insieme sarebbero stati difficili da reggere per le nostre coronarie.

Patric – Bisevac – Hoedt – Braafheid

Non è il titolo di un nuovo film horror ma la nostra linea difensiva titolare nell’ultima panchina di Pioli in biancoceleste. Per rincarare la dose le alternative di livello erano Mauricio e Gentiletti. Risultato scontato: perdiamo 4-1 e il mister viene esonerato.

Uno dei derby peggiori di sempre con il difensore più scarso di sempre. Non c’è Novaretti che tenga a confronto.

Stankevicius punta centrale

Un avvenimento che avevamo quasi rimosso, forse perchè avviene nel derby che precede il 26 maggio. La Lazio domina ma pareggia una partita in cui fa tutto Hernanes: gol da fenomeno per l’1-0, rigore sbagliato del possibile 2-0 e fallo da rigore per l’1-1 finale.

Negli ultimi minuti Petkovic si gioca la carta Stankevicius in attacco mettendolo al fianco di Kozak. Inutile dire che non cambierà nulla ma almeno lo svizzero ci ha regalato la coppia di attaccanti più scarsa della storia dei derby.

Solo perchè Alfaro e Perea non hanno mai giocato insieme.

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Art. 👊🏾 #cocoperea #lazio

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Senad Lulic

Qualcuno tra i commenti ha ironizzato sul nostro capitano. Noi dissentiamo fermamente, ma in effetti Senad si è costruito negli anni e quel 26 maggio è per alcuni solo il suo pass a vita per campare di rendita. Prima di quel giorno il bosniaco non era altro che un jolly dai piedi montati al contrario, ma non è più bello così? Ora Lulic è leggenda e abbiamo vinto il derby più importante della storia grazie al gol di uno dei giocatori meno tecnici in campo quel giorno.

Quando segnano i “meno quotati” è sempre una goduria doppia.

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#massimomutarelli 🇮🇹⚽️⚪️🔵

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Mutarelli come stile di vita.

Menzione speciale per il 6 gennaio 2005

Il primo derby dell’era Lotito. Una squadra raffazzonata con due spicci divenuta immortale per una delle stracittadine più belle della storia. Sono i giocatori di spicco a segnare (Di Canio, Rocchi, Cèsar) ma la vittoria pone le sue fondamenta su quella serie di operai di una Lazio romantica d’altri tempi: Talamonti, Giannichedda (difensore centrale, eravamo stranamente in emergenza anche in quel giorno) e i gemelli Filippini sono forse tra i calciatori più scarsi che abbiamo mai schierato in un derby. In panchina? Sereni, Lequi, Oscar Lopez. Brividi forti. Però vinciamo 3-1 e la coppia d’oro Totti – Cassano abbandona l’Olimpico in lacrime.

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#amarcord#6gennaio2005 ⚪️🔵❗️

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Come anticipato di bidoni ne abbiamo tralasciati tanti, ma il nostro spazio finisce qui. Ordine dei poteri forti.

In realtà è solo l’ansia pre-derby che ci impedisce di continuare a scrivere, dobbiamo tornare alle nostre sessioni di preghiera al santino di Lucas Leiva.

Proteggici tu.

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