Quando si lascia la via vecchia per la nuova… forse a volte ci si guadagna. Difficile dirlo solo dopo una partita ma, dopo la sconfitta contro il Napoli, a mancare ai tifosi della Lazio non è certo de Vrij. Non perché siano in discussione le qualità dell’olandese (difensore di valore assoluto ma molto fragile fisicamente), ma perché il suo sostituto è stato bravo a non farci notare la sua assenza. Già, perché Acerbi non ha fatto minimamente rimpiangere de Vrij.
Francesco Acerbi ha confermato le aspettative. Lui, anti-personaggio per eccellenza e nuova guida della difesa biancoceleste. L’esordio contro il Napoli non era dei più facili e purtroppo il risultato evidenzia ancora un gap tra la Lazio e le primissime della classe, ma Acerbi ha già messo in campo quello che volevamo vedere: personalità, posizione, manovra e un quasi gol. Ebbene sì: in 90′ di ottima difesa, sono scappati fuori un assist e un palo. Palo che ha lasciato l’amaro in bocca ai tifosi laziali e che avrebbe cambiato radicalmente il giudizio complessivo sulla squadra se quella palla fosse andata in rete.
Ce lo aspettavamo così, leader silenzioso, un profilo ideale per la Lazio degli umili. Niente creste, niente profili Instagram esagerati. Solo calcio, allenamenti e cuccioli, un Parolo 2.0 ma difensore centrale.
L’onere di sostituire de Vrij è un fardello che Acerbi ha portato con destrezza in questa prima uscita, basta pensare che tra quanto visto difensivamente e nell’area avversaria, Francesco sembra l’acquisto migliore per la cessione più dolorosa.
Oltre a rimpolpare la presenza di mancini in squadra, Acerbi può dare quel pizzico di maturità a una difesa che spesso si è fatta trovare impreparata nelle occasioni decisive e con lo stesso de Vrij che – tra infortuni lampo e qualche sbadatezza di troppo – non ha firmato presente nei momenti chiave della stagione.
Quindi, occhi puntati su Acerbi sia in ottica Champions che in ottica Nazionale. Finalmente, dopo la sfortunata esperienza al Milan, il difensore ex Sassuolo ha di nuovo in mano le carte per consacrarsi e dimostrare tutto il suo valore.
Inoltre, è bello sottolineare come profili di questo tipo – che fanno della concretezza il loro punto di forza, vedi Parolo, Lulic, Leiva e Immobile – siano al centro del progetto Lazio, allontanando sempre di più le situazioni problematiche, anche a costo di perdere il prezzo del cartellino.
Non è mai bello perdere un giocatore della classe di de Vrij ma, come fu per Biglia, spesso le cessioni sembrano più dolorose di quanto non siano in realtà. L’esperienza di de Vrij all’Inter non è cominciata benissimo, ma anche qui ci sono delle analogie. Sconfitta di misura, gol sfiorato nel finale… La differenza sta nel fatto che Acerbi ha tenuto piuttosto bene le furie del Napoli mentre de Vrij si è visto soffiare tre punti dal Sassuolo. Ma poco importa.
Come direbbe Biagio Antonacci, canticchiando diremmo così:
“Io ti penso, raramente, te lo dico veramente“
