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Cronaca di un derby dall’Inghilterra

L’amici mia non ce stanno a capi’ niente, gli dico che è una partita speciale e me chiedono perché ogni due settimane la rigiocamo.
Il derby d’andata di campionato l’avevo visto a casa, quello di andata di coppa lavoravo.
Il ritorno di coppa l’ho visto con due amici lituani. Sì, lo so a costa state pensando. Il simbolo di ogni lituano che si rispetti si chiama Marius Stankevicius. Sì, proprio lui, che con la sua folta chioma bionda terrorizzava gli attacchi avversari (dalla panchina). Proprio lui che è uno dei giocatori più strani che abbiamo visto passare negli ultimi anni. Adesso milita nel Siena, in Lega Pro. In panchina, naturalmente.

Tabella di marcia:
– attacco al lavoro alle 13:00 inglesi.
– la partita inizia alle 11:30 (sempre inglesi) quindi ho tempo di vedermi il primo tempo, vestirmi velocemente intorno al 40esimo, correre in bici fino al centro che dista 10 minuti (se corro rischiando la vita) e piazzare il laptop nella zona Wi-Fi migliore , sperando che il dio dello streaming mi assista. Tutto molto easy.

IL DIO DELLO STREAMING. È una figura decisiva nella vita di un emigrante. È lui che decide le sorti del tuo pomeriggio, della tua vita. Potrebbe tenderti una mano offrendoti una trasmissione in HD dalla più classica TV araba di turno, o frustarti proponendoti una telecronaca italiana della Ragazza (suicidio) con una trasmissione più lenta di Baronio lanciato in contropiede.

IL DIO DELLO STREAMING. Oggi m’ ha sorriso. Partita in HD con telecronaca inglese gestita da tale Davide Palmieri. “La stracittadina is starting now, ladies and gentlemen get ready” tuona il buon Palmieri. Già so carico.

CHE GLI E’ SUCCESSO A IMMOBILE?! Non c’è cosa più brutta che svegliasse co una notizia del genere. Tranne Fazio, Fazio è davvero brutto.

KEITA BALDE DIAO. Keita lì davanti mi fa eccitare. Tocca la palla da giocatore vissuto. Li scarta come birilli, è un po’ più piccolo ma è tosto, è cattivo. Per 11 minuti non vediamo la palla ma poi…
La butta dentro con un grande gol. E il computer vola. E Palmieri esulta insieme a me.

DAVIDE PALMIERI. Posso sentirlo, posso sentire le sue urla, sempre più forti, e vedere Keita abbracciato dai compagni, e vedere Basta col Tavernello nei calzettoni. E lui urla in inglese per un gol della Lazio. Amazing.

CHE GLI E’ SUCCESSO A IMMOBILE?! Avete presente l’influenza intestinale che l’ha messo K.O.!? M’è appena venuta pure a me. Davvero. Dunque dal 20esimo al 35esimo minuto sono costretto a vedermela in bagno la partita. No, non è una scusa, non sono andato in bagno con le foto di Keita.

LA SPAZZA WALLACE. Quello che è successo io non l’ho capito… Mi chiedo come sia possibile pagare persone per stare a un metro dalla porta e non vedere niente. Come è possibile fischiare un rigore del genere?
Mettiamoci qualcuno se ce lo vogliamo mettere, facciamo qualcosa per il sociale. Che so, un rifugiato politico, Ravel Morrison, persino Alfaretto lo farebbe meglio ‘sto lavoro del “quinto uomo” .
Vabbè.

Siamo al 40esimo, me cambio. Sono le 12:17.

Litigo co mi madre su WhatsApp per il derby (sì, ha questo difettuccio). Comincio a vestirmi.
Noto una notifica nella posta di Facebook.
È la mia Manager, lituana anche lei (so’ circondato). Pensavo fosse un messaggio riguardante Stankevicius invece mi parla di lavoro. Dice che al ristorante c’è poca gente. Se voglio posso andare all’1:30.
A quel punto era come se la Lazio avesse già segnato il 2 a 1. Ho esultato, davvero. E me so’ allargato: “Sarebbe un problema se venissi direttamente alle 2“?
Almeno avrei avuto il tempo di vedermela tutta da casa.
Permesso accordato, Lazio mia oggi non me scappi, riprendiamoci quello che c’hanno tolto.

E il secondo tempo è un tripudio di emozioni. La Lazio fa tatticamente una delle partite più belle degli ultimi anni, Biglia e Milinkovic annullano completamente i centrocampisti della Roma, Lulic è un toro, Keita un Leone. e poi Basta…

BASTA. Primo gol con la maglia della Lazio. Discretamente importante.

ADESSO BASTA. Sta ancora festeggiando al baretto.

ADESSO BASTA. Adesso Basta, la smetteranno de parla’, no?
Ma ci servirebbe il gol della sicurezza. Oddio, un laziale non sa cosa sia il gol della sicurezza perchè anche quando vince 3 o 4 a 1 a pochi minuti dalla fine sa che potrebbe succede di tutto. Laziali’s Karma.
Felipe lancia splendidamente Lulic. Il bosniaco punta l’aerea, si immola in un 2 contro 1. Al suo fianco il Leone Nero Keita e Rudiger, il bustarolo. Lo stadio freme, immaginate un altro gol di Lulic al derby. Lui sicuramente ci ha pensato, fino all’ultimo… L’ angolino a disposizione c’era. Ma poi serve la palla a Keita che con un piatto deciso mette fine a quei secondi interminabili per noi laziali che in testa avevamo il più classico del “mo se lo magnano, prendemo il contropiede e fanno il 2 a 2 e soffriremo gli ultimi minuti cercando di non prendere il terzo”.

E INVECE NO. Era la sua giornata. È andato sotto la curva… “questa è la mia maglia!” E un immagine del genere a me, che ho sempre vissuto la Lazio h24,mi fa pensare a questi ragazzi che a volte si ritrovano in assurde situazioni… Sono giovani e ogni tanto vanno a divertirsi, col pallone fanno ciò che vogliono ma se sbagliano una partita tutti sono pronti a criticarli. Penso a questo Leone che gioca come un veterano ma è un ragazzino un pò più giovane di me.
Penso che la Lazio sono costretto a seguirla così, tra il bagno e la cameretta, tra lo streaming che va e viene. E a mio fratello che è allo stadio in Curva Nord, a mamma e papà che lo guardano insieme in salotto (anche se lei c’ha il difettuccio) e penso che quel ragazzo, quel leone nero è uno di noi.
E piango da solo. Lacrime di gioia perchè oggi era il suo giorno, il nostro giorno.
Il vostro peggior incubo.

 

Mattia Di Murro

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