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Cronaca di una serata a Fiumicino ad aspettare Correa

Due nuovi arrivi in un giorno non è cosa da poco per la Lazio. Quando poi il loro sbarco nella Capitale viene addirittura annunciato dalla società con tanto di orari, è naturale chiedersi se non sia tutta una presa in giro. Eppure era tutto vero: Milan Badelj e Joaquin Correa sono atterrati ieri all’aeroporto di Fiumicino, attesi dai tifosi biancocelesti. Forse Badelj un po’ meno, ma stare alle 17:10 in aeroporto in un giorno lavorativo non è facile per nessuno. E poi, chi è andato ad aspettare el Tucu Correa sapeva benissimo che avrebbe potuto fiutare l’odore di Badelj semplicemente annusando la sciarpa della Lazio che l’ex Siviglia avrebbe indossato. Non siamo purciari, vogliamo venire incontro alle esigenze dei lavoratori che non hanno potuto vedere Badelj, ecco tutto. Romanista piate sti spicci.

Comunque, il buon Milan arrivava troppo presto anche per noi (nonostante un doveroso ritardo di un’ora offerto da una certa compagnia aerea che non nomineremo ma che tutti conoscono perché ha i sedili distanziati tra loro di ben 15 centimetri), quindi la folle idea: andiamo a prendere Correa alle 23:40. Sì, a prendere, perché quando il tifoso va in aeroporto ad aspettare il nuovo acquisto è come se lo dovesse portare a casa, farlo sistemare, fargli vedere un po’ la città. Non sa che prenderà solo tanti calci e farà un video sfocato di un minuto e mezzo, ma lasciateci sognare, che non costa niente. Comunque, tra chi si è preso il disturbo di arrivare fin da Passo Corese e chi si è fatto raccattare alla ben frequentata stazione Anagnina, Laziocrazia ha deciso di partecipare alla Correa mania (che detta così sembra un po’ una malattia brutta) e si è presentata agli arrivi nuotando nell’umidità. Ebbene sì, perché el Tucu ha deciso di sbarcare a Roma proprio nella sera più insopportabilmente calda e umida dell’anno, una roba che se avessimo avuto le branchie avremmo respirato meglio. In ogni caso, anche l’aereo di Correa (sempre rigorosamente della stessa compagnia) aveva una mezz’ora di ritardo, e ne abbiamo approfittato per rifiatare un po’ e fare il punto della situazione. C’era qualche bambino con la maglia della Lazio, qualche adulto che guardava nervosamente il tabellone elettronico cercando “Siviglia”, ma l’affluenza sembrava scarseggiare. Un peccato, sarebbe stato bello accogliere a dovere Correa, ma la situazione non sembrava promettere bene. Solo un’impressione però: tempo di programmare la diretta su Facebook – con grande fatica perché è stato difficile dire addio a quell’unico gb di internet che rimaneva fino al 3 agosto – e, alzando lo sguardo dal telefono, ci siamo resi conto di essere circondati da più di un centinaio di laziali. Eravamo pronti per accogliere a dovere el Tucu Correa.

👋🏻 Nice to meet you, @tucucorrea! #CMonEagles 🦅

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Siamo stati pronti per un’ora abbondante. Tutti assiepati, ad alzare qualche coro ogni tanto, giusto per spaventare i poveri passeggeri degli altri voli appena atterrati a Roma. Tra commenti sarcastici su ogni persona che uscisse dal gate – “Ecco er Tucu ahahahah” era il più gettonato non appena passava una anziana signora – e tanto, tanto sudore, ad un certo punto qualcuno ha giurato che tra noi fosse passata la fidanzata di Correa. Quel qualcuno ci ha anche assicurato che Lady Correa non abbia voluto rilasciare dichiarazioni prima della firma del suo amato, aggiungendo anche che secondo lei nella carbonara va la pancetta e non il guanciale. Le speranze si facevano sempre più deboli: possibile che il Frosinone si fosse inserito nella trattativa all’ultimo momento? Avevano smarrito Correa, era finito a Milano? Forse era timido? Niente di tutto questo perché finalmente, intorno all’una e un quarto, ecco le grida di giubilo: Joaquin El Tucu Correa esiste, e al collo indossa Eau de Badelj. Tripudio, cori, gente che non c’entra nulla che viene trascinata dalla fiumana di sopra alle partenze, bagagli altrui che vengono calpestati senza riguardo alcuno, mentre nell’aria risuona un grido: “A Tucu, pensa al deby!“. Pressioni zero.

La febbre del Tucu è passata e noi ci ritroviamo di fuori, immersi di nuovo nell’umidità, che stringiamo al petto il nostro minuto e mezzo di video. Forse ne è valsa la pena, forse no, fatto sta che è l’una e mezza, ci aspetta un viaggio di ritorno di mezz’ora buona e domattina la sveglia suona alle 7. Ma abbiamo visto Correa, lo abbiamo visto, e abbiamo permesso a un po’ di gente a casa di vederlo insieme a noi, e questo ci fa stare bene. Peccato solo che attraverso la diretta Facebook non si potesse sentire il profumo di Badelj che c’era nell’aria, ma ve lo giuriamo: c’era. E sapeva di interdizione a centrocampo e alternative di qualità.

👋🏻 Milan Badelj landed in Rome! #CMonEagles 🦅

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Eh sì, era proprio questa sciarpa!

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