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Cosa si sono detti Inzaghi e Murgia nello spogliatoio

Dunque non diciamo male della nostra epoca, non è più disgraziata delle altre. Non ne diciamo neanche bene. Non ne parliamo. È vero che la popolazione è aumentata…”

Conversavano cosi Vladimiro ed Estragone, nella celebre opera teatrale di Beckett, “Aspettando Godot“, mentre attendevano con ansia il Signor Godot. Chissà, forse anche Simone Inzaghi e Alessandro Murgia instaurato un dialogo sull’esistenzialismo mentre aspettavano il Signor Damato tornare dal campo dell’Artemio Franchi.

La partita teatrale

Una situazione surreale, molto più simile a quella dell’opera descritta in precedenza che ad una partita di calcio. Nei primi 15 minuti vengono espulsi il portiere della Fiorentina e il numero 96 biancoceleste. Al 36′, invece, è il turno di Inzaghi: rigore non concesso alla Lazio e il mister viene espulso per aver superato l’area tecnica.

“La partita più emozionante della stagione” è stato il titolo di alcune testate giornalistiche. I tifosi della squadra capitolina hanno capitolato. Alcuni si sono arresi, altri erano in terapia intensiva, altri ancora in procura e tanti sotto casa di Damato (suvvia, si scherza). La partita termina con il risultato pazzesco di 3-4, dopo una partita assurda e piena di episodi. Dire che “il nervosismo era palpabile” è un eufemismo visto che, probabilmente, al 96′ c’era anche il nervosismo a saltare in area di rigore. Neanche la rivoluzione francese aveva visto una folla tanto inferocita e i giocatori in campo erano pronti al Fight club più che a tornare negli spogliatoi.

Una notte da spogliatoio

Mentre in campo si giocava la partita più dura della stagione, negli spogliatoi si consumava la rabbia dell’allenatore e del centrocampista della Laizio. Inzaghi e Murgia, di nuovo insieme. Chissà quante volte si sono stretti in momenti di immane difficoltà: dalla Primavera alla Supercoppa, dalle finali alle prime convocazioni. Eppure, in quella stanza viola, i due hanno sperimentato quello che i soldati provano al fronte: un senso di cameratismo, un giuramento solenne, un rapporto imperturbabile. Insieme, a guardare una partita nella quale non potevano più fare niente. In cui potevano solo sperare. In cui potevano guardare, ma non toccare.

“Damato ha espulso anche te?”

“C’è il barbecue qua dentro?”

Potrebbero essere state queste le prime frasi pronunciate dai due, anche se non sapremo mai cosa sia successo in quello spogliatoio. Potrebbero aver guardato la partita in silenzio, aver tentato l’ubriacata molesta, aver vandalizzato gli spogliatoi o magari guardato le repliche della serie “Il segreto“. La cosa più plausibile è che i due abbiano visto la partita, soffrendo, come tutti i tifosi biancocelesti. Ecco come, realisticamente o meno, i due hanno guardato il match.

39′

La Lazio sta perdendo 2-0 quando Luis Alberto pareggia i conti con Veretout segnando anche lui da punizione. È un gol bellissimo.

“Bellissimo? Je le ho insegnate io a tirà cosi, altroché il mago…”

“Su su, Ale, ti stai distraendo dal malocchio a Chiesa”

“Mi scusi mister, ricominciamo!”

“Occhio Malocchio, prezzemolo e finocchio,

Qualcuno dalla difesa, entri su Chiesa,

Possibilmente a gamba tesa”

54′

La difesa della Lazio non riesce a contenere gli attacchi della viola, Veretout riporta in vantaggio la Fiorentina. Terzo gol per lui.

“Ehm… Simo?”

“Hanno segnato, vero?”

“Sì…”

“Sempre Veretout, vero?”

“Sì…”

“Lascia che ti racconti una storia (Murgia si siede sulle gambe di Inzaghi). Era il 21 giungo del 1987, la partita era Lazio-Vicenza. Rischiavamo di andare in terza categoria se non avessimo vinto e a pochi minuti dal termine, 60.000 persone hanno potuto gioire al gol di Fiorini

“Perché mi racconti questa storia?”

“Per spiegarti che la Lazio non si arrende: si soffre tanto, ma alla fine si vede sempre la luce”.

69′

La Lazio le tenta tutte e il tiro dalla distanza sembra l’arma migliore: gol di Felipe Anderson!

“Avevi ragione, Felipe ha segnato, Felipetto ci ha fatto pareggiare”.

“Maledizione…”

“Non sei contento?”

“Ora chi schiero fra lui e Luis?”

73′

La Lazio recupera ancora, Luis Alberto riporta in vantaggio la Lazio firmando la sua doppietta personale.

“La zampata di Luis Alberto! Come Fiorini papà, come Fiorini!”

Papà?

“Era tanto che volevo parlartene…”

Non sappiamo cosa sia successo, né se queste siano state le esatte parole dette dai due. Quello su cui non possiamo dubitare, comunque, è che questa squadra non mollerà mai.

97′

“Aspettiamo Damato?”

“Non verrà, andiamo”.

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