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Cosa è diventato Milinkovic-Savic

Forse è colpa dei poteri forti, eppure lui l’anno scorso sembrava più forte anche dei poteri forti; forse è colpa del calciomercato: certe voci stordiscono, provateci voi a restare dopo che vi ha chiamato il Real Madrid (i punti, Lopetegui); forse è colpa del Mondiale, della forma che ancora non c’è, di un periodo momentaneo di appannamento, del morbo di Puppenaz che non risparmia nessuno.

Milinkovic non è più lo stesso. Non giganteggia più. Non dabba più. Non si fomenta più con i compagni. Ci prova, ma non troppo. Si impegna, ma mai abbastanza.

Inizio di stagione pessimo: partita con il Genoa a parte (gol e assist), Milinkovic è sembrato il cugino alla lontana del fenomeno serbo visto in campo nella passata stagione. Di più: in alcuni casi è sembrato addirittura aver cambiato stile di gioco. Si è abbassato di più, recupera più palloni, si avvicina di più a un Matic che a un Pogba, mentre i tifosi della Lazio vorrebbero vedere di nuovo quei colpi alla Ibrahimovic che facevano tremare lo stadio fino a qualche tempo fa.

Come potrebbe ritrovare se stesso? Da dove deve ripartire Milinkovic? Non è più un trequartista, non è un mediano. Milinkovic in questo momento sa soltanto quello che non è, è tipo Balto catapultato a Ponte Milvio.

Però.

Però non ci si dimentica come si gioca a pallone nel giro di pochi mesi. Però qualche incostante, sparuto sprazzo di Milinkovic c’è stato. Lì dentro a quel gigante, che adesso sembra di latta, c’è un gioiello prezioso.

Ogni tanto è uscito fuori, ha gridato al mondo “Ci sono anch’io”, tra un passaggio sbagliato e l’altro, tra un contrato troppo molle e un tiro sbilenco. Un lampo:

Ed è a questo che bisogna aggrapparsi, nei momenti di difficoltà. A quello che di buono c’è stato e che nessuno può negare. A un assist geniale per Immobile, passato in secondo piano per l’errore dell’attaccante.

Tornerà, Milinkovic. Per il momento sembra diventato un mediano, un giocatore diverso, un Balto spaesato, un passaggio sbagliato, un albero spezzato, una pioggia che non passa.

Poi, un lampo.

 

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