Search

Cosa ci ha lasciato Lazio-Genoa

Alla vigilia doveva essere una partita scontata. Era il nostro peggior incubo. E invece, è successo davvero. La Lazio ha battuto in casa il Genoa. Certo, l’ultima volta era successo due anni fa, ma le vittorie casalinghe laziali contro il Grifone negli ultimi dieci anni sono proprio pochissime.

Ma incredibilmente, la Lazio ha vinto. In goleada. E allora, cosa ci ha lasciato questo Lazio-Genoa?

Un attacco grosso – per la prima volta abbiamo visto dal primo minuto la coppia d’attacco Immobile-Caicedo. E i risultati sono stati ottimi: area occupata perfettamente, manovra che sembrava più fluida del solito e che cercava sempre più la circolazione sulle fasce. E l’ottima prestazione di Caicedo forse è dovuta proprio ad aver giocato di fianco ad un altra punta.

Come è umano Acerbi – attenzione attenzione, Acerbi ha fatto un errore. Che ha causato un gol. Una cosa che non ci sembrava possibile fino a ieri. Prima o poi doveva succedere, e per fortuna non ha causato una sconfitta. Speriamo sia solo il primo e l’ultimo dai.

Stiamo tornando – udite udite, non abbiamo vinto con un gol di scarto. E ne abbiamo pure fatti 4. IN UNA SOLA PARTITA. Roba da anno scorso. Siamo tornati a segnare, forse. Continuiamo così dai, sta tornando anche Sergione.

La rabbia di Milan – che costanza che ha Badelj. Quando gioca, giallo. Fisso. Anche oggi, entrato da dieci minuti, legnata e via, cartellino. Sta dimostrando di non essere secondo a nessuno nel centrocampo. Sta imparando a dare legnate alla Leiva.

Rivedere un amico – fine partita. Soliti applausi a scena aperta per la squadra, ma non solo. Perché sotto la curva si è presentato anche Federico Marchetti. In lacrime, per la grande emozione. Dopo sette anni di Lazio, è stato difficile vederlo con un’altra maglia. Ciao Federico, è stato bello ritrovarsi. E scusa.

Write a response

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close
Laziocrazia.eu © Copyright 2018. All rights reserved.
Close