Ultima amichevole archiviata per la Lazio, che adesso comincia a prepararsi in vista dell’esordio in campionato contro il Napoli. La partita di Essen non è stata positiva per Immobile&Co dal punto di vista del risultato, ma a tratti comunque la prestazione è sembrata convincente. E del risultato, a dirla tutta, chissenefrega: sono amichevoli estive, servono a mettere benzina nelle gambe e meccanismi nella testa.
Comunque, il match ha dato qualche indicazione importante. Fattori positivi, aspetti negativi, nuove scoperte: cosa ci ha lasciato Borussia Dortmund-Lazio?
- L’attitudine offensiva di Maruic: che sicuramente è un aspetto positivo (ha sfondato più volte sulla destra, arrivando addirittura al tiro), ma anche negativo se pensiamo alla poca copertura data alla difesa in occasione del gol del Borussia. Il ragazzo attacca bene, ma dietro può (e deve) ancora migliorare.
- Acerbi e la strada giusta: l’ex Sassuolo ha salvato la Lazio nel secondo tempo grazie a un intervento in scivolata pulito, preciso, attento. La sua partita è stata ordinata, solo una sbavatura in uscita, ma ampiamente perdonabile. Le chiavi della difesa adesso sono nelle sue mani. Ieri ha chiuso la porta a dovere.
- Attacco, che succede? Raramente si vede Immobile sbagliare un gol da due passi. Però è successo, ed è successo in amichevole, quindi meglio così. Zero gol realizzati tra Arsenal e Borussia Dortmund, però, sono un piccolo campanello d’allarme, considerando che nella passata stagione la Lazio ha realizzato 89 gol. La sensazione, comunque, è che sia solo questione di tempo e di fortuna. Perché le qualità lì davanti non mancano di certo.
- Lo squillo di Correa: a proposito di qualità offensive, Correa è entrato in campo nella ripresa e si è esibito in una grande giocata, saltando secco il diretto avversario sui 16 metri e calciando verso la porta. Tiro debole, ma la magia resta.
- Fascia sinistra ok: prestazione convincente di Durmisi, che ha corso tanto sulla sinistra spingendosi più volte in attacco. Bene anche Caceres, schierato a sorpresa da esterno su quella fascia. L’uruguaiano ha dimostrato una forma fisica invidiabile. Clap clap.
- Badelj ma non Badeljissimo: prestazione ordinata dell’ex capitano viola, che comunque (come è normale che sia) deve ancora entrare nei meccanismi di Inzaghi, soprattutto per quanto riguarda il fraseggio veloce e il gioco in verticale.
- 3-5-1-1 forever: Inzaghi non ha mai (mai, mai, mai) cambiato modulo, insisterà ancora sulla difesa a tre, nonostante qualche incertezza di troppo.
- Djavan Anderson ha esordito: e forse a questo punto potrebbe restare davvero (come ha dichiarato Lotito), in caso di addio di Basta. Soluzione casalinga is the way (ma occhio a Lazzari).
- Milinkovic era in campo: manca una settimana alla chiusura del mercato. Lui è partito titolare. Non ha brillato, ma ha giocato con la maglia della Lazio. E forse la cosa più importante era proprio questa.
