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Corri Lazio, corri!

Il calcio non c’entra niente con la corsa. Il calcio non esiste senza corsa.

Ora li misurano pure, i chilometri percorsi da una squadra durante le partite. Tra tutte le statistiche proposte sono forse le più noiose, diciamoci la verità. Servono tanto però agli analisti e allo staff tecnico per valutare la condizione atletica generale del gruppo e per personalizzare al massimo la preparazione fisica di ogni singolo calciatore.

Perché c’è anche chi con la corsa ci ha costruito una grande carriera di successi (Gattuso), così come c’è chi di correre proprio non ne voleva sapere eppure era il più grande di tutti. C’è chi negli anni ha ottimizzato le sue corse per restare il migliore su piazza (Cristiano Ronaldo), chi ha gli altri che corrono anche per lui (Messi), chi per vincere un Triplete si è messo a correre sulla fascia (Eto’o), chi invece il Triplete non lo hai mai vinto perché a malavoglia correva durante gli allenamenti (Cassano).

Ma se restringiamo il campo solo alla Lazio, chi sono i giocatori runners che ci vengono subito alla mente? Ne ho scelti 4 e a ognuno di loro farò correre una delle 3 distanze tradizionali dell’atletica leggera. Come dite? Non ho fatto bene i conti? Non è un abbaglio, correte leggete con me.

10.000 M: CIRO IMMOBILE

Ciro Immobile non è solo il nostro giocatore più rappresentativo e lo spietato bomber alla caccia dei record di gol della storia laziale, no. Ciro Immobile è molto di più. E’ un atleta eccezionale, tanto per cominciare. Un ragazzo di 29 anni nel pieno del suo vigore fisico, con un corpo asciutto e definito da far invidia ai Patric di mezzo mondo. Nel ruolo di attaccante, come nel running, si può affermare che più o meno a questa età si raggiunge il picco delle prestazioni. Questo perché c’è un alto livello di consapevolezza del proprio corpo e una buona maturità, anche mentale, ottenuta con l’esperienza sul campo di gara.

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Sprint⚡️⚽️1️⃣7️⃣ @official_sslazio

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Immobile è uno che corre per 3, che fa reparto da solo, che svaria su tutto il fronte offensivo e aiuta anche in ripiegamento. (E poi segna pure caterve di gol, ça va sans dire). Quante volte sentiamo pronunciare queste formule retoriche in telecronaca o nelle radio? Immobile è un generoso del calcio, uno che ci mette sempre passione. Ed è anche abbastanza veloce da poter competere degnamente nella prossima 10 km che si correrà nella tua città.

MEZZA MARATONA (21,0975 KM): VALON BEHRAMI

La seconda cosa che mi viene in mente ripensando a Valon Behrami è: ma quanto cazzo correva Valon Behrami? La terza è invece il fatto che Delio Rossi si era fissato nel farlo giocare terzino destro a un certo punto, subito dopo la cessione di Oddo al Milan (e allora mi infastidiva, 12 anni dopo la vedo diversamente). Vabbè la prima cosa che mi viene in mente manco ve la dico dai…

Una curiosità dal mondo della corsa: lo sapevate che il record mondiale di mezza maratona è stato siglato poco più di un mese fa a Copenaghen da Geoffrey Kamworor? L’atleta del Kenya (ma va?) lo scorso 15 settembre ha fermato il cronometro a 58’01”.

Una curiosità dal mondo del calcio: sapete invece chi detiene il record europeo di chilometri percorsi in una partita? Marcelo Brozovic, mente illuminata del centrocampo dell’Inter, che nella semifinale di ritorno di Coppa Italia contro la Juve del 2 marzo 2016 ha coperto la distanza complessiva di 17,81 km in 120 minuti (non effettivi) di gioco.* Non provate a fare calcoli strani con il record di Kamworor, anche perché povero Brozovic alla fine ha pure perso ai rigori.

*fonte Goal.com

Ora però torniamo al nostro albanese preferito dopo Igli Tare. Behrami lo vedrei molto bene in una mezza maratona, una gara a metà tra la travolgente energia dei 10 km e la solitudine spirituale della maratona. Insomma, una gara in cui vai forte se sai come usare testa & cuore.

MARATONA (42,195 KM): ANTONIO FILIPPINI, EMANUELE FILIPPINI

Notizia di tendenza mondiale degli ultimi giorni: il primo essere umano ad abbattere il muro delle 2 ore in maratona è il keniota Eliud Kipchoge. Sappiamo un po’ tutti come è andata a Vienna. C’erano tutte le condizioni ideali per percorrere la distanza regina dell’atletica leggera in un tempo inimmaginabile fino a qualche anno fa e che persino qualche scienziato pensava non si potesse realizzare. E invece le scarpe iper-tecnologiche, il manto stradale scelto apposta, la temperatura, la macchina davanti col laser a indicare le traiettorie da seguire, le lepri a fare il ritmo ogni tot chilometri, e il record è servito. Così so’ bravi tutti…

In ogni caso, il record non è stato ovviamente omologato per i fatti di cui sopra ma il dato di fatto resta e tutto lascia pensare che lo stesso Kipcoghe o altri possano replicare l’impresa anche in una gara normale.

E se a riuscirci fossero proprio loro, i magici e inimitabili gemelli Filippini? Magari facendo una fusione stile Dragon Ball potremmo dare vita al runner perfetto. Che spettacolo che erano i gemelli Filippini nella prima Lazio di Lotito. Tecnicamente rivedibili, come un po’ tutti i protagonisti di quella squadra nata dalle rovine, ma con un cuore grosso come uno stadio e un’abnegazione alla causa totale e incondizionata.

Antonio ed Emanuele sono passati attraverso la storia del calcio come i gemelli della corsa. Hanno fatto della corsa il loro marchio di fabbrica più evidente, la loro chiave d’accesso alla Serie A e ai grandi palcoscenici italiani. Chi meglio di loro potrebbe rappresentare la Lazio in una maratona, la gara che più di ogni altro incute timore e rispetto nei runners di tutto il mondo. La maratona è il coronamento della “carriera” di ogni corridore, dall’amatore della domenica al professionista. La prova più prestigiosa in cui non si può improvvisare e in cui per arrivare al traguardo devi avere due qualità sopra ogni altra: costanza e disciplina.

P.S. Voglio chiudere con un cenno storico. La S.S. Lazio nasce nel 1900 a Piazza della Libertà come società podistica. La Polisportiva più gloriosa e grande d’Europa, l’ideale in cui ci identifichiamo e che tanto ci fa emozionare, muove i suoi primi passi facendo la cosa più naturale di questo mondo: correre.

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