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Correa: da sex symbol a top player?

Chi sei, Tucu non lo sai. Però presto lo scoprirai. Ma noi lo stiamo già scoprendo. Parafrasando il Maestro Giorgio Vanni iniziamo a parlare così di Joaquin Correa, il trequartista più bello della Serie A.

Bello impassibile

Arrivato ad agosto per non far rimpiangere Felipe Anderson, l’ex Siviglia ha aspettato pazientemente la sua occasione. Impassibile sì, ma fino ad un certo punto. Nel post-partita di ieri ha ribadito pacatamente, ma con sincerità, di voler giocare di più. E perché no, anche da titolare, visto che il numero 11 non parte quasi mai dall’inizio in campionato. E’ successo solamente una volta su 12 partite, normale sperare in una maggiore considerazione. Soprattutto dopo aver portato ad Inzaghi il primo punto in uno scontro diretto.

Titolare senza maglia

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Come minuti in campo non è un titolare, ma per i numeri che sta mettendo insieme sì. L’argentino è infatti il biancoceleste con la miglior media tra minuti giocati e gol segnati (1 ogni 136′), meglio di un certo Immobile che in materia ha ben pochi rivali. Non solo è bello, ma balla anche ”El Tucu”. Così come ha fatto ad Udine, quando nella sua unica partita da titolare in Serie A ha mandato in bambola la difesa friulana, con il malcapitato Stryger Larsen che probabilmente sta ancora cercando di acchiapparlo. ”Come quando corri a perdifiato per prendere l’ultimo n15 per tornare a casa, e immancabilmente lo manchi.” Ma dopo queste brevi, e tristi, memorie di un ragazzo di Bravetta, torniamo a Correa.

Che altro ti serve, Simone?

L’atleta del Tucumàn continua a far bene da subentrato, ma meriterebbe di essere lui il titolare alle spalle di Immobile? Per Simone Inzaghi no, almeno fino ad ora. Il tecnico piacentino lo vede con un’arma da sganciare nella ripresa, come un fuoco d’artificio per dare luce quando serve. Ma quanto potrà continuare a preferirgli Luis Alberto o Caicedo?

Per carità, lo spagnolo sa essere magico mentre l’ecuadoregno è sempre GROSSO, ma Correa è tecnico, determinante e bello. Soprattutto bello. Bellissimo, come il gol segnato contro il Milan. Bello come un golazo al 94esimo di una partita che probabilmente andava vinta, ma chissene frega. “Non abbiamo più voce, nessuno di noi. E non c’è niente di più bello, a parte quel sex symbol del Tucu.”

 

Articolo a cura di Lorenzo Ottaviani

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