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Conversazione incredibilmente avvenuta con una conoscente di Milinkovic

Probabilmente avrei dovuto impiegare tutte le mie risorse per diventare un agente, dato che in ogni occasione della mia vita incontro calciatori o persone che hanno a che fare con il mondo del calcio. Era già successo con Pogrebnyak, poi con Odise Roshi e ancora con Correa e Di Maria. Stavolta, invece, non è successo. Ecco perché forse non sono diventato un agente.

Però, per non farmi mancare niente, quest’estate sono andato in vacanza a Corfù con l’intenzione di staccare un po’ dal caldo di Roma, dal calcio di Roma, dal calo di Roma che tra spazzatura e altri problemi è in affanno come Strakosha quando gli passi la palla, o in qualsiasi altra situazione della sua vita, e da tutte quelle notizie di calciomercato che continuamente si rincorrono ogni anno, come quella che vedrebbe Milinkovic-Savic trasferirsi ogni giorno in una squadra diversa. A proposito, anche Corfù ha una squadra di calcio che milita attualmente in seconda divisione, ma sono sicuro che l’anno prossimo verrà promossa e un tentativo per acquistare Sergej lo farà.

Ho vissuto la vacanza in completa serenità staccando internet e isolandomi completamente dalle notizie di calciomercato: l’ufficialità della cessione di un giocatore prezioso come Wallace proprio non l’avrei retta. È stato questo il segreto per divertirmi al mare.

Poi ho conosciuto un sacco di persone nuove, la metà delle quali potrebbero senza dubbio essere accostate alla Lazio in una sessione di calciomercato random. Tra Dziczek, Zym e Muldur scommetto che nessuno saprebbe individuare chi dei tre non è un calciatore ma una persona conosciuta lì.

Poi ho parlato con un sacco di ragazze (pare vero), due delle quali mi hanno riportato alla realtà rovinandomi quei pochi giorni che avevo a disposizione per non pensare alla Lazio.

Mi pare ovvio: vedi due ragazze carine > ci vai a parlare inventandoti una scusa qualsiasi del tipo “Hey, sapete che siete più belle da vedere della coppia Immobile-Correa?” > inizi a conoscerle > ci finisci a parlare dei fratelli Milinkovic-Savic.

Ebbene sì, le due ragazze erano serbe, nate entrambe nella rinomata Novi Sad. Dai oh, Novi Sad. No, il cioccolato non c’entra niente. Suvvia, Novi Sad, dove gioca il Vojvodina. E già lì qualche ricordo inizia a riaffiorare. Fino a quando una delle due non se ne esce con “conosci Milinkovic-Savic?”.

Lì avrei voluto urlare a squarciagola, abbracciarla, cantare “forza Lazio caricaaaa lalalalalaaaa”, ma mi sono limitato a un timido “oh yes, he plays in my favourite football team” e a una più sfacciata piroetta per mostrare il mio tatuaggio della Lazio sulla schiena. Inutile dire che a quel punto la conversazione è passata dalle domande personali per conoscerci meglio a una serie di domande sui fratelli Milinkovic. Ho scoperto che sono cresciuti lì e andavano nella stessa scuola di questa ragazza (di cui continuo a non dire il nome dato che è troppo complicato e a dirla tutta non me lo ricordo), erano già alti due metri alla tenera età di 15 anni e non se la cavavano proprio benissimo in quanto a voti, strano eh? Nonostante questo gli è stato dedicato un altarino all’interno della scuola in segno di riconoscimento per i loro meriti sportivi.

 

 

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Un post condiviso da Sergej Milinkovic Savic (@sergej___21) in data:

Quanto a me, invece, sono rientrato bruscamente nel mondo Lazio e ho riniziato a guardare ogni secondo aggiornamenti sulla vicenda Milinkovic, dimenticandomi ovviamente di chiedere il numero alla ragazza serba.

Cosa ho imparato da questa vicenda? Che il mondo è più piccolo di quanto pensiamo, che Milinkovic era più grande di quanto pensiamo già a 15 anni, che bisogna chiedere il numero a una ragazza prima che questa ti cominci a parlare di Sergej, che Novi Sad è una città che riserva un sacco di sorprese, che è stata nominata capitale europea della cultura 2021 e che ci andrò in vacanza. Voglio vedere dal vivo l’altarino, e la ragazza di cui non ricordo il nome, ma che conosceva Milinkovic.

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