C’è un po’ di follia in tutto quello che è ruotato attorno a Milan-Lazio. Non quella che ci piace, ad essere onesti, ma quella che ti porta a dover scegliere tra Durmisi e Patric per cambiare la partita. Una cosa da brividi. Così come gli avvenimenti del post-partita, di cui la colpa è un po’ di tutti e alla fine di nessuno. Ma andiamo con ordine partendo dalla fine.
Le scuse
Iniziamo dal caso Kessie-Bakayoko: i due milanisti hanno esposto la maglia di Acerbi come un trofeo di caccia sotto la curva, storia arcinota, per poi doversi scusare sotto minaccia di lesioni fisiche da parte di Gattuso.
“Dovevate prendere quella di Durmisi, idioti!”
L’allenatore rossonero è stato uno dei pochi a defilarsi immediatamente dalla vicenda, un chiaro sintomo che a volte essere terra-terra (nel senso più buono e affettuoso possibile, Rino ti vogliamo bene e non venire a suonarci sotto casa per favore) ti renda più vicino alla realtà delle cose. Perché se da un lato Gattuso ha fin da subito ammesso l’errore dei suoi, dispiacendosi per il gesto un millisecondo dopo l’accaduto, dall’altro la sua stessa Società avrebbe fatto meglio a tacere piuttosto che far uscire un comunicato completamente folle.
Perché le scuse?
Folle, secondo noi, è anche pensare che esistano delle squadre penalizzate dal VAR. Insomma, dopo la scorsa stagione in casa Lazio tutto si può pensare meno di aver perso la Champions League per mano degli arbitri. Certo il Milan quest’anno ne ha subite delle belle e in effetti il clima creato da Leonardo e soci nella settimana di Milan-Lazio è perfettamente comprensibile, ripensandoci i rossoneri hanno fatto benissimo a chiedere rispetto!
Una squadra storicamente poco fortunata dal punto di vista arbitrale.
Quindi pensiamo che la pressione che tutto San Siro ha fatto gravare su Rocchi, e la tensione dopo la partita, non sia in alcun modo conseguenza delle dichiarazioni un po’ ridicole antecedenti la gara. Ecco allora che il Milan non può avere colpe, il gesto di Kessie e Bakayoko è innocuo e il comunicato della Società è completamente folle! Non avrebbero dovuto far uscire alcun comunicato, è ovvio.
L’attacco
Dopo tutto quello che è successo i rossoneri avrebbero dovuto indignarsi. Che cos’è tutto questo astio nei confronti di una maglia esposta? Tutta l’Italia calcistica deve essere impazzita, e poi Rocchi ha arbitrato benissimo, non scherziamo. Il VAR su Milinkovic? Non andava consultato, ma conoscete il regolamento?
Ci deve essere chiaro ed evidente errore, ignoranti.
Fossimo stati nei panni dei tifosi rossoneri saremmo veramente incazzati. Anzi, lo siamo anche da laziali. Perdonateci, ma questo è troppo. Chiedere al Milan di far uscire una nota di scuse dopo tutto quello che hanno subito è da veri insensibili, da persone con un bidone dell’immondizia al posto del cuore. Sapete che c’è? Il comunicato che avrebbe dovuto scrivere il Milan, lo facciamo noi:
“AC Milan intende ricostruire i fatti successivi all’incontro della 32ma giornata di campionato fra Milan e Lazio ed esprimere qualche precisazione. I giocatori rossoneri, a fine partita, si sono recati sotto la curva Sud dello stadio di San Siro per salutare il pubblico. Dopo una vittoria è consuetudine si avvicinino agli spalti per mostrare i trofei di guerra, mica siamo signorine. Ieri sera, Tiémoué Bakayoko ha esposto la maglia di Francesco Acerbi avendogliela poco prima strappata in una lotta feroce e all’ultimo sangue. Lo scalpo del 33 laziale è stato mostrato per pochi secondi (insieme al compagno di lotta Franck Kessie) e questo non va bene. Da contratto la curva aveva il diritto di ricevere in premio il trofeo e di usarlo a piacimento, sia con finalità di scherno che con intenti aggressivi o anti-sportivi. Questa innocente e ingenua risposta allo scambio poco amichevole di tweet con Acerbi – nei giorni che avevano preceduto la gara – non ci piace. Lo dimostra la dinamica di quanto avvenuto, le espressioni dei giocatori, la totale assenza di fischi o di altri elementi negativi. Persino a teatro si fatica ad assistere a scempi del genere. Del dispiacere personale di Francesco Acerbi ce ne freghiamo, sia Tiémoué che Franck si sono pubblicamente scusati con lui e ora ne pagheranno le conseguenze. Purtroppo il Direttore Sportivo della Lazio, Igli Tare, a fine gara ha dichiarato che si è trattato di “solo di un gesto innocente e non di scherno”, questo ci addolora. Il Milan non è fondato su valori come rispetto (in campo e fuori) equità, e inclusione: Tiémoué e Franck non conoscono i nostri ideali, correggeremo il loro comportamento il prima possibile”.
P.S. (Siamo pazzi)
Ma non sentite puzza di marcio anche voi? È forte, faccio fatica a credere che possa provenire da quei pomodori in frigo solo da novembre. Il post Milan-Lazio è qualcosa di apparentemente incredibile che però trova facile spiegazione in tutto ciò che ci si porta dietro da anni. Questa cultura dell’arbitro che è in malafede/scarso/stronzo potrà pure avere solide radici (Jack O’Melly insegna) ma sta finendo per fagocitare tutto il resto. Non si parla più di tattica, di schemi, di quanto era bello Felipe Anderson, ma di Irrati, Rocchi e di quanto è brutto il VAR, causando un discreto stracciamento dei cosiddetti a chi, come a me che scrivo (nel caso non foste d’accordo col sottoscritto sfogate la vostra rabbia su di me e non su Laziocrazia, che poi mi licenziano) se ne vorrebbe fregare altamente di quelli in giacchetta gialla.
Capita quindi che, in questo clima da pazzi, la Lazio non faccia autocritica e per ogni mancanza scarichi il barile sugli arbitri, come se fosse Rocchi ad aver consigliato caldamente Durmisi&co a Tare.
Aspettate, e se fosse così?!? Quello ci odia.
Capita che Inzaghi venga visto come un “piagnone” invece che come un grande allenatore, quale è, e che una Società gloriosa e a dir poco influente politicamente (nel calcio e non) come il Milan pensi di essere in qualche modo ostacolata creando quell’atmosfera rancida in cui si giocava sabato a San Siro. Perché? Poi con l’aria viziata che tira non stupiamoci se qualcuno sputa dagli spalti verso l’allenatore avversario, se Kessie e Bakayoko fanno la porcata che fanno e se il Milan stesso invece di chiedere scusa in ginocchio per quello che è successo si metta a comporre supercazzole poco divertenti.
È vero che la polemica arbitrale ha sempre fatto parte del calcio, ma ormai abbiamo superato il limite che è la puzza di marcio dei miei pomodori nel frigo. Non era facile.





