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Come sarebbe il mondo se Caicedo e Patric non segnassero solo negli allenamenti

Ogni giorno, a Roma, un Laziale si sveglia e sa che vedrà storie bellissime su Instagram. Allenamenti, skills da manicomio, fiumi di goal e duro lavoro condito con qualche risata. Sono gli allenamenti della S.S. Lazio, la squadra del cuore.

Ma ciò che ruba l’occhio, destando anche qualche perplessità tra i tifosi, sono le gesta di due underdog: Felipe “El Panteron” Caicedo e Patric “tutta tigna” Gabarron. Ebbene sì, nonostante l’incredulità di molti, possiamo sbizzarrirci tra le molteplicità di gol segnati dai due funamboli delle partitelle in allenamento. Recita un antico adagio di un certo Muhammad Ali: “Ho odiato ogni minuto di allenamento, ma mi dicevo: non rinunciare. Soffri ora e vivrai il resto della tua vita come un campione”.

Questa frase va ad evidenziare come un buon allenamento dia ottimi risultati nella partita domenicale ma, purtroppo, forse per un sortilegio o per un po’ di sfortuna, per i nostri eroi ciò non sembra valere. Quindi, ci è balenato nella testa un dubbio, un miraggio, un sogno: ma come sarebbe il mondo se Caicedo e Patric segnassero come nelle partitelle a Formello?

 Scenario a)

Salisburgo Lazio 12 aprile 2018. È “la notte delle streghe” e la Lazio sta perdendo 4 a 1. Al gol di immobile, gli austriaci rispondono con un uno-due che manderebbe al tappeto chiunque. Con un po’ di fortuna e una pressione indemoniata, sostenuta da uno stadio stracolmo, tra il 72’ e il 76’ il Salisburgo ne fa 3 e vede la qualificazione ormai vicina. Inzaghi si gira verso i giocatori che si scaldano e con un cenno chiama a sé il monolite color ebano venuto dal sudamerica. La pantera Caicedo. Lazio a trazione anteriore, 4-2-4 spregiudicato con davanti Immobile e l’ecuadoregno sostenuti da Luis Alberto e Felipetto “ma oggi je va?” Anderson. La scelta non sembra pagare, ma all’ 86’ Caicedo – imbeccato da un filtrante di Alberto – copre la palla dal ritorno di Ramalho e liberandosi con una spallata del difensore (vedere per credere le molteplici IG stories), infila un sinistro a incrociare che prima sbatte sul palo e poi fa esultare i 1500 tifosi accorsi per sostenere la propria squadra.

Approdati in semifinale, i biancocelesti arrivano passeggiando in finale grazie ad un pirotecnico 3-2 casalingo, con gol di Patric nel finale, a cui provano a rispondere i transalpini con una rimonta interrotta dalla doppietta, ovviamente, di Caicedo.

Forse, abbiamo esagerato.

Scenario b)

Lazio Atalanta 6 maggio 2018.  “Il colpo del KO”. La Lazio arriva all’Olimpico con un potenziale match-point per la Champions. Reduci da una vittoria in trasferta, gli 11 di Inzaghi devono vedersela con una brutta tegola: Ciro immobile è rimasto bloccato sulla Salerno–Reggio Calabria dopo una gita premio e non riuscirà a essere del match. Le speranze di tifosi e compagni si affievoliscono e sarà il Panteron a partire titolare. Le speranze calano ancora e la Dea passa in vantaggio grazie alla sforbiciata di Barrow.

Piove sul bagnato: uno scoordinato tackle di Masiello prende in pieno le delicate caviglie di Luis Alberto, fino a quel momento migliore in campo. Entra Felipe Anderson ma il canovaccio non cambia, la Lazio sembra stanca e il risultato non si schioda.

Simoncino pensa di dare uno scossone mettendo lo Zac Efron spagnolo come ultima speranza: scende in campo Patric. Allo stadio qualcuno mugugna retoricamente:

“Ma potemo anna in Champions co’ Patric?!”

e via discorrendo. Tuttavia, il biondo spagnolo sa che le marcature a uomo dell’Atalanta sono un’arma a doppio taglio. Imbeccato da un passaggio di Anderson, su palla recuperata da un gladiatorio Leiva, Patric fa un taglio interno: Gosens viene distratto da uno starnuto di Parolo e Masiello si perde Patric perché impegnato a raddoppiare su Caicedo (giustamente aggiungerei). Lo spagnolo stoppa, guarda negli occhi Berisha, si alza il colletto e grida Au revoir. Bomba infuocata nel centro dello stomaco e gol. La Lazio pareggia quando nessuno ci credeva più.

L’Atalanta reagisce rabbiosa, non ci sta. Ma le gambe non girano, Wallace sta mangiando vivo il Papu e Zapata l’indomani avrà un esame ed è dovuto scappare. Dopo 5 minuti di recupero, Banti fischia la fine. L’Olimpico esplode. Alla Lazio serve un punto tra Crotone e Inter per andare in Champions, formalità che viene chiusa in Calabria, con un 4-1 perentorio, grazie a una doppietta, ovviamente, di Caicedo.

Purtroppo, sappiamo che non è andata proprio così e che i sogni europei della Lazio si sono infranti sul pallonetto sghembo di Caicedo a Crotone e nella scivolata Efialte Style di de Vrij su Icardi. Chissà se, in un futuro non lontano, questi due uomini spogliatoio riescano a dare quello che danno in allenamento anche in partita. Diamogli fiducia, non li torturiamo sui social e magari, anche senza doppiette incredibili, riusciranno a dare il loro contributo.

 

A cura di Gabriele Ghirotti

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