Luis Alberto va capito.
Luis Alberto va capito.
Luis Alberto è una scintilla che si accende, poi si rispegne, poi è debole e infine esplode con un boato, lo stesso dell’Olimpico quando ha segnato contro il Parma. Un gol che sa di liberazione, un gol atteso, cercato, esploso. Ma quello di Luis Alberto non è un gol come un altro: in quel tiro sono esplosi tutti i suoi sentimenti, tutto ciò che ha provato quest’anno tra critiche e difficoltà di rendimento. In quel gol c’era tutta la Lazio, una stagione difficile, a singhiozzi, come Luis Alberto.
Tralasciando il rigore calciato con una miccia che quasi si spegneva Luis Alberto ha esploso un tiro anch’esso quasi spento, timido come lui, timido ma deciso, sempre come lui. La Lazio ha costruito un’azione alla Luis Alberto con tutti tocchi (la maggior parte di prima) veloci, rapidi, decisi, partiti dalla difesa e conclusi con scambi al limite dell’area fino al tocco finale di Correa che ha appoggiato allo spagnolo un pallone che chiedeva solamente di essere calciato verso la porta. E lui lo ha fatto, come da copione, come Luis Alberto può fare se vuole.
Il gol di Luis Alberto va capito. Luis Alberto stesso va capito. Quindi per chi volesse continuare a capire il gol di Luis Alberto deve obbligatoriamente fare un passaggio in più, non di Luis Alberto ma su Luis Alberto questa volta.
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