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Ciro, il Motore Immobile

In principio era la Lazio, la Lazio era presso Ciro, e la Lazio era Ciro.

La partita di ieri, pareggiata dai biancocelesti sul campo della Fiorentina, ci ha fatto capire una cosa che probabilmente era già nota ai molti: Ciro Immobile è il bello ed il cattivo tempo di questa squadra. La croce e la delizia, se vogliamo. Nessun altro giocatore, più di lui, è determinante ai fini dei risultati sportivi della compagine di Inzaghi. D’altronde, essendo lui il terminale offensivo e passando da lui magna pars dei gol della Lazio, non potrebbe essere altrimenti. Se lo scorso anno ci siamo qualificati in Champions (ah già, la maledetta differenza reti. Ah già, il maledetto de Vrij) è stato grazie a lui e ad i suoi 29 gol in campionato. Alla stessa stregua, se mai dovesse essere raggiunto l’obiettivo quest’anno, sarà quasi sicuramente grazie al suo apporto offensivo. Quindi Ciro, qualche gol in più se ti va non guasterebbe. Ok?

Nessuno è come lui, nessun altro in rosa è così determinante. Motivazioni che ci hanno spinto a ritenere che: Ciro Immobile è la Lazio. E visto che ogni tanto ci piace avere un approccio filosofico, diciamo pure che il numero 17 della Lazio è il nostro Motore Immobile.

 

Aristotele ed il Motore (Ciro) Immobile

 

Il filosofo greco è stato anche uno dei primi fisici della storia: egli immaginava il mondo come composto da sfere concentriche. Al centro di questo sistema geocentrico vi è un Motore Immobile equiparabile alla nostra idea di Dio. L’espressione “Motore Immobile” è un paradosso, un ossimoro, come può un motore essere fermo? Semplicemente il Motore Immobile è la causa prima delle cose del mondo, è ciò che tutto muove restando immutabile. Un atto puro, sempre in divenire, rappresentazione eterna della perfezione. Dall’alto della sua perfezione, della sua superiorità rispetto a tutto il resto, egli se ne sta lì al centro del sistema a muovere le cose ed i fatti che avvengono negli altri cerchi. Come un ballerino che prende per i fianchi una donna, e la conduce sulle note di un lento.

Sì, ma… Ciro?

 

 

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Avanti Lazio mai mollare! @official_sslazio #forzalaziocarica @adidasita

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Non stiamo dicendo che Ciro sia Dio, la blasfemia lasciamola ad altri. Stiamo dicendo però che se la Lazio è un sistema composto da tante pedine, Ciro è sicuramente il suo Motore Immobile. Che poi il paradosso è anche doppio in questo caso, visto che “Immobile” non è solo la peculiarità del Motore, ma anche il cognome di colui che rappresenta il Motore.

La gara del Franchi è un po’ l’emblema di tutto questo: suo l’eurogol che ha sbloccato la gara dando l’illusione della vittoria, sue le altre occasioni non sfruttate al meglio (Terracciano abbastanza sugli scudi però, eh) per poter chiudere la gara ed i giochi. La Champions ora è più lontana, l’obiettivo è in salita e la Lazio per raggiungerla ha bisogno dei gol del suo Ciro. Ha bisogno della sapienza del suo Motore Immobile: colui che tutto muove, colui che tutto genera e determina, l’unico che può cambiare il destino della Lazio di Simone Inzaghi.

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