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Chi è più infame tra de Vrij e Candreva?

La verità è che le cose vanno talmente tanto bene, in casa Lazio, che ai tifosi non resta che dedicarsi alle nugae. Il termine latino lega la sua notorietà al poeta Catullo, e sta a significare – letteralmente – “cose da poco”; “facezie”; “bagattelle”. Bagattelle è un termine più complicato di nugae, ma va bé, Treccani docet.

Dicevamo. Orma che tutto va meravigliosamente bene, che non ci sono più i Wallace ed i Mauricio di turno a mandarci di traverso il pranzo della domenica, possiamo dedicarci a ste benedette nugae.

Ed è di frivolezze che ultimamente si parla sul nostro clan. La Lazio ha vinto contro l’Inter, ottimo, ma ormai c’è ben poco da dire, siamo in lotta per lo scudetto e ci proveremo fino alla fine. Piuttosto, si chiedono i nostri lettori, ma perché Candreva dovrebbe essere meno infame di de Vrij? Ma soprattutto, chi vince la palma dell’infame degli infami?

Il quesito, quasi marzulliano, è stato lanciato da Massimiliano Venturi: “A me comunque mi dovete spiegare il diverso trattamento tra l’olandese sallucchione e l’uomo dai no-look inutili.
Il secondo è solamente poco meno infame del primo….
Il 2015/16 io non me lo scordo “
. Parafrasi: ok de Vrij, ma Candreva è un infamone mica da meno. Da qui si è generata una lunga disqusizione infamo-letterale.

Il primo a rilanciare è Mattia Di Luca, che non ha dubbi, “Candreva in confronto a de Vrij è Bigiarelli”. Insomma, Candreva assolto dai suoi presunti peccati, de Vrij alla gogna.

Dello stesso avviso è Sballeit Andrea, che però sviscera: “Candreva fece 10 gol in una stagione pessima e demotivante per tutti, è stato venduto a 20 milioni. De vrij ha pugnalato alle spalle i compagni in un anno entusiasmante, si è rifiutato per anni di rinnovare arrivando a scadenza e permettendosi anche di mandare a puttane un’intera stagione contro la sua nuova squadra. Trova le differenze”.

Andrea Fantini chiosa: “Eroe del 26 maggio”.

Daniele Mugeri, che non lascia nulla al caso, compone un sonetto e spiega passo per passo perché Candreva non è nulla confronto all’olandese:

“Arriva sommerso dai fischi come ruota di scorta.

Arriva da eroe dopo un mondiale da protagonista

Si prende la Lazio a suon di prestazioni e gol meravigliosi

Inizia male, poi ingrana

26 maggio

Nelle partite fondamentali spesso commette errori

Va via dopo che gli viene rifiutata la fascia di capitano per darla a chi non la voleva (solo per non aumentargli l’ingaggio) capendo così la mancanza di ambizioni della società. Demotivato gioca comunque una stagione ai suoi livelli, nonostante il disastroso campionato generale.

Perde un anno intero per infortunio, quando rientra dice di voler rinnovare il contratto ma non lo fa, la sua prestazione all’ultima giornata di campionato contro la sua futura squadra ci fa perdere la qualificazione in Champions.

Giusto.leggermente.meno.infame”.

E poi c’è Graziano Pierluigi Pietrantuono, con una fatality: “Diciamo che candreva si è comportato male come tanti altri, invece De Vrij si è comportato male male male male. Personalmente non lo accoglierei come conceicao o simeone, ma nemmeno lo posso paragonare minimamente a De Vrij”.

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Candreva Haters

Ma non è tutto oro quel che luccica, e non lo diciamo solo in relazione ai cross imbarazzanti – oh, ce lo ricordavamo mejo – che Candreva ha messo in luce in Lazio-Inter. Ma anche perché non tutti la pensano come le persone di cui sopra, anche Candreva annovera parecchi haters tra i laziocratici.

Il capo branco è sicuramente Massimiliano Venturi che ha aperto la discussione e di tanto in tanto è intervenuto per raddrizzare il tiro della sua posizione: “La fascia era la mia e visto che non me l’avete data faccio e gioco come dico io gne gne gne”
Per non parlare della farsa di Lazio-Napoli dove chiede il cambio a metà primo tempo e non si era fatto niente di niente”
; “Fu venduto a 20 mln perché aveva un contratto lungo e sereno. Tu sei certo che fosse successa la stessa cosa con un contratto in scadenza si sarebbe comportato in maniera diversa da De Vrij? Mhhhhhhhh”; ” Ma infatti l’olandese non è migliore, ma neanche a far passare Candreva per un benefattore della Lazio”.

Ma per sua fortuna non è il solo. Emanuele Di Monaco gli accorre in aiuto: “Ricordo un Lazio Chievo, contropiede potenzialmente pericoloso per noi, si ferma sulla linea del fallo laterale per allacciarsi lo scarpino, durante il contropiede col compagno che correva col pallone al suo fianco. E qui mi taccio”. E addirittura c’è chi, come Andrea Drew De Santis, assolve de Vrij: “Opinione impopolare: de vrij nella stagione che ci ha lasciato è stato un professionista fino alla fine. Il rigore è stato un episodio non penso lo avesse fatto appositamente”.

Alla fine della fiera possiamo dire, come spesso succede nelle questioni della vita, che è difficile dire chi abbia ragione e chi abbia torto. Una stessa cosa, d’altronde, può essere vista da molteplici punti di vista. Ma un paio di verità, noi staff di Laziocrazia vogliamo dirvele dall’alto della nostra arroganza e supponenza:

  1. Candreva e de Vrij stanno bene dove stanno. Si va avanti, e probabilmente nessuno dei due meritava questa maglia.
  2. Sono solo nugae, raga. Ma che ce frega? Andiamo a Genova, andiamo a sognare, andiamo a vincere.

Vincere cosa? Noi non lo diciamo, non vogliamo portare sfiga. Ma lo facciamo dire a qualcun’altro:

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