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Che fine ha fatto Modibo Diakitè?

Quando pensiamo alla maglia numero 21 della Lazio il primo nome che ci viene in mente è ovviamente: Modibo Diakitè. Qualcuno stava per dire Milinkovic? 

Il Francese classe ‘87 inizia la sua carriera in Italia grazie alla primavera della Sampdoria, ma sarà il Pescara di Sarri a farlo esordire tra i professionisti durante la partita persa per 3-0 contro il Catania. Quella sarà la sua unica partita con la squadra Abruzzese (da quel momento Sarri divenne un accanito fumatore).

Fin da subito mise in mostra le sue qualità: follia omicida, falciare qualsiasi cosa nei pressi dell’area di rigore, far volare le gambe agli avversari, andatura dinoccolata e terribili errori di concentrazione.  Caratteristiche che non possono sfuggire alla Lazio che nella stagione 2006-2007 decide dunque di acquistarlo. I primi anni a Roma non iniziano nei migliori dei modi, complice anche la sfortuna che lo costringe a restare fuori un anno a causa di una frattura alla tibia. Con il passare degli anni pian piano Modibone inizia ad entrare nel cuore dei tifosi che, dietro a quei suoi movimenti scoordinati e agli evidenti limiti tecnici, iniziano a intravedere e ad apprezzarne la grinta e l’impegno. E poi non dimentichiamoci che Diakitè in biancoceleste ha vinto la Supercoppa Italiana a Pechino contro l’Inter ( tra l’altro giocando da titolare) e che è uno di quei giocatori presenti ma non troppo ad aver vinto la Coppa Italia contro la Roma.

Supercoppa Italiana 2009/2010

Pubblicato da Modibo Diakitè su Mercoledì 30 novembre 2011

Un susseguirsi di maglie

Tra la Lazio e Modibo Diakitè finisce nel peggiore dei modi: dopo un lungo periodo fuori rosa a causa del mancato rinnovo (e qualche macchina incendiata), si trasferisce nel giugno del 2013 al Sunderland. La parentesi inglese dura soltanto fino al mercato invernale quando farà il suo ritorno in Italia vestendo la maglia della Fiorentina.

L’avventura in viola, però, non dura molto tempo, nel Settembre del 2014 infatti si trasferisce al Deportivo La Coruna  esordendo con una – tranquillissima- sconfitta per  8-2 contro il  Real Madrid. I danni dopo quella sconfitta furono permanenti. Da quella partita infatti, Diakitè ne uscì talmente tanto confuso da non saper più distinguere, ancora oggi, neanche lui se il suo vero nome sia Mobido o Modibo. Preso dai sensi di colpa e dalla troppa vergogna, rescinderà il suo contratto con la squadra Spagnola dopo aver collezionato soltanto 3 presenze. Ma comunque sufficienti per creare più danni di Wallace nella Lazio.

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A questo punto entra in gioco il Cagliari che nel Gennaio del 2015, ormai stanco di aver partecipato a 11 campionati consecutivi in serie A, decide di farla finita e tornare finalmente in serie B. Per questo motivo ingaggia Diakitè, il quale contribuisce con tutto se stesso al raggiungimento dell’obiettivo. A Luglio dello stesso anno passa al Frosinone ed è qui che finalmente esplode tutto il suo talento.

Se qualcuno ha veramente creduto a questa idiozia merita di trovarsi Caicedo sotto la doccia.

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Nel 2016 Massimo Ferrero, forse sotto l’uso di qualche strana sostanza, decide di acquistarlo a titolo definitivo. In un anno con la Sampdoria collezionerà soltanto 8 presenze e 1 solo gol (vittoria). Che lo abbiamo già detto che era contro la Lazio?. Finiscono così, da dove tutto era iniziato, le varie avventure di Modibo in serie A.

Cosa fa oggi Modibo Diakitè?

Quando tutto sembrava esser perduto  e il destino condurre verso una lunga vita come buttafuori, il 16 gennaio del 2017 una nuova opportunità nel mondo del calcio bussa alla porta del roccioso difensore Francese: la Ternana che in quell’anno militava in serie B.

Visto che sembrate abbastanza ansiosi di scoprire che fine ha fatto il nostro Diakitè vi comunichiamo che attualmente gioca ancora nella Ternana, ( dopo aver intervallato una breve esperienza al Bari), anche se con un downgrade davvero non invidiabile, visto che oggi si trova a competere in serie C.

L’avventura con i rosso-verdi però non è, e forse non è mai stata, del tutto idilliaca come potrebbe sembrare, soprattutto agli inizi quando erano più le partite viste dalla panchina e dalla tribuna che quelle giocate in campo. Eccezion fatta per il periodo sotto la guida di mister Liverani con il quale gioca sempre titolare risultando addirittura fondamentale per il raggiungimento della salvezza.

Giuro che questa volta è vero, quindi non abbiate timore di trovarvi Caicedo sotto la doccia.

Tornato dall’esperienza al Bari, con De Canio in panchina, vive la sua peggior stagione finendo fuori rosa per problemi disciplinari.

Ad oggi la situazione non sembra esser cambiata di molto. Infatti, nonostante sulla carta sia ancora un giocatore della Ternana è fuori dal progetto tecnico del neo allenatore Fabio Gallo e le zero amichevoli disputate durante il precampionato ne sono solo una conferma. Chissà, magari un segno del destino. Magari si rilancerà in rossoverde fino a tornare in Serie A da protagonista.

O magari no. No, non direi.

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Articolo a cura di Martina Pietronzini

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