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I cento giorni della Lazio

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100 giorni circa alla fine del campionato e i giocatori biancocelesti al posto di festeggiare questa tradizione andando a Ladispoli o nella “baita di uno zio” che nessuno ha mai incontrato, si ritrovano sul treno alla volta di Napoli. Come in ogni gita che si rispetti, vi sono tutte le componenti primarie:

1. Il 4 in condotta

Il 4 in condotta è forse fra gli stereotipi più presenti nelle scuole italiane: durante l’anno è di malumore, non risponde e non porta buoni risultati. Prima della gita viene escluso a priori per evitare che arrivi a Napoli con la maglia con su scritto “siete tutti terroni”. Quest’anno, lo scettro viene passato da Keita a Felipe Anderson, rimasto solo ad allenarsi, tra un Despacito e un bianco e nero.

2. Il bomber

Il bomber è quello su cui tutti puntano, quello che da un momento all’altro cambia la serata. Soprattutto a Napoli, il bomber non può non essere Ciro Immobile. Tutti sanno che può fare la differenza in campo e fuori: dopotutto che faccia un gol o un piatto alla moglie Jessica, tutti sanno che è in grado di fare cose magnifiche.

Oh Romeo Romeo perché sei tu Romeo!? ❤

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3. L’assente

L’assente ha una tattica tutta sua. Lui non cerca le presenze né i voti alti, cerca solo di esserci nelle foto per dimostrare di essere stato lì. Ecco a voi Vargic (chi?). Per chi se lo fosse dimenticato, Strakosha non è l’unico portiere della Lazio vista la presenza del Primavera Guerrieri e di Vargic. A lui dovrebbero dedicare serate intere gli Angela. Come fa ad apparire in tutte le foto? Come fa ad essere sempre sorridente anche se vive in panchina in casa e in trasferta? Mistero.

😁 We’re off to Naples! #NapoliLazio 🚆

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4. Il secchione

Il secchione in gita si fa gli affari suoi, niente social, niente sorrisi, testa sui libri e mai sui divertimenti. Viene costantemente preso in giro ed è per questo che la Lazio non porta in gita nessun secchione. Se dovessimo togliere il Wi-Fi sul treno più che l’arrembaggio sui libri vedremmo l’arrembaggio fuori dal treno. Verrebbe sciolto il mastino Patric che partirebbe alla volta dei bar di #Napoli2k18 per il Wi-Fi.

5. Il/i ripetente/i

Il ripetente è una figura ambigua. Ha fatto più volte la gita così come l’anno scolastico. Può essere scontroso o il simpaticone che preferisce ripetere più volte piuttosto che abbandonare i suoi pupilli. Marco Parolo e Stefan Radu affrontano la trasferta di Napoli come fosse la prima volta piuttosto che la trentesima. Probabilmente non vogliono neanche rammentare le ultime trasferte in sbornia totale.

6. Il mago

Il mago è quella figura che nelle classi inventa: ora di buco? Risiko, ora di assemblea? Tressette, due giorni di ponte? Riccione con scalo a Rho. Ha la fiducia della classe intera e senza di lui non si inventa. Luis Alberto si prospetta come il mago della Lazio per l’ennesima volta. Ultimamente, piuttosto che progettare capodanno ad Amsterdam e a pianificare l’estate fra le isole greche sembra essersi accontentato di Pasqua e Pasquetta a Campobasso.

7. Exchange student

Non tutte le classi hanno avuto l’opportunità di stare in classe con un exchange student, il primo ed unico anno con la classe lo svolge cercando l’avventura e i sabati alternativi. In gita sembra extraterrestre, è realmente interessato e non cerca neanche il pub migliore per rimorchiare. Nani fa il suo ingresso a Napoli con l’incertezza di un sedicenne a Budapest e la conoscenza di un maestro di Lego.

8. The bodyguard

Chi ci sarà quando Basta sverrà sul bancone? Chi ci sarà quando le ragazze si saranno lasciate con i loro fidanzati? Chi ci sarà a proteggere i suoi compagni dagli studenti ospitanti? Chi lascerà il posto alla preside sull’autobus? Ladies and gentlemen: Milinkovic-Savic. Tornato dopo una sfida da diffidato dovrà dimostrare di essere ancora lui, il difensore della Lazio.

9. L’equilibrista

La figura in questione è sempre difficile da interpretare: per non prendere parte si schiera sempre nel mezzo, sa fare bene il suo lavoro ed è molto umile nell’affrontarlo. Non chiedetegli di fare serata a “sbocciare” perché Lucas Leiva vi risponderà che preferirà stare con la sua famiglia a sorseggiare tè. La domenica contrasta, il lunedì fra la casta.

10. Il professore d’arte

Il professore d’arte è quello che si diverte più dello studente, quello che cerca di insegnare su un piano più alto rispetto a quello dei banchi di scuola. Il professore d’arte è un emblema della scuola italiana. È il rivoluzionario ma soprattutto l’amico e il confidente. Simone Inzaghi se non fosse diventato allenatore sarebbe sicuramente diventato professore d’arte. A Napoli c’è una sfida più importante rispetto a quella del “provola” ma lo spirito è lo stesso.

Comunque vada, le gite ci regalano sempre più esperienza, nuovi amori e nuovi ricordi ma soprattutto ci vedono diversi, ogni volta con nuovi occhi e meno infortuni. Quindi che voi siate il bomber o il mago, il ripetente o il professore l’importante è poter dire di aver fatto la storia.

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