I capitani di Ventura, nel basso medioevo, erano i comandanti delle compagnie private di mercenari che combattevano appunto nelle compagnie di Ventura. Ma noi siamo nel 2017 e l’unica compagnia di Ventura che conosciamo è la Nazionale italiana di calcio e Ventura è il ct Giampiero Ventura che tra poco dovrà affrontare la più importante delle spedizioni: il doppio playoff contro la Svezia valevole per l’accesso al Mondiale di Russia 2018. La posta in palio non sarà la contesa di un comune italiano tra il papato e le signorie locali, su questo siamo d’accordo, ma… insomma, il Mondiale! Quando gli esponenti della Figc dicono che ‘non andare al Mondiale sarebbe una tragedia‘ dicono bene. Ve la immaginate un’estate senza quelle notti dove ogni città del paese diventa un unico corpo azzurro, coinvolto emotivamente verso un desiderio comune? Un’estate senza quella fretta di andar via dalla spiaggia perché c’è la partita? Un’estate dove tutti si scervellano per cercare un luogo dove vedere la partita con tutti gli amici del gruppo? Eh si, perché infondo è questo il bello del Mondiale: Unisce, ci fa sentire un tutt’uno, ci rende empatici e solidali. Ci fa venir voglia di essere italiani, di stringerci, di abbracciarci.
Casata da Formello
Dunque, abbiamo capito che la posta in gioco è alta, ecco perché mister Ventura avrà bisogno degli uomini migliori per questa guerra che si deciderà nelle battaglie di Stoccolma e di Milano. Ed a proposito di uomini migliori, ce ne sono due che stanno facendo piuttosto bene nella loro casata (quella della Lazio), parliamo di Ciro Immobile e Marco Parolo, della famiglia degli Inzaghi.
Ciro Immobile e Marco Parolo. Due giocatori legati da una maglia, quella con l’aquila sul petto che ormai portano con fierezza. Infatti i due sono ormai tra i simboli della Lazio, hanno dimostrato un attaccamento tale da diventare i due capitani disegnati in caso di assenza di Lulic. Si sono probabilmente innamorati della Lazio nel corso della loro permanenza all’ombra del Colosseo, ma soprattutto i tifosi della Lazio si sono innamorati di loro due.
Pilastri
Ma ci pensate ad una Lazio senza Immobile e Parolo? Noi proprio no: tralasciando la componente affettiva sarebbero due assenza che si farebbero sentire sul piano tattico. Per quanto riguarda Immobile è facile da intuire: con 14 reti è il capocannoniere della seria A, è l’unico giocatore del campionato ad aver segnato di testa, di destro, di sinistro, su rigore, da fuori area. Qualcuno giura di averlo visto segnare in allenamento anche con il soffio e con la forza del pensiero. Tra assist e gol (20 complessivi) è al primo posto nella classifica di chi ha contributo a realizzare più gol tra i principali campionati europei. Sui 31 gol segnati dalla squadra di Inzaghi il 45,17% portano la sua firma ed ha dunque più di qualche merito se la Lazio si trova nelle zone alte della classifica. Ciro è in uno stato di grazia, “è il periodo migliore della mia carriera” ha affermato dopo Genoa-Lazio, difficile dargli torto. Se non fosse che è un capitano di Ventura, potrebbe benissimo ricoprire un altro ruolo medievale, potrebbe benissimo fare il Re di palazzo Formello. Lo chiameremmo Re Mida, perché tutto ciò che tocca lo trasforma in oro, cioè in gol.
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Parolo invece è il cuore del centrocampo della casata Lazio. Il classico giocatore che non spicca per la qualità delle giocate, ma piuttosto per la quantità, la corsa, i palloni rubati, l’intensità ed il cuore che ci mette. Una incessante fase di copertura coniugata ad un eccellente senso dell’inserimento e un buon tiro dalla distanza che gli consentono di apportare alla causa diversi gol nel corso della stagione.
E’ lui l’uomo imprescindibile per il centrocampo laziale. Non a caso tra i titolari è quello che rientra meno di tutti nel turnover, quest’anno ha saltato solamente una partita tra campionato ed Europa League, la trasferta di Genova in quanto doveva scontare un’espulsione rimediata nei minuti finali contro il Milan.
Lazionale italiana
Giocatori così non passano inosservati, ecco infatti che oltre ad essere l’oro di Simone, Immobile e Parolo stanno diventando anche l’oro di Giampiero. Alla stessa stregua di Inzaghi, anche il ct Ventura non sembra poter fare più a meno del duo biancoceleste: Immobile ha messo a segno 6 gol nel girone di qualificazione al Mondiale, tra i quali spicca la doppietta rifilata alla Macedonia che ha regalato agli azzurri i tre punti in rimonta nei minuti finali della gara. Il collega, Parolo, è diventato importante anche lui per la Nazionale grazie alla sua grinta, il suo fosforo, la sua corsa, il suo dinamismo. Caratteristiche che lo hanno reso un pezzo determinante per lo scacchiere azzurro, tanto che nel girone di qualificazione ha giocato la bellezza di sette partite per un totale di 524 minuti.
C’è una parte di tifosi italiani che mentre tiferanno la compagnia di Ventura avranno un chiodo fisso che non li terrà sereni. Quella parte di tifosi italiani sono quelli che tifano la Lazio. Chi tifa Lazio non può ignorare che pochi giorni dopo la spedizione ci sarà il derby della capitale. nel quale serviranno un Immobile ed un Parolo in grande forma.
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Abbiamo già visto la loro imprescindibilità e quanto siamo decisivi nelle autonomie del gioco biancoceleste. Se la spedizione di Stoccolma e Milano andasse male? Se ci rimettessero le penne i nostri due giocatori? Dubbi, tormenti che terranno svegli i laziali più passionali che attendono con ansia il giorno della stracittadina. Dubbi che terranno sveglio nemmeno Inzaghi, che nel frattempo starà cercando la sua scaramanzia perché in situazioni delicate come questa ci si appella un po’ a tutto, ma veramente a tutto.
Guerrieri
“Facciamo quello per cui siamo stati addestrati, per cui siamo stati cresciuti, per cui siamo nati. Niente prigionieri, nessuna pietà. Un inizio memorabile.”
Immobile e Parolo faranno parte della spedizione della compagnia di Ventura, ormai è deciso. Ai tifosi della Lazio non resta che tifare per loro e per la Nazionale intera, in Russia vogliamo esserci. Tutto è pronto, i due laziali sono in partenza, nessuna pietà, nessuna paura. Un inizio memorabile. Ah, se ci riuscite tornate tutti interi che la domenica c’è quell’appuntamento di cui abbiamo parlato prima, una cosetta che a Roma conta giusto qualcosa.
Articolo a cura di Giovanni Manco
