Cantami, o Diva, del pelide Irrati, l’ira funesta che infiniti addusse lutti ai laziali…
Oggi siamo talmente arrabbiati che cerchiamo aiuto da una Musa ispiratrice, per scrivere – con parsimonia e decoro – due righe su Lazio-Torino.
La Lazio pareggia, in casa contro il Torino, e butta all’aria due punti potenzialmente molto preziosi. Le colpe è bene sempre spartirle: la squadra qualcosa in più poteva farla ed i cambi di Inzaghi, forse, non sono stati così azzeccati. Ma c’è qualcos’altro che oggi ha attirato l’attenzione e la collera dei tifosi biancocelesti: l’arbitro Giacomelli. Ops, scusate, volevamo dire Irrati. Il direttore di gara si è reso autore di alcune scelte non proprio felici: manca il secondo giallo a Burdisso. No scusate, ad Izzo. Il calcio di rigore con cui il Torino è andato in vantaggio è stato – per così dire – molto generoso (Marusic tocca appena il capitano granata, Belotti, che si lascia cadere vistosamente). Il che ci porta a fare una vecchia considerazione: ma il Var, come si attua? Qualcosa, nel protocollo d’attuazione, proprio non funziona. Inoltre, per completare l’opera, il caro Irrati ha espulso Immobile, ehm Marusic, adottando un metro di giudizio forse troppo severo.
Questo articolo contiene molti errori, è vero, ma il fatto è che ci siamo molto confusi: questo Lazio-Torino ricorda vagamente quello di un anno fa. Scelte arbitrarie scellerate che hanno incanalato la gara verso binari sfavorevoli alla nostra causa. Peccato, ora la Roma si è avvicinata e lo potrebbe fare anche il Milan. Ma c’è comunque da essere contenti: l’anno solare si chiude qui, e si chiude con la Lazio al quarto posto. Tanti saluti a Jack O’Melly; Irrat O’Melly; ed a tutti i Melly che verranno.
