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Se i calciatori della Lazio fossero personaggi di Boris

Pensate alle due cose più belle che abbiamo qui in Italia. Escludendo ‘o sole, ‘o mare, la pizza e banalità simili. Facilissimo: la Lazio e Boris. Se non conoscete Boris non sapete cosa sia l’umorismo, c’è poco da fare. Se invece siete persone di cultura anche voi, allora conoscerete benissimo i personaggi della serie comedy all’italiana più bella di sempre. Ma avete mai pensato a quanto questi personaggi siano simili agli attuali giocatori della Lazio? Vi ci facciamo pensare noi.

 

Lucas Biglia – René Ferretti

Ora, sappiamo che nominare Biglia potrebbe infastidire molti. Ma fino a prova contraria Lucas è ancora nella rosa biancoceleste, e allora non può essere altri che René Ferretti, il regista della fiction Occhi del Cuore. René e Biglia sono identici: sono capaci, sono ambiziosi, sono stimati (più o meno), ma si ritrovano inevitabilmente a fare monnezza. Impossibile non notare quanto in questo momento per Biglia la Lazio sia Occhi del Cuore, mentre il Milan è evidentemente l’opportunità del Principito di girare il suo personale Medical Dimension. Anche se, chissà… Il club rossonero potrebbe rivelarsi essere invece Machiavelli.

Alessandro Murgia – Arianna Dell’Arti

Altra facile assonanza di ruoli: entrambi sono giovani allievi del regista, bravi e promettenti ma ancora acerbi. E chissà che non ci sia una storia d’amore con il Seppia della squadra, Marco Parolo.

Simone Inzaghi, Igli Tare e Claudio Lotito – Sergio Vannucci, Diego Lopez e il Dottor Cane

Eccolo qui il fantastico team manageriale che ha messo in piedi tutta la baracca. Inzaghi è Sergio il produttore che cerca di far quadrare i conti e tirare su una squadra vincente con quei due spicci che gli danno; Tare è Diego Lopez, il delegato della rete perennemente tra due fuochi, cioè tra il Dottor Cane (Lotito) e la troupe (la squadra); Lotito è il Dottor Cane perché nessuno dei giocatori sa che faccia abbia e tutti ne sono intimoriti, e anche perché probabilmente non ha così a cuore il progetto che finanzia.

Wesley Hoedt – Stanis La Rochelle

Hoedt e Stanis sono identici perché sono le star del loro gruppo. O almeno, credono di esserlo. Si sentono entrambi bellissimi e bravissimi, ma in realtà non li sopporta nessuno e vengono tenuti solo perché sono amati dalle over 60. Emblematica la frase Sei molto italiano che Wesley spesso utilizza nei confronti di de Vrij per tentare di umiliarlo.

Olympia – Boris

Beh, a questo ci potete arrivare pure da soli, su.

Marco Parolo – Lo stagista Alessandro

Eccolo qui, il puro della situazione. Il protagonista che non sa di esserlo. Occhi gonfi di sonno per il troppo lavoro sporco da svolgere dietro le quinte, faccia da bravo ragazzo, Parolo ha tutte le carte in regola per essere Alessandro, il protagonista della serie. Sembra che negli spogliatoi Hoedt lo prenda in giro chiamandolo Seppia. Hoedt non sta molto simpatico a nessuno.

Senad Lulic – Augusto Biascica

Certo, paragonare Senad ad un personaggio che chiama suo figlio Francesco Totti Biascica è quantomeno azzardato. Però hanno entrambi quell’aria rude, urlano in continuazione e se la prendono con chiunque passi loro accanto… E li mortanguerieri, ci sta. Si dice addirittura che anche Lulic stia ancora aspettando di ricevere gli straordinari d’aprile, quando gli hanno fatto interpretare quattro ruoli in una sola partita. Ecco come Senad accoglie tutti i nuovi acquisti della Lazio:

Keita Balde Diao – Cristina Avola Burkstaller, la fia de Mazinga

Chi altri poteva essere. Viziatello, si sente ‘sto cavolo ma se lo può permettere perché è er fio de Mazinga Calenda. Se ne andrà perché Parolo lo ha beccato che si fumava una canna negli spogliatoi e lo ha cacciato via, non sapendo che fosse un top player.

Felipe Anderson – Lorenzo, lo stagista schiavo

Felipetto quest’anno ha interpretato proprio questo ruolo, c’è poco da fare. Lui vorrebbe tanto curare la fotografia, e ogni tanto ci riesce pure. Ma poi torna inesorabilmente ad essere lo stagista schiavo dell’elettricista, costretto a farsi tutta la fascia destra avanti e indietro e a reprimere la propria creatività.

Ravel Morrison, Ricardo Kishna e Filip Djordjevic – Gli sceneggiatori

Un trio meravigliosamente inutile, che prende soldi per non fare un bel niente. A quanto pare ci sono loro dietro la misteriosa e intricata questione dei rinnovi dei top player, non si sa se per invidia o per semplice noia.

Luis Alberto – Glauco Benetti

Eccolo qua, il tizio inaspettato della situazione. Quello che a momenti neanche si sapeva che esistesse, anzi, si credeva che il suo ruolo fosse un altro: Glauco regista quando in realtà era un direttore della fotografia, Luis Alberto erede di Candreva quando in realtà era l’erede di se stesso. E quando meno te lo aspetti, entrambi sanno avere un lampo di genio, un guizzo di quell’estro che ti porta a salvare una partita a Genova. O a lanciare secchiate d’acqua a Corinna.

Patric – Nando Martellone, la linea comica

Se non la capite non ci amate abbastanza. Ecco una dimostrazione del perché Patricio Gabarrón Gil è la linea comica della Lazio.

🔥 Meravigliosamente Gabarròn ❤️

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