Cerchiamo di capirci, quello che è successo in questi giorni è GRAVE. GRAVISSIMO. Dopo quasi 4 anni (ce lo ricordano di continuo, perlopiù un po’ mesti, come si fa con gli idillii svaniti) la Lazio vince il derby, e per di più in semifinale di Coppa Italia (e la Coppa Italia è un po’ un fil rouge che collega le nostre vite, e le rende così dannatamente sante, a quella di Senad Lulic).
Questo genera nell’ordine:
- Il disallineamento dei pianeti
- La fine degli esopianeti, uno dei quali intitolato già da tempo a Paredes
- La riduzione in iconcina di secondo piano dell’imponente pala d’altare già dedicata a Fazio in ogni chiesa di Testaccio
- La morte di Fassbender in 300
Ma quel che è peggio, ha di fatto scardinato (facciamoci un esame di coscienza) tutte le nostre eterne ed ataviche consapevolezze sul COME BISOGNA COMPORTARSI DOPO UNA VITTORIA NEL DERBY, SOPRATTUTTO SE NON DEFINITIVA E TERRIBILE.
Allora: ci dobbiamo ancora ricascare tra le braccia del cardiologo nel derby di ritorno, nelle prime temperate giornate di aprile.
Questi sono i comportamenti da EVITARE ASSOLUTAMENTE, pena la trasformazione del karma positivo, la rinascita dei dinosauri (magari) e il posto da titolare per Vargic
Siate affamati, siate folli, ma soprattutto siate intransigenti con questi comportamenti, tipo così
perché è una questione di educazione, e l’educazione va impartita secondo uno schema di valori che è sopravvissuto a giorni e giorni di Kakuta. Che per inciso faceva queste cose, in un’altra vita
Non bisogna chiamarli PEPPERONI, RIOMMER, PEPERONICI, e qualsiasi altra deformazione il cervello abbia suggerito agli sciagurati Dantisti in erba che hanno creato questi termini.
Non li nominate proprio, se non con un generico “gli altri”, se siete anglofoni The Others, come quel bel film che ci ha terrorizzati anni fa oltre ogni dire.
Quando qualcuno li chiama così, potete tranquillamente guardargli così
Non siamo a Striscia la Notizia e non siamo il Gabibbo, pertanto cerchiamo di utilizzare un lessico che ci rispecchi, e non sia una contaminazione loro (che usano in maniera piuttosto trita il termine Lazie, denunciando una scarsa vena goliardica all’incirca ogni 10 minuti).
Non è il momento di parlare di CHAMPIONS.
Certo, lo abbiamo fatto anche noi, e continueremo a farlo, perché siamo quello che in romano si dice INGUARIBILI CRETINI. Dovrebbe essere nella Crusca, come terminologia. Comunque, non è necessario imitarci (Milinkocrazia sì, quello potete imitarlo quanto volete), soprattuttto quando indulgiamo in atteggiamenti molto simpa e poco credibili. Ecco, cerchiamo di essere credibili e di vivere alla giornata. Salviamoci dai sogni sciocchi, piuttosto tifiamo forte, speriamo tanto, e a bassa voce, tra di noi.
Per favore, non andate in giro a fare il segno di 2 con le dita. Posto che sono capacissimi di farcene 5 e rimandarci nell’oltretomba russo insieme a Rasputin, che ha la stessa faccia affamata di Milinkovic prima del match. Non è il nostro stile. Tanto vale metterci la tuta il giorno dopo una vittoria, allora.
Per favore, evitiamo anche di: scrivergli, rispondergli. Il coprifuoco che valeva prima del derby, vale pure ora. Ne abbiamo altri due da giocare, nel mentre loro possono pure perderle tutte, ma a noi interessa SOLO QUELLO CHE FA LA LAZIO. Se avete temo da perdere e voglia di divertirvi riguardate pure la parata di Reina in Roma-Napoli, ma solo per sfizio e sollazzo sine fidanzatam.
Per il resto, ricordatevi solo di: sorridere, parlare tra di noi con fare complice, e preparare l’ennesima imboscata alle rughe di Spalletti. Poi forse potremo farci sfuggire una parolina, veloce, rapida, tagliente, ma letale. Poi. Questo è il punto. E con lo stile da Laziale. Senza contaminazioni, senza becerate. Educa chi ti sta vicino. Fai il biglietto dell’Atac, e tramanda quello che è importante.
Se ti è piaciuto condividi. Se lo ritieni fortemente vero condividi e commenta.
Non alimentare la polemica con altri laziali, o con loro.
Non dividere, comanda e basta.
