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Per la rubrica La tua Lazio, ci scrivono direttamente dalla splendida città in cui è nata una delle storie d’amore più struggenti che si ricordino. Sì, la città in questione è Verona; sì, la storia d’amore in questione è ovviamente quella tra Sergio Pellissier e il Chievo. A scriverci è Giulio L., un ragazzo che ci vuole raccontare le impressioni di un laziale in terra veronese nel day after della qualificazione in finale di Coppa Italia.
Romeo ci saluta
Il bene vince.
Oggi qui sembra di aver saltato primavera ed estate tutte insieme ed essere arrivati all’autunno, tipo il Monopoli quando peschi la carta probabilità e fai 3 passi indietro (con tanti auguri).
E le persone hanno la tipica faccia imbronciata da inizio autunno, la pelle ormai tornata chiara, le vacanze estive e di Natale che sono lontane uguali.
E hanno ripreso i piumini dall’armadio, che pensavano non servissero più.
Io no, che mica lo metto via il piumino ad aprile, che so come funziona, aprile.
E io, tra di voi, come canta Battiato, sorrido.
E io, tra di voi, ho una gioia enorme dentro.
Tipo quando Goldrake a fine puntata sconfiggeva l’ennesimo mostro di Vega.
Tipo quando sei promosso in prima liceo e hai davanti a te l’estate, per davvero.
Che ieri sera ha vinto il bene.
Che se hai i colori del cielo puoi essere solo il bene.
Ieri sera ha vinto il bene, esultando con la lingua fuori davanti a capitan futuro, davanti a capitan smetto quando voglio, davanti a “i derby li vinciamo entrambi”, davanti al piagnina 2.0
Ieri sera ha vinto il bene, e anzi per l’enorme bontà gli ha fatto anche fare 3 goal, per la loro “remuntada” o “romantada” invece… “famo domani” come direbbe Il Freddo.
Qua sopra il Freddo in un momento di giubilo
“Per il mio bene non potevo fare altro che amarti”.
