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Ben Yedder: l’uomo nel mirino

“Chi?” – “Ma lo conoscete, dai, Ben Yedder” – ”Ah, quello bassetto, francese, attaccante del Siviglia?” – “Bravi sì, è lui”

“Con le ginocchia un po’ a punta?” – “Con le ginocchia a punta? Allora non è lui”.

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Siccome vi vediamo perplessi, lasciateci spiegare chi è realmente Wissam Ben Yedder. Intanto ci teniamo a rassicurarvi: le sue ginocchia sono normalissime.

I più attenti di voi sapranno che si tratta della minaccia numero uno del Siviglia. Attuale capocannoniere della squadra andalusa, Wissam ha già superato il record di gol segnati in una sola stagione con la maglia biancorossa, arrivando a quota 19 tra tutte le competizioni. E siamo solo a febbraio.

Ma andiamo con ordine: qual è la sua storia? Quali sono le sue caratteristiche tecniche? E perchè dobbiamo essere molto preoccupati?

La sua storia

Ben Yedder nasce come centrocampista offensivo, no. Un momento. Ben Yedder nasce come giocatore di Futsal (il modo figo di dire “calcetto”, chissà che vi stavate aspettando)

Bravino.

Esatto, bravino. Talmente tanto da aver esordito (con gol) anche in nazionale maggiore di Futsal, prima di dedicare totalmente la sua vita al calcio a 11. La chiamata del Tolosa lo getta nella mischia del calcio professionistico, ma le cose non vanno da subito alla grande.

Fuori dal campo Wissam si rende protagonista di qualche serata troppo alcolica finendo per essere squalificato per un anno dalla nazionale Under 21, mentre sul rettangolo verde è vittima di più di qualche equivoco tattico. Nessuno aveva capito quale fosse il suo ruolo. Solamente Alain Casanova, suo mentore ai tempi di Tolosa (nonché scadente mago di professione), capisce di doverlo spostare dal centrocampo all’attacco, trasformandolo in una punta.

Più vicino alla porta le cose vanno meglio e dalla stagione 2012/2013 Ben Yedder diventa vero e proprio trascinatore della squadra francese. 71 gol e 22 assist è il suo bottino a Tolosa. Sti cavoli.

A Siviglia Wissam non fa altro che confermare tutto ciò che di buono aveva fatto vedere, diventando dopo tre stagioni un punto fermo dell’attacco andaluso.

Caratteristiche tecniche

Approdando nel calcio professionistico abbastanza tardi (a 20 anni), Ben Yedder non ha ampi margini di miglioramento, rimanendo di fatto un giocatore di calcetto trapiantato in area di rigore. Per questo motivo il suo modo di giocare è fondato su una buonissima tecnica di base nei 16 metri, combinata alla sua incapacità di compiere uno scatto che sia più lungo dell’area stessa.

Anche se con il tempo ha allargato il suo spettro d’azione.

Abile nello stretto, rapido con la palla tra i piedi e ottimo assist-man dai piedi educati. Questi sono i suoi difetti. Il suo pregio è invece segnare. In pratica è un Durmisi meno sfortunato e con il vizio del gol.

Perché dobbiamo essere preoccupati

Per prima cosa per via della sua esultanza.

La fa sempre, come la “J” di Ciro o la “Dybala mask”. Ma perchè poi? Che vuol dire?

Anche in giro, senza motivo. Inizia a farci paura.

In secondo luogo sono proprio le sue qualità, rapportate alle non-qualità del nostro reparto arretrato, a renderci inquieti. L’essere piccolo e agile è un pregio non da poco se di fronte hai una difesa lenta e macchinosa. Oltre che perennemente disattenta.

Ace, sei la nostra unica speranza.

Un altro paio di cose

Giusto per ricordarvi che non c’è mai fine al peggio, c’è un altro osservato speciale nell’attacco del Siviglia che vale la pena nominare: Pablo Sarabia. Il trequartista è il secondo marcatore della squadra (18 gol e 10 assist in tutte le competizioni) e si intende alla perfezione proprio con Ben Yedder.

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Non siamo così cattivi. Vi lasciamo con una buona notizia: uno dei difensori titolari degli andalusi è Simon Kjaer.

Esatto, proprio lui.

Brocchi Kjaer Klose Romamerda Derby Forzalazio GIF - Find & Share on GIPHY

Ora basta solo richiamare Brocchi, Hernanes e Klose. Che ci vuole.

Articolo a cura di Francesco Mattogno

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