Search

Bart Ramselaar: chi si ferma è perduto

[amazon_link asins=’B019RRH2B6′ template=’ProductCarousel’ store=’tofl-21′ marketplace=’IT’ link_id=’e46194fb-46b3-11e7-83b8-7fbe91ab9b79′]

Chi è Ramselaar?

Uno dei ruoli maggiormente interessati dall’evoluzione del calcio moderno negli ultimi anni è quello del trequartista. Il progressivo innalzamento dei ritmi di gioco, l’importanza centrale di atletismo e doti fisiche per essere competitivi ad alti livelli, lo studio tattico e le strategie difensive sempre più elaborate messe in campo dagli allenatori: sono tutti fattori che hanno concorso nel tempo a ridefinire il concetto stesso di trequartista, delineandone di fatto una nuova versione.

Una versione che ha trascurato la parte più barocca e raffinata del gioco (fatta di pause, tunnel e predefiniti movimenti a ridosso dell’area di rigore) per privilegiare la sostanza, adeguandosi in tal modo al contesto circostante, ma facendo nel contempo perdere un pizzico di magia al numero di maglia più evocativo del calcio: il 10.

Si inserisce perfettamente in questa linea evolutiva Bart Ramselaar, giovanissimo centrocampista offensivo del PSV Eindhoven (classe 1996), sul quale recentemente sembra si siano posate le attenzioni di mercato del ds Tare per la Lazio. Il giocatore olandese – già nel giro della Nazionale maggiore – viene da due stagioni da assoluto protagonista in Eredivisie, prima con la maglia dell’Utrecht (la squadra che lo ha lanciato nel calcio dei grandi) e poi con quella dello storico club della Philips.

COME GIOCA

Fisico compatto, baricentro basso e moto perpetuo: la prima cosa che salta all’occhio vedendo Ramselaar in azione è la sua capacità di coniugare ottimamente dinamismo e qualità tecniche. L’olandese è un folletto errante della trequarti, dotato di uno spiccato senso del movimento (a prendere palla o a smarcarsi) e di una sensibilità di piede (è un destro naturale) che gli consente un grande primo controllo.

La buona visione di gioco poi, abbinata alla rapidità e frequenza dei suoi spostamenti in orizzontale e in verticale, fa di Ramselaar un pericolo mobile per gli avversari soprattutto in fase di rifinitura. Nel campionato appena disputato con la maglia del PSV il giocatore si è fatto preferire per key passes ultimo passaggio, piuttosto che per numero di realizzazioni, anche se il suo bottino complessivo nelle ultime due stagioni in Eredivisie è di tutto rispetto e recita 16 gol e 11 assist.

Dal punto di vista tattico la sua collocazione naturale è sulla trequarti, porzione di campo dalla quale Ramselaar ama partire per svariare su tutto il fronte d’attacco, andando talvolta ad abbassare il suo raggio d’azione per prendere le redini del possesso o all’occorrenza inserendosi con buon tempismo in area di rigore. Pur venendo schierato il più delle volte al centro dietro un punto di riferimento avanzato, l’olandese si disimpegna bene anche in posizioni più decentrate, dove può sfruttare la sua rapidità e la sua tecnica nell’uno contro uno per creare superiorità numerica.

COME GIOCHEREBBE NELLA LAZIO

Ipotizzando una Lazio futura disegnata tatticamente allo stesso modo della stagione appena trascorsa, Bart Ramselaar potrebbe sicuramente trovare spazio nel 4-3-3 come esterno d’attacco o nei due trequartisti a ridosso dell’unica punta nello schieramento offensivo a volte utilizzato da Inzaghi. Più difficile la collocazione tattica in un eventuale 3-5-2, anche se l’esperimento mezzala di centrocampo non sembra propriamente azzardato per un giocatore del genere.

Le riserve maggiori su un possibile ambientamento di Ramselaar nel campionato italiano riguardano principalmente lo scarso impatto fisico che potrebbe avere in un contesto da questo punto di vista molto più competitivo del calcio olandese. D’altro canto però la leggerezza potrebbe rivelarsi una buona carta da giocare in partite bloccate o in determinati frangenti di gioco.

Inoltre, c’è da valutare il suo reale grado di maturazione: due stagioni da protagonista tra i professionisti, una fugace apparizione in Champions League e qualche convocazione in Nazionale possono bastare per essere buttati nella mischia della Serie A?

In definitiva, possiamo affermare che per la Lazio 2017/18 Bart Ramselaar potrebbe rappresentare un buon investimento sulla linea dei giovani talenti già intrapresa nelle ultime sessioni di mercato e ben si sposerebbe con un progetto tattico che ha nella versatilità uno dei suoi maggiori punti di forza, andando a rinforzare qualitativamente una rosa che l’anno prossimo sarà impegnata su tre fronti. Ma l’impressione generale è quella di un profilo che deve ancora completare il suo percorso di crescita, iniziato da poco tempo e non ancora testato ad alti livelli.

 

NICOLA CICCHELLI

 

 

 

 

 

Write a response

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close
Laziocrazia.eu © Copyright 2018. All rights reserved.
Close