Non l’ho mai visto, non ho idea di cosa sia e probabilmente per questo avrò passato un’infanzia terribile e incompleta. Ma, da qualche ora – più precisamente dalle 20:34 del 15 luglio, quando il mitico Johnny si è degnato di presentarsi ad Auronzo – mi ronza nella testa come quella stronza di zanzara che non ti fa dormire alle 2 e 15 del mattino.
“Johnny, è quasi magiaaa Johnnyyy”
Meno male che qui non esistono zanzare.
È quasi magia, Johnny, intanto perché le sensazioni sono buone. Si è presentato in forma, ha corso intorno al lago senza crollare dopo 15 metri netti (ogni riferimento a Bobby Adekanye è puramente casuale) e poi in partitella nel pomeriggio ha dimostrato di avercelo, il piedino. Jony ha sfornato un paio di assist niente male, dribbling interessanti, e pure personalità nel correre insieme a Radu rischiando la gambizzazione alla prima battuta: “Aò, ma com’era quella storia con Wallace e Bastos?”
Notare come Radu stesse contando fino a 10…
E poi è quasi magia, Johnny, perché Inzaghi ha già scelto di chiamarlo con la doppia “enne”, a discapito dell’anagrafe e delle pronunce spagnoleggianti a cui il mister si è sempre dimostrato poco avvezzo. Già sogniamo lo “Spiace/onore per Johnny” nelle interviste post-partita.
Ti prego, dillo ancora Simone.
Nell’attesa di capire quale sarà il suo ruolo in squadra e in campo, comunque, Danilo Cataldi si sta riscoprendo come una spalla comica di tutto rispetto. Creiamo contesto, che il Lazio Style Village è sempre fonte di trash inaspettato. Come da tradizione, la società più o meno ogni pomeriggio libera tre malcapitati a sorbirsi un 10-15 minuti buoni di selfie e autografi. Per la prima giornata tocca a Lulic, Cataldi e Lazzari che, finite le pratiche burocratiche con smartphone e penna, vengono distribuiti in due squadre di bambini per una partitella di calcetto sul campo del Village.
Un’iniziativa inutile, senza senso e di cui non sono assolutamente invidiosEHIII HO DIECI ANNI VI DICO FATEMI GIOCARE INSIEME A LORO PER FAVOREEEEE
È andata più o meno così.
Io volevo solo alzargliela in faccia insieme a Lulic.
Le squadre vengono suddivise in: Cataldi, Lulic e i più piccoli da una parte; Lazzari e i più grandi dall’altra. Ed è subito Danilo: “Daje Senad, loro sono una squadra tosta, fisica, ma questi con noi corrono più di te…”, spettacolo. È quasi superfluo dire che la partita finisce 2-1 a danno della squadra di Lazzari, e che il gol decisivo lo segna Cataldi di mano su assist da fallo laterale di Lulic. “Cataldi come Maradona”, si leva dal pubblico, per le risate del centrocampista romano che a questo punto pare abbia già trovato un ruolo da apri-serate per Luis CK. Non male come inizio di carriera dai.
PS: Radu accolto come neanche CR7. A tutta Italia: stacce. La Lazio è un’altra cosa.

