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Auronzocrazia: aspettando Radu mi consolo col cinghialone

Ridendo e scherzando, eccoci alla prima domenica di Lazio versione 2020. Anche se poi mica tanto ridendo e scherzando, che se non viviamo almeno una qualsiasi telenovela estiva stiamo male come una nonna senza “Il segreto”.

Stefan, mi manchi, arriva presto, grazie.

Ad Auronzo si è presentata una squadra stranamente corta, striminzita, inusuale per chi come noi è abituato a rose extra large e ad esuberi da esporre come trofei in vetrina. Non mi sentivo così povero di alternative dal tempo dei 9 acquisti in un giorno: per arrivare a 23 Inzaghi è stato obbligato a mettere in lista 4 portieri, Jorge, Silva, Andrè ed Anderson. Più che giudicarli, è riconoscerli che è impossibile.

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E poi manca Radu, dicevamo. Arriverà domani, e per fortuna, che la nostalgia già mi aveva travolto prendendo il sopravvento sulle tante cose belle. L’idea di abbandonare quel pazzoide malato dipendente dall’adrenalina e dalla sensazione ovattata di un labbro gonfio, mi stava lasciando un vuoto nel cuore non indifferente. Ma Stefan non è l’unico assente (in)giustificato.

È spagnolo, alto 1.79 m. Capelli neri, di bella presenza, dicono che abbia la tendenza a ingrassare quindi occhio alla pancetta.

Questa foto potrebbe non essere accurata.

Risponde al nome di Jony. No, non Gioni. Né Gionai, stupidi hipster. Ioni, con la “i”, mi raccomando. Si è smarrito. Anche lui dovrebbe volare per Auronzo domani sera insieme a Radu, ma è già la quinta volta in più o meno tre giorni che piscia le visite mediche senza motivo. Si vergognerà di mostrare la pancetta.

Poi mancano anche Badelj, Durmisi, Lukaku, Berisha e vabbè pure sticazzi. L’importante è che ci sia il cinghialone. Ma quanto è bello Peruzzi?

Allora la scena è questa: inaugurazione del Lazio Style Village, Inzaghi e Peruzzi vengono lanciati in mare per essere divorati dai pescecani armati di “Selfie?!?” e “Che me lo fai l’autografo? Guarda metti una firmetta qui, una qua per mio figlio, questa è per mia suocera che se no mi rompe i cog..”, vabbè, avete capito. A quel punto un impaurito Simone taglia il nastro e fugge negli spogliatoi, la scusa di avere un allenamento in programma avrebbe potuto salvarlo anche dal matrimonio. Comunque, resta solo il cinghialone travolto dall’affetto smisurato del suo popolo. Poi arriva questo signore – vuole la canonica foto – con indosso la maglia dello scudetto del 2000 (probabilmente anno del centenario non solo per la Lazio ma anche per il fortunato anzianotto), ma nel momento in cui si mette in posa, il colpo di scena: “Non trovo mi moje, e ora chi me la fa la foto?” – al che un inguaribile romantico Peruzzi risponde – “’tacci tua, ma come hai fatto a perde tu moje? Vorrei esse fortunato come te vecchio mio”.

Comunque poi l’ha trovata eh.

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PS: Un altro che alla fine l’ha trovata, la porta, è Bobby Adekanye. L’ex Liverpool si è divorato almeno 6 palle gol contro l’Auronzo prima di siglare la sua prima rete con la Lazio. Contro l’Auronzo. Bobby, partiamo male eh.

Qui sembra che sbeffeggi direttamente chi l’ha acquistato. Cioè Tare.

PPS: “Daje Sinisa non mollare” è il punto più alto e più bello di questi due giorni sotto le Tre Cime di Lavaredo. Ti vogliamo bene Miha, non serve dire altro.

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#sinisamihajlovic #forza

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