Ad oggi, dopo un grande calciomercato, la Lazio non ha ancora del tutto deciso il da farsi sul vice di Immobile. Inzaghi e Tare confermano a parole Caicedo, anche se continuano a trapelare voci sul possibile assalto ad uno fra Wesley, Lucas Perez e Papu Gomez (in quest’ultimo caso Inzaghi dovrà rivedere qualcosa sull’assetto tattico, non essendo l’argentino un centravanti puro).
Eppure, se dovessimo credere alle parole del ds e del tecnico, l’attacco dietro a Immobile sarebbe composto ancora dall’ecuadoregno Felipe Caicedo e dal giovane Alessandro Rossi. E noi della redazione, presi da un colpo alla testa dovuto dai 40 gradi che fanno a Roma, ci siamo banalmente chiesti: e se bastassero loro due? Con questo caldo la risposta non poteva che essere positiva, dunque andiamo direttamente ad analizzare i perché Caicedo e Rossi sono le ideali spalle di Ciro Immobile.
Felipe Caicedo:
Siamo veramente sicuri che la Pantera Nera abbia fatto così male? Al netto di una prestazione disastrosa contro il Crotone, Caicedo ha portato alla Lazio punti pesanti. Solo alcuni esempi: Vitesse – Lazio, colpo di tacco del panterone per il gol di Ciro Immobile: 3 punti. Nizza – Lazio: pasticcio della difesa francese e anticipo da rapinatore dell’ecuadoregno : 3 punti. Sampdoria – Lazio, azione stratosferica di Sergej, rimpallo fra Immobile e Viviano, Caicedo che insacca a porta vuota: 3 punti. Lazio – Atalanta, dopo il vantaggio bergamasco con Barrow, la Pantera insacca a porta vuota il cioccolatino offertogli da Luis Alberto: 1 punto. Lazio – Benevento, clamoroso all’Olimpico dove gli ospiti sono in vantaggio nonostante l’inferiorità numerica. Fino a quando Inzaghi fa la sua mossa ed inserisce Caicedo: gol del pareggio su un’altra caramella di Luis Alberto e angolo conquistato che poi porta al 3-2 di de Vrji e all’agevole vittoria. Ovvio che non stiamo parlando di un grande realizzatore, ma se dovessimo fare il paragone con altri attaccanti di riserva (Eder, André Silva, Defrel, Milik), numeri alla mano il Panterone è risultato più decisivo. E se fossimo tutti rimasti abbagliati dalla sua ultima apparizione di Crotone? E se su di lui persistesse un forte pregiudizio da quando ha messo piede a Formello? C’è da considerare che fare l’attaccante di riserva non è mai facile. Un calciatore ha bisogno di continuità per prendere confidenza con la porta: siamo così sicuro che l’ecuadoregno messo in un altro contesto farebbe peggio dei vari Inglese, Pavoletti, Falcinelli, Trotta? Noi ci lasciamo il beneficio del dubbio.
Caicedo è l’uomo grosso. E per grosso intendiamo dire che Caicedo è il tipo di uomo che vorresti avere vicino quando giri per Tor Bella. Oppure quando devi andare a cercare quello che ti ha graffiato la macchina con il suo stramaledetto T-Max. Caicedo è quel tipo di uomo che tu, che sei entrato per la prima volta in una palestra, rimani a guardare estasiato. Caicedo è così grosso che ha oscurato l’eclissi. Caicedo è talmente grosso che se dovesse partire, dovremmo comprare un jet fatto su misura per lui. In pratica dovremmo pagare per vederlo partire. Non sappiamo quanto converrebbe.
Caicedo è “Amami o faccio un Caicedo”. Sì, lui è il meme più bello di Laziocrazia targata 2017/2018. Caicedo è quel mix di indie e ignoranza che tanto ci serve al giorno d’oggi. El Panterun è un misto di cattiveria e bontà, di amore e di odio, di localismo e globalizzazione. D’altra parte, noi, già ce lo eravamo immaginato. In quanti si sarebbero tatuati la suddetta frase se il Panterone non avesse preso quella maledetta traversa a Crotone, ma avesse stampato la sua capocciata in fondo alla rete? Beh, noi sicuro. E siccome un tale tatuaggio noi vorremmo proprio tanto averlo, Caicedo deve rimanere almeno un’altra stagione.
Alessandro Rossi
E mo’ chi è questo? Diranno i poco attenti. E noi che ne sapemo? Rispondiamo in coro. Fermi tutti, ovviamente si scherza. Ale è niente popò di meno che l’ex bomber della Primavera, capace di siglare 24 reti a fronte di sole 22 presenze. La Primavera non è un campionato attendibile? Vero, ma solo in parte. Keita Baldé prima di esplodere in prima squadra, faceva sfracelli in Primavera. Non sapremo mai se Ale Rossi ripercorrerà quanto fatto dal senegalese, ma davanti a tale numeri una chance è obbligatorio dargliela.
Viene dalla Salernitana e soprattutto da un campionato poco esaltante. Questi due fattori vi sembrano negativi? Beh, chiedete a Strakosha e Luiz Felipe. Entrambi, dopo una stagione che aveva lasciato più perplessità che certezze, sono puntualmente esplosi con la maglia biancoceleste. Sarà la volta di Ale Rossi? Noi ci crediamo.
Potrebbe essere il nostro Cutrone. Entrambi infatti avevano iniziato a lasciare le loro tracce durante i ritiri estivi. Rossi si è scoperto il bomber biancoceleste del precampionato, siglando addirittura un gol di rovesciata alla Cr7.
E sinceramente noi vorremmo tanto avercelo un Cutrone tutto nostro. Cosa? Un ragazzo della primavera promettente e che segna a raffica? No, ma cosa avete capito? Per un Cutrone tutto nostro intendevamo dire un calciatore che sia abilitato a segnare di gomito! (Politically incorrect).
Insomma, in conclusione a noi il duo Caicedo-Rossi dietro a Ciruzzo non ci dispiace affatto. Sarà perché significherebbe la quasi sicura permanenza di Sergej, sarà perché Caicedo è grosso, sarà perché vedere Rossi segnare di mano sotto la sud dei rossoneri fa parte di una delle nostre categorie preferite di PornHub. E poi restando ancora sul ragazzone ex primavera, queste sono le parole del suo agente:
“Per Alessandro la Lazio è una seconda pelle, restare ed affermarsi a Roma è una missione”.
E per noi allora sarà una missione sostenerti e farti trionfare con l’aquila attaccata al cuore.
